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Speciale Biennale/Parlano gli artisti del Padiglione Italia |
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L’incontro tra Elisabetta Benassi e Paola Ugolini chiude il nostro viaggio per conoscere meglio gli artisti che ci rappresentano a Venezia. Benassi è l'unica altra donna presente, oltre Francesca Grilli. Di poche parole, come spesso sono gli artisti ... segue
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Ritratto del curatore da giovane |
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Continua il nostro viaggio nella giovane curatela. Questa volta Manuela Valentini intervista Cecilia Canziani. Toccando anche alcuni punti critici che possono generarsi dalla sovrapposizioni di ruoli e incarichi. E Cecilia risponde ... segue
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Parola d'artista |
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L'intenzione e il caso di Patrizia Cavalli
La poetessa ha da poco inaugurato una mostra presso lo studio Stefania Miscetti di Roma con, tra altre, un'installazione ricavata dai suoi appunti mattutini. Pubblichiamo il testo che ha scritto per la mostra romana ... segue
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Scacco alla crisi |
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Seconda tappa del nostro viaggio alla ricerca di realtà che provano a non farsi inghiottire dal buco nero della crisi. Questa volta la contromossa è di Eventi-Arte-Venezia. Ascoltiamo da Matteo Efrem Rossi, fondatore dell'associazione, come reagiscono all'impasse attuale di Elisa Decet ... segue
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La Lavagna |
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Autocommiserazione, cultura ed economia in Italia di Raffaele Gavarro Ma davvero il nostro è un problema di autocommiserazione? ... segue
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Musica elettronica, parole d’artista, specchi e luci sono gli ingredienti del terzo appuntamento di “Con Parole Sue”, al Museo Del Novecento di Milano. Per coniugare note e arte contemporanea, sotto Lucio Fontana di Caterina Failla ... segue
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COME LO VORRESTI IL TUO GIORNALE CHE SI RINNOVA? IL SONDAGGIO COMINCIA DAGLI ADDETTI AI LAVORI E VUOLE PROSEGUIRE CON I LETTORI. DICCI LA TUA
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Sabrina Vedovotto, giornalista e curatriceNella scala dei desideri per il nuovo Exibart vorrei intanto la trasparenza, ovvero niente più recensioni in cambio di pubblicità.
Poi vorrei leggere meno gossip e più attualità, anche culturale.
Mi piacerebbe che si parlasse anche delle altre arti in stretta relazione con le arti visive, per esempio il teatro, o la musica contemporanea.
Per ultimo, ma forse più importante, vorrei finalmente un giornale in cui ritornasse in voga la critica, quella vera. Vorrei leggere saggi di approfondimento, ma anche recensioni in cui si critica negativamente, ma in maniera costruttiva, una mostra. Bisogna tornare ad avere il coraggio di dire le cose che oramai ci diciamo solo all’orecchio, sommessamente. |
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Giorgio Galotti, galleria C02, RomaVorrei che parlasse della scena artistica in modo schietto e diretto, della scena italiana soprattutto.
Osando una critica più stimolante, senza avere paura di logiche del sistema, senza seguire le mode nell'ottica di vendere più copie. Una critica costruttiva, dura se necessario. |
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Stanislao Di Giugno, artistaL’online dovrebbe continuare ad essere uno strumento di informazione su tutti gli avvenimenti e le inaugurazioni. Mi piacerebbe invece che il cartaceo fosse una rivista di approfondimento con recensioni anche di poche mostre ma selezionate per la loro importanza o con focus e interviste e studiovisit che documentino e approfondiscano il lavoro di singoli con una modalità e un tempo differente rispetto ad una normale recensione-trascrizione di una miriade di avvenimenti che si annullano a vicenda.
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Ettore Favini, artistaVorrei poter leggere di come si sta muovendo la pratica artistica, con al centro la figura dell'artista, attraverso discussioni sul fare e scrivere di arte oggi.
Mi piacerebbe ritrovare al centro del dibattito le "opere" e non il contorno, mi piacerebbe che fossero raccontate, analizzate, approfondite e criticate.
