Firenze - Ponte vecchio



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"Nel detto anno 1345, addì 18 luglio, si compiè di volgere e di serrare il nuovo ponte rifatto sopra l'Arno ove anticamente era stato il Ponte Vecchio, con due pile e tre archi, molto bello e ricco, e costò bene fiorini.... d'oro e fu bene fondato e largo braccia 32, con la via che vi rimase larga 16 che fu troppo grande al nostro parere, e basse l'arcora braccia 2 : e le botteghe dall'uno lato e dall'altro larghe braccia 8 e lunghe braccia 8 e furono fatte in sul sodo dell'arcora con volte di sopra e di sotto, e furono 43 botteghe, onde il Comune n'ebbe l'anno di rendita di pigione da 80 fiorini d'oro o più, ch'anticamente erano di legname sportato sopra l'Arno, e 'l ponte stretto braccia 12 in tutto ". Così il fedele cronista Giovanni Villani nelle sue "Croniche" ricorda da testimone diretto la costruzione del nuovo Ponte Vecchio costruito in luogo dell'antico ponte distrutto dalla disastrosa piena del fiume Arno del 1333. Sebbene trasformato nelle sue forme, rimane ancora oggi uno dei simboli della città di Firenze e delle sue antiche glorie. Costruito per superare la sola riduttiva funzione di attraversamento del fiume, contiene in se la natura e le molteplici forme di una strada, di un mercato, di una piazza, manifestando allo stesso tempo qualità architettoniche e urbanistiche straordinarie.

Ponte Vecchio cenni storici (a cura di: Ing. A. Dreoni - Ing. A. Ugolini)

 Scavalca l'Arno nel punto più stretto del suo corso ed è il più antico della città. Costruito forse già all'epoca della colonia romana, con piloni di pietra e piano di calpestio in legno, perchè vi passasse la via Cassia, già nominato nel 996, rovinato nel 1117 e ricostruito in pietra, fu distrutto nuovamente nel 1333 da una piena, e poi rifatto solidissimo nel 1345, forse da Neri di Fioravante (secondo il Vasari, da Taddeo Gaddi). E' a 3 arcate tese a segmento di cerehio, e tanto largo da comprendere lateralmente due portici ad arcate, nelle quali furono installate le caratteristiche botteghe, un tempo di macellai e altri, che poi Ferdinando I, sulla fine del '500, riservò agli orefici; le retrobotteghe, sostenute da puntoni di legno, furono aggiunte nel secolo XVII. Il ponte, sempre affollatissimo, fu l'unico risparmiato dalle mine dei Tedeschi, che fecero invece saltare i quartieri alle testate per sbarrarne gli accessi. Nell'alluvione del 1966 danni gravissimi furono arrecati dalle acque dell'Arno alle botteghe, che vennero tutte sfondate, e al soprastante corridoio Vasariano.


Corridoio Vasariano

Alla testata sin. del ponte, una piccola lapide ricorda,

con citazione dantesca, che in questo luogo sarebbe avvenuta, nel 1215, I'uccisione del Buondelmonti per opera degli Amidei. La doppia sfilata delle betteghe (notare le piccole vetrine sporgenti, con le caratteristiche serrande a sportelli all'uso antico), è interrotta a metà da terrazze che danno ai parapetti del ponte stesso, da dove si godono belle vedute a valle e a monte dell'Arno (gli ediflci moderni nei tratti della riva sinistra adiacenti al ponte, sostituiscono, imitandone press'a poco la movimentata volumetria, la assai più pittoresca sfilata delle case che sporgevano a sbalzo sull'Arno prima che fossero fatte saltare dalle mine). Nella terrazza di destra, fontana con busto di Benvenuto Cellini, bronzo di Raffaello Romanelli (1900), e, all'angolo di destra, in alto, graziosa meridiana su piccola colonna, sotto la quale è murata una lapide, ora assai corrosa, in cui si leggeva: «Nel trentatrè dopo il milletrecento, il ponte cadde, per diluvio d'acque: poi dodici anni, come al Comun piacque, rifatto fu con qvesto adornamento». Sopra le arcate di sinistra e sopra le botteghe di questo lato passa il Corridoio, costruito dal Vasari (1564) per incarico di Cosimo I al fine di permettere il passaggio dal Palazzo della Signoria e dagli Uffizi al Palazzo Pitti, senza aver bisogno di percorrere le strade.
Al termine del ponte, a sinistra, la torre medioevale dei Mannelli, attorno alla quale il Vasari fu costretto a far girare il corridoio, sostenendolo a sbalzo su mensoloni, perchè i proprietari si opposero a farlo passare alI'interno. A destra, invece, in singolo tra il Ponte e borgo S. Jacopo la casa dei Templari, che nei piani inferiori si è salvata dalle distruzioni ed è stata ricostruita dopo lo smontaggio delle pietre.


La Torre di Arnolfo su palazzo Vecchio

Ponte Vecchio - Bibliografia (a cura di: Ing. A. Dreoni - Ing. A. Ugolini)


 

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Updated at 09-01-1998 21:20:02