Uno spazio così libero e indipendente che possa tornare a fare critica, seria e competente. |
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Nicoletta Daldanise, critica d'arte, NapoliUn cartaceo più snello ed agevole da portare, magari con degli approfondimenti più che con tutte le puntuali recensioni delle mostre, che invece possono essere lasciate al web. Nel mondo delle app, preferirei avere un aggiornamento interattivo di questo tipo: in tempo reale a seconda del posto in cui mi trovo o della tematica di mio interesse.
Per quanto riguarda le tematiche, penso che converrebbe diversificarsi e trattare anche di materie afferenti al mondo dell'arte, prendendo spunto dalle ricerche degli artisti. Parlare di filosofia, sociologia, antropologia, economia è abbastanza importante per comprendere le tendenze artistiche. E' chiaro che una rivista tutta così è impensabile, ma ci possono essere degli spunti. In più trovo anche molto carente la riflessione sul design, che invece spesso va di pari passo con quella sul mondo dell'arte |
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Umberto Di Marino, gallerista, NapoliPiù recensioni sull'online: non solo alle gallerie private e agli spazi istituzionali, ma anche agli spazi no profit e alternativi, per offrire agli operatori di settore una ampia e costantemente aggiornata panoramica sull'attività espositiva nazionale. Inoltre considero la zona recensioni particolarmente significativa per Exibart, proprio perchè attraverso i relativi pezzi, affidati per lo più ai giovani, ho avuto la possibilità, negli anni, di conoscere e di entrare in contatto con tante firme emergenti. Infine: ampliare le pagine dell'onpaper dedicate agli artisti giovanissimi, poiché attraverso quelle pagine, galleristi, collezionisti e curatori, hanno la possibilità di conoscere i nuovi nomi della ricerca artistica nazionale ed internazionale |
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Valentina Pugliese, libreria Let’s Art, RomaMi è dispiaciuto moltissimo vedere scivolare Exibart negli ultimi mesi in una condizione di stallo, lasciata a se stessa. In primis vorrei che ritornasse ad essere quel punto di riferimento che ci permetteva di non perderci mai un appuntamento o un inaugurazione. Mi piacerebbe che le recensioni delle mostre esprimano maggiore pluralità e che non siano solo una descrizione e giudizio positivo dell'artista e delle opere. Mi aspetto che Exibart esca da questo stallo e si arricchisca di nuove rubriche. Mi aspetto che abbia un respiro più internazionale, che si parli più degli artisti e delle opere e non solo delle mostre. Infine una proposta, credo sia importante parlare degli artisti giovani come Exibart ha sempre fatto, ma sarebbe opportuno per una crescita anche del pubblico che non è composto solo di addetti ai lavori, parlare e approfondire il lavoro degli artisti che negli ultimi 50 anni e anche di più hanno lavorato e costruito un tessuto di pratiche artistiche spesso ignorate dai più o comunque non valorizzate abbastanza.
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Letizia Cariello, artistaAria nuova nel senso delle prospettive, dei punti di vista e degli obiettivi.
Uno dei problemi del sistema dell’arte italiano è la unidirezionalità dei dialoghi dei pensieri e dei backgrounds. Un po’ come in quei villaggi dove alla fine nasce il mostro perché per generazioni si sono sposati fra cugini. Nulla suona come diverso ed interessante, perfino quando si scrive che un artista era un biologo ormai fa parte dei clichè.
Allora, porre i problemi e lavare gli occhiali di un gruppo molto autoriferito e quindi a rischio di autodigestione. Aiutarlo a rischiare davvero…o è troppo? |
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Francesco Nucci, presidente Fondazione VOLUME! RomaDa una testata come Exibart mi aspetto, oltre il lavoro di servizio che già egregiamente svolge dando notizia di mostre ed eventi, una capacità di sviscerare le problematiche legate al mondo dell’arte attraverso un’indagine che sia di vero giornalismo, che individui le notizie realmente importanti per approfondirle e portarle all’attenzione del pubblico. Credo che questo sia possibile farlo anche con dei numeri monografici, dando voce a una pluralità di soggetti che spesso lavorano in silenzio e che rappresentano il vero tessuto connettivo e di sperimentazione della realtà italiana. Uno sguardo su ciò che accade nel resto del mondo è poi fondamentale, sempre con una capacità di indagine forte che aiuti a sprovincializzare la mente degli italiani. |
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Giuseppe Pietroniro, artistaUna piattaforma di dibattito culturale che parli di arte e non solo, dove gli artisti tornino ad avere un ruolo centrale e trainante non soltanto con mostre a cui partecipano, ma con considerazioni sul senso di fare arte. Una rivista che ascolta e racconta la voce di chi produce significato, cioè gli artisti. Una rivista di facile fruizione che sappia essere anche autoironica. |
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Daniela Lancioni, storica dell’arteInformazione (rapido aggiornamento sulle vicende dell’arte) e approfondimenti affidati a nuovi talenti della critica e della storia dell’arte
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Marina Paris, artistaSarebbe interessante vedere su Exibart un maggior approfondimento sulla figura degli artisti (italiani e internazionali), non solo recensioni sulle mostre quindi, ma anche più sazio al loro lavoro e alla ricerca. Penso a Exibart come un territorio, oltre che di informazione per l'arte, anche come luogo di scambio e dialogo tra artisti e curatori, scrittori, architetti, registi, collezionisti, filosofi.
Sostanzialmente più approfondimenti e meno rubriche, più Focus e meno curiosità. Queste ultime lasciamole ad altri |
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Flavio Misciattelli, presidente Fondazione Pastificio Cerere, RomaChe torni ad essere quello che è sempre stato: un punto di riferimento per le persone che lavorano nel mondo dell'arte, con aggiornamenti continui e interventi mirati ed esaurienti sui vari argomenti che trattano l'arte contemporanea e non solo.
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Fabrizio del Signore, The Gallery Apart, RomaExibart in questo momento si trova nella necessità di trovare un equilibrio tra il suo essere ormai un classico, patrimonio che non va disperso, e l'esigenza di ritrovare credibilità rispetto al recente periodo di inevitabile crisi di identità. In questo senso mi piacerebbe che non venisse del tutto stravolto l'impianto del sito a cui siamo tutti affezionati, soprattutto per quanto attiene al godibilissimo calendario e alle news. Certamente qualche ritocco alla grafica non guasterebbe. Troverei interessante, inoltre, un'organizzazione tematica che consentisse di razionalizzare i "pezzi" secondo un indice, direi quasi una impaginazione se vogliamo fare parallelismi con i quotidiani, per singole materie. La forza di Exibart è sempre stata quella di aver modificato le abitudini quotidiane degli appassionati d'arte contemporanea spingendoli ad una consultazione quotidiana del sito. Mi piacerebbe allora che già dalla home page fosse possibile accedere separatamente a pagine dedicate dove trovare tutti i contenuti riferiti alle istituzioni piuttosto che al mercato/economia, o ancora alle fiere,o ancora ad approfondimenti culturali. Esattamente come oggi nella lettura dei quotidiani si può andare direttamente alle pagine di economia, di cultura, di politica o di sport. |
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Pier Luigi e Natalina Remotti, Fondazione Remotti, Camogli-MilanoIntanto il colloquio è una delle cose che desideriamo noi lettori da Exibart!
Poi vorrei un'attenzione forte a quello che viene realizzato in Italia, che serva ad attrarre il resto del mondo, perchè noi siamo più bravi ad importare che ad esportare. Per il resto mi fido del direttore. |
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Tiziana Di Caro, gallerista, SalernoVorrei che la rivista proponesse un rinnovamento della scrittura insieme a nuovi metodi di analisi delle opere e del lavoro degli artisti. Vorrei che si delineassero le linee guida, che si ricercassero le cause e gli effetti dei processi fenomenologici dell'arte, in modo da consentire la creazione di una piattaforma di confronto e analisi. Mi piacerebbe leggere ed imparare nuovi metodi di interpretazione e lettura delle opere, ripensando anche alla scrittura dell'arte e alla letteratura artistica come discipline finalizzate allo studio dell'arte in generale e dell'arte contemporanea in particolare. |
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Giovanni Ozzola, artista1-Informazioni che siano senza critica
2-interviste tante
3-Approfondimenti, scritti da chi ha una visione.
4-Speciali su arte/assicurazioni/fiscalità/ecc, per capire tutte quelle cose estremamente pratiche che fanno parte del mondo dell'arte e di cui le persone sanno molto poco.
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Fabio Ianniello, galleria Uno Su Nove, Roma-Milanovorrei che Exibart fosse prima di tutto un giornale di informazione sull'arte sia a livello di cronaca sia a livello di portale dell'offerta culturale nazionale e delle singole città.
Inoltre considerate le sempre più frequenti collaborazioni dell'arte con i settori del design e della moda, sarebbe interessante leggere articoli sull'evoluzione di queste realtà che se solitamente procedono in parallelo e che altre volte invece si fondono e danno vita a nuove manifestazioni culturali e a nuovi protagonisti del settore artistico. E per le gallerie, capire chi sono i nuovi competitor con cui relazionarsi, è sempre utile!
Infine, mi piacerebbe che Exibart dedicasse alle gallerie uno studio più approfondito dei profili: il tipo di ricerca, gli artisti rappresentati, senza limitarsi alle informazioni di routine quali orario d'apertura e indirizzo. In questo modo è più semplice comunicare e comprenderne l'identità sia per gli operatori del settore sia per il pubblico generale. |
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Maria Rosa Sossai, critica d'arte e curatriceDesidero che Exibart sia capace di sintonizzarsi con i temi più attuali e interessanti, e al tempo stesso di essere all'ascolto dei suoi lettori, che sia ricco di immagini, che non sia troppo gossip, che sia godibile, rigoroso, coraggioso e contro corrente, ma anche testimone della memoria recente, che crei sinergie. Troppe cose insieme? |
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Raffaella Cortese, gallerista, MilanoNella pagina dedicata ai collezionisti, vorrei sentir parlare anche le nuove generazioni alle quali, secondo me, viene dedicato poco spazio. Eppure i giovani sono importantissimi! Farei anche parlare del loro operato le varie associazioni, come Acacia, Arte giovane, Amicae....che hanno un ruolo anche nello sviluppo e nella crescita del collezionismo. E di conseguenza affronterei il tema del futuro delle collezioni (le possibilità di donare le raccolte ai musei, costruire e gestire fondazioni…ecc) Sarebbe bello vincere le diffidenze a comprare video, grafiche d’autore, libri d’artista. Mi piacerebbe si parlasse di più di performance e danza contemporanea e di cinema, magari facendo parlare gli artisti, che spesso sono straordinari critici cinematografici |
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Roberto Casiraghi, direttore The road to Contemporay Art e The OthersVorrei che il sito fosse un stimolo di aggiornamento continuo, con un occhio e un orecchio ancora più aperti di quanto sono oggi soprattutto sul contemporaneo internazionale. E mi piacerebbe che la rivista avesse aggiornamenti di mercato, ma non di bottega, individuando le tendenze vere e diventando così autorevole da farsi esso stesso tendenza |
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Irene Kung, artistaVoglio fidarmi di quello che leggo |
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Federico Palazzoli, Studio PesciDare voce e spazio all'arte, antica moderna o contemporanea che sia, come luogo di studio, di conoscenza, di acculturamento. Che parli ai giovani che in un modo o nell'altro entrano nel nostro bizzarro mondo e che gli faccia capire che l'Italia è cultura, è arte, è sperimentazione, è possibilità. Che ci dev'essere una politica della cultura che miri a valorizzare e premiare chi dell'arte e nell'arte spende la propria vita, non per sensazionalismo ma perché crede che per la nostra povera nazione sia o debba essere un punto imprescindibile di rinascita sociale. Che ci aiuti insomma a crescere meglio, lontani dal ventennio di nani e ballerine che ci ha portato alla disfatta economica. Arte come rinascita sociale. Tentare e provare partendo da questo |
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Riccardo Crespi, galleria Riccardo Crespi, MilanoVorrei quello che comunemente si desidera da un giornale. Ovvero che dia informazioni, nel nostro caso su arte e cultura contemporanea. Entrando nello specifico, sarebbe bello avere sempre un punto di vista nuovo e quante più informazioni e approfondimenti possibili, in modo chiaro e pensato e non mere recensioni copiate dai comunicati stampa. Personalmente mi occupo di arte giovane quindi mi interessano essenzialmente le avanguardie internazionali, panorama in continua evoluzione, complesso e senza linee guida stabilite, quindi molto difficile da seguire di persona senza supporti editoriali. Ma quello che desidererei davvero è avere dei pareri sinceri non retorici. Quindi un vero giornalismo, l’arte lo merita perché un’importante espressione del mondo, e almeno in questo ambito sarebbe bello non ci fosse il proselitismo che spesso lo caratterizza. |
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Lexi Eberspacher, American Academy, RomaChe potesse circolare il più possibile nella scuola, nei licei ed avere una sezione di più "facile" accesso per questa fascia di età. Che realizzi una collaborazione diretta con le scuole.
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Marina Dacci, direttrice Collezione Maramotti, Reggio EmiliaVorrei un giornale agile ma preciso, privo di pettegolezzo ma aperto a una visione internazionale anche se con uno stile informativo asciutto e veloce. Dall'altro lato, un giornale che si faccia portavoce e momento di riflessione aperta degli interrogativi e delle questioni aperte/problematiche dell'arte oggi, da diverse angolature e punti di vista (artisti, studiosi...) per abituare il lettore a un approccio plurimo sulle questioni... bella sfida eh? |
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Andrea Tugnoli, critico d'arte e saggistaUn occhio imparziale aperto sul mondo dell'arte contemporanea
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Simone Pellegrini, artistaChe sia sguardo quanto più oggettivo, sguardo che soppesi i fatti e tralasci le mode. Che sia luogo di confronto trasversale su cui possa affacciarsi una cultura più ampia e meno autoreferenziale. Infine, gli artisti potrebbero addirittura arrivare a dire quanto sanno o sospettano
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Silvia Evangelisti, docente dell'Accademia di BolognaMi aspetto che ci sia attenzione anche ai fatti della politica dell’arte, supplendo a quel vuoto assoluto che c’è in Italia in questo settore. Vorrei che desse voce a tutti i soggetti che lavorano nell’arte, dando meno spazio a mostre e a eventi effimeri e concentrandosi di più sulla realtà strutturale dell’arte |
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Mario Cristiani, galleria Continua San GimignanoVorrei che creasse una maggiore comunicazione con l’estero, anche con accordi con testate simili. Qualcuno pensa ancora di essere al centro del mondo stando a casa propria, ma non è così. Le cose più importanti girano dappertutto, quelle meno conosciute bisogna andarsele a cercare e, da questo punto di vista, Exibart può dare un valido contributo. Farebbe anche conoscere meglio i nostri artisti all’estero.
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Adrienne Drake, curatrice Fondazione Giuliani, RomaCredo che Exibart sia sempre stata uno strumento utile di informazioni, offrendo una guida rapida e ricca (se parliamo soprattutto del sito web) che diffonde, in modo democratico, tutte le notizie di inaugurazioni, eventi, e novità per chiunque sia interessato alla scena artistica. Il formato cartaceo, invece, si dovrebbe prestare all'approfondimento della ricerca, dando più spazio agli artisti - i protagonisti del mondo dell'arte - con articoli, interviste e progetti speciali. In bocca al lupo! |
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Giorgio Fasol, collezionistaVorrei che Exibart fosse informazione e formazione. Che avesse una sua personalità in ambito artistico, culturale e anche fiscale |
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Bianco Valente, artistiSarebbe bello che su ogni numero ci fosse un reportage-intervista ad un'artista, che viene fatta visitando il suo studio, dove l'artista non parla strettamente di arte ma anche di altri interessi paralleli (se ne ha), oppure di storie della sua vita, magari racconta il perché ha deciso di fare questo lavoro. Sarebbe una bella cosa, perché degli artisti si conoscono le opere ma molto poco la persona in senso esteso |
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Maurizio Bortolotti, curatore e docenteun'informazione corretta, una buona integrazione con il web, delle pagine online con progetti speciali di artisti, un portale dove ci siano dei link con blog di collaboratori e spazi informazione dedicati in special modo agli spazi indipendenti italiani dove possono comunicare in modo facile e diretto il lavoro che stanno facendo. E poi tutto il resto, quello che cioè Exibart ha fatto bene fin qui, in particolare lo spazio con i video dedicato alle interviste e agli eventi nel mondo dell'arte |
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Francesco Garutti, AbitareVorrei una nuova distribuzione come manifesto per una strategia di diffusione delle arti contemporanee. Vorrei trovare Exibart dove ora non mi aspetterei di trovarla. Nei supermercati, al cinema, allo stadio, in metropolitana. |
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Cecilia Casorati, critica d’arte e docentemi piacerebbe che exibart avesse uno spazio tipo “talk show”, una sorta di salotto virtuale che ospiti un (breve) dibattito tra due, tre persone (per esempio un critico, un artista e un architetto) intorno a un tema specifico
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Cesare Viel, artistaChe la rivista sia coraggiosa, plurale, indipendente, internazionale, che non faccia favori a nessuno, che non rimanga dentro un circuito chiuso, che non diventi una vetrina per "fighetti", che provi a tracciare via via un possibile percorso critico responsabile sul tempo presente, che produca non una serie di pensierini e/o solo ricalchi da comunicati stampa, ma approfondimenti che contribuiscano a creare delle prospettive teoriche e storiche sull'arte contemporanea aperte, problematiche e nuove. Insomma, una rivista che aiuti a defurbizzare il contesto artistico e culturale italiano. Sarà possibile? |
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Alberto Peola, gallerista, TorinoMi piacerebbe trovare sul sito di Exibart una puntuale informazione in tempo reale di quanto succede nel mondo dell'arte: segnalazioni di opening, convegni, bandi, residenze...e anche qualche gossip. Dall'edizione cartacea mi aspetto invece recensioni, approfondimenti sul sistema dell'arte contemporanea in Italia e nel contesto internazionale, un'analisi della trasformazione del mercato, del rapporto gallerie, fiere aste. |
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Luca Sossella, editoreChiedo la volontà competente di distinguere e scegliere fra le pressioni delle consorterie malavitose dell'arte contemporanea e il giudizio di valore. Desidero che si ignorino e magari si denuncino le prime, esercitandosi senza risparmio sul secondo. |
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Anna Mattirolo, direttrice MAXXI Arte Vorrei un giornale anzitutto serio, che si impegnasse a fare sistema, che desse un valido contributo al rafforzamento del lavoro che facciamo tutti. Che coinvolga quindi tutti gli operatori dell’arte e che sia autorevole specie in un momento complesso come l’attuale in cui c’è molto da costruire e ricostruire. |
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Norberto Ruggeri, galleria S.A.L.E.S. Roma Principalmente una informazione puntuale e dettagliata degli eventi di arte contemporanea in Italia. Vorrei che fosse una guida che permetta di individuare facilmente ciò che è più interessante da vedere. Ed una valutazione critica chiara e decisa dei vari eventi, mai reticente |
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Vittorio e Nunzia Gaddi, collezionistiChe dia un’informazione capillare, puntuale ed imparziale di ciò che avviene nel mondo dell’arte contemporanea. Auspichiamo poi che le recensioni delle mostre non siano solo descrittive, come purtroppo ormai avviene su tutte le riviste, ma contengano anche un giudizio critico, magari in modo molto sintetico (un voto o un aggettivo che esprimano una scala di valore). Questo accade in molti altri settori, ad esempio chi recensisce un film non si limita a riassumere la trama ma manifesta anche il proprio giudizio che, a volte, è anche molto negativo. |
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Laura Barreca, curatriceSarebbe bello che Exibart fosse un luogo di confronto "alto", distinguendo l'informazione dal parolame di opinionisti improvvisati che spopolano sui social network. Quindi, un luogo di approfondimento critico e imparziale, in questo momento forse indirizzato anche ad aiutare il sistema dell'arte e a chi lo pratica a liberarsi di ingerenze e giochi politici, che in Italia, in particolare, stanno mortificando sempre di più chi strenuamente tenta di portare avanti la cultura del contemporaneo. |
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Elena Quarestani, Assab-One, MilanoVorrei una rivista di arte che racconti le cose come stanno, che faccia quel giornalismo vero che non c’è da nessuna parte. Di inchiesta e di informazione |
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Ciriaco Campus, artistain Exibart avrei piacere trovare gli interventi critici, nel senso di scomodi,
degli artisti, per un reale dibattito sui temi dell'arte e della cultura
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Beatrice Bertini, galleria Ex Elettrofonica, Roma La verità, tutta la verità nient'altro che la verità! Fiduciosa che la vostra risposta possa essere "ovviamente si". Spero davvero possa essere una stagione nuova ed eccitante per questa rivista
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Andrea Bruciati, direttore Galleria Civica di Monfalcone Informazione oggettiva e puntuale, attenzione e interesse per la ricerca, una banca dati inestinguibile |
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Alessandro Sarra, artistaCredo che questo sia un momento particolare, in cui la necessità di rifondare i linguaggi si avverte su diversi livelli. Considero importante che una rivista che si occupa d’arte privilegi la presenza degli artisti stessi, non solo recensendone il lavoro, ma più attivamente coinvolgendoli su diversi piani. Mi aspetto questo tipo di centralità, attraverso cui la rivista stessa possa ridiventare laboratorio di idee, ospitando interventi di varia natura e non solo ottima informazione e approfondimento. |
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Alessandro Piangiamore, artistaVorrei che mi stupisse e che non assomigliasse a qualcosa che conosco già. |
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Lea Mattarella, Giornalista e docenteSarebbe bello avere da Exibart un'informazione onesta, libera e non scontata. Che abbia il coraggio di preferire l'approfondimento (chiaro e non in "critichese") al gossip. Mi piacerebbe trovare sia sul web che sulla carta argomenti diversi da quelli che si incontrano sempre su giornali e riviste. Insomma, vorrei che fosse uno spazio destinato non soltanto ai soliti noti, ma anche a situazioni interessanti e meno conosciute. E poi, naturalmente, mi aspetto un bel numero di inchieste sul reale funzionamento del sistema dell'arte. |
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Teresa Macrì, CuratriceMi auguro che la guida femminile (in Italia così desueta per musei fondazioni, magazine e quotidiani eccetera) modifichi il tono. Visto che Exibart è un magazine informativo (non è October) ciò che preferirei è una inversione di tono: basta con il sensazionalistico modo di dare news (spesso banali) come se fossero eventi epocali. Quel tono così propagandistico fortemente berlusconiano di dare news di arte come se fossero scoop... Una news è una news. Serve semplicità, secchezza e un buon italiano. |
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Giacinto di Pietrantonio, direttore della Galleria d''Arte Moderna e Contemporanea di BergamoMolte informazioni tempestive e precise.
Giornalismo d'arte basato su dati certi.
Molto dibattito sui temi cruciali dell'arte.
Che aiutasse questo paese a fare dell'arte una cosa normale.
(foto: Giacinto con Giuseppe di Sislej Xhafa) |
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Cristiana Colli, Cura progetti culturali e si occupa di ricerca economica e sociale. Exibart ci ha abituato nel tempo ad una informazione aggiornata, trasversale, attenta alle dinamiche vitali dei territori. Da una rivista d’arte online mi aspetto la velocità e la versatilità del mezzo, ma anche la capacità di sedimentare riflessioni sui vari attori della filiera nazionale internazionale. Intorno a questi mondi si incrociano persone, luoghi, pensieri, economie: fare racconto e rappresentazione di questi cortocircuiti non assolve solo alla funzione di informazione e comunicazione ma allarga ad una più ampia valorizzazione di sistema. |
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Costantino d'Orazio, Critico d'arteCredo che una rivista online sia ormai l'unico strumento utile alla creazione di un dibattito. Da ormai molti anni è piuttosto difficile trovarsi in un contesto nel quale si possa discutere di arte con sincerità, mettendo a confronto un ampio spettro di opinioni. Eppure, il dibattito è un elemento fondamentale della cultura, è lo strumento principale per la crescita delle idee. Da Exibart mi aspetto questo:
1) partendo dall'attualità, la proposta di temi che sollecitino la risposta dei lettori in diretta.
2) la pubblicazione di stroncature argomentate a mostre e comportamenti
3) l'invito a persone interessanti in videochat con i lettori
4) l'uso di twitter a facebook non soltanto per promuovere le proprie iniziative, ma per rilanciare le proprie provocazioni
...tutto quello che possa far circolare idee.
Al riparo dagli scoop e dal gossip, di cui internet è già sazio. |
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Valentina Ciarallo, curatrice Spirito, RomaDa lettore, collezionista, curatore, gallerista mi piacerebbe trovare una rubrica dedicata al mercato dell’arte, con le novità italiane e internazionali, le quotazioni e non solo i risultati delle aste che vengono sempre riportate dalla stampa in generale, con delle interviste ad addetti del settore. Una sorta di” borsino dell’arte contemporanea”, che secondo memi piacerebbe trovare una rubrica dedicata al mercato dell’arte potrebbe incuriosire sempre il lettore. |
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Stefano Cagol, ArtistUna piattaforma che presenti e supporti le eccellenze seguendo una propria linea etica rigorosa e al di sopra delle lobby. Tentando di sondare i diversi mondi in evoluzione che oggi compongono l’arte e la società italiana, e quindi innescando un coinvolgimento ‘vero’ degli artisti, per la ri-costruzione di un loro ruolo pubblico e politico, un ruolo ora quasi totalmente dimenticato. |
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Cloe Piccoli, critrica d'arte e docente all'Accademia di BreraMi piace pensare a Exibart come a un magazine di cronaca e critica, sempre sul 'pezzo', come si suol dir. Sulle politiche dell'arte contemporanea in Italia, sia riguardo alle singole istituzioni, musei, fondazioni, gallerie, spazi non profit, che da un punto di vista più ampio e istituzionale. Penso che quest'ambito sia quello più forte e riconoscibile di Exibart, quello che può sviluppare un dibattito interessante e costruttivo e ampliare la community. Da qui in poi penso sia importante guardare all'estero e alle esperienze internazionali. In bocca al lupo a Exibart! |
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Claudio Libero Pisano, curatore, RomaC'è urgenza di scegliere, di prendere posizioni. Saper dire ciò che vale ma al contempo avere il coraggio di dire quando un progetto, un libro, una mostra non funzionano. Nella chiarezza c'è la forza di un progetto. Assumere la libertà di posizioni anche scomode, perché la libertà più ambita è quella dove le idee sono specchiate, limpide, anche se non sempre condivisibili. Vorrei inoltre una rivista che attraverso l'arte parli del mondo, nell'intreccio di discipline e ambiti più diversi e che nel métissage trovi la sua ricchezza e ragion d'essere. |
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Nicola Furini, Vorrei che Exibart continuasse ad essere un contenitore di notizie, immagini, eventi, appuntamenti, un luogo d'incontro per addetti ai lavori e non, per avere una panoramica sul mondo dell'arte in Italia, ma sempre attento a cosa accade nel mondo. Allo stesso tempo potrebbe essere interessante raccogliere di tanto in tanto degli interventi trasversali non solo da giornalisti, ma anche da curatori, critici, artisti, direttori di musei, di fiere, galleristi... come in un talk show dell'arte, per avere diversi punti di vista e per completare la visione di questo attraente e complesso, quanto misterioso, mondo dell'arte. |
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Beatrice Pediconi, artistache dia una informazione/ critica seria, non polemica o di parte, attraverso la firma di collaboratori preparati e con esperienza. |
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Alessandro Roma, artistaUn luogo in cui potessero convergere piu pensieri e riflessioni sull'arte anche da persone apparentemente distanti dal sistema dell'arte. Ovviamente tenendo sempre in cosiderazione l aspetto informativo di mostre e recensioni |
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Hilary Putnam, da Cà Foscari una Laurea Honoris Causa. Domani l'assegnazione dell'onorificenza, in Filosofia della Società, dell'Arte e della Comunicazione |
| Mantova si sveglia a primavera. Quattro giorni di “Chamber Music” per riappropriarsi dei Palazzi storici della città
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| Il vecchio Matthew Barney. Alla New York Public Library la prima mostra di opere su carta dell'artista, che domani parlerà eccezionalmente dal vivo |
| La prima volta dell'Angola a Venezia. Una città enciclopedica a Palazzo Cini, in confronto con una collezione d'arte antica |
| Dal Politecnico al Teatro. Un anno di festeggiamenti che iniziano con Corrado Levi, e l'ascolto dell'architettura |
| Un cappello di cartapesta per la cultura. Marzia Migliora e Luigi Coppola in una settimana di workshop aperto a tutta Roma, e non solo |
| Allo stadio, l'arte. Andrea Mastrovito tra poco, a Bergamo, in una coreografia con gli ultras atalantini |
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