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Pittore, architetto e scrittore, il Vasari nasce ad Arezzo nel 1511 e muore a Firenze nel 1574.
Effettua gli studi a Firenze e gode dell'amicizia e del mecenatismo della famiglia Medici. Dopo aver studiato la pittura nella cerchia di Andrea del Sarto, rimarrà sempre un fervente ammiratore di Michelangelo.
Come pittore, è stato piuttosto mediocre. I suoi lavori decorativi più importanti si trovano in Palazzo Vecchio a Firenze (salone, sala degli elementi, studiolo di Francesco I) e in Vaticano (Cancelleria: scene della vita di Paolo lll). Il suo stile pomposo, che cerca di stabilire una sintesi tra le maniere di Michelangelo e di Raffaello, si diffonde in tutta Italia in quanto arte ufficiale. L'lmmacolata Concezione (chiesa dei SS. Apostoli) è interessante per la sua iconografia, ma anche per la sua composizione. Il suo Ritratto di Lorenzo il Magnifico (Uffizi) è abbastanza bello, benché terribilmente appesantito da un simbolismo pomposo e vacuo.
Gli si deve, in architettura, il palazzo degli Uffizi nonché la galleria che lo collega a palazzo Pitti e che passa sopra Ponte Vecchio.
La fama del Vasari è basata sul suo principale libro di storia dell'arte (Vite de' più eccelenti pittori, scultori et architettori italiani), la cui prima edizione, del 1550, è dedicata a Cosimo de' Medici. Questo libro fa di lui il padre fondatore della storia dell'arte. Il Vasari reputa che l'arte del Medioevo sia il prodotto dei secoli bui che separano il classicismo antico dal Rinascimento, la reviviscenza dell'arte si manifesta in Toscana a partire da Giotto e culmina con Michelangelo.
Nella seconda edizione molto ampliata (1568), il Vasari integra la biografia di vari artisti viventi, tra cui la propria.
Nell'opera espone la teoria della perfezione assoluta dell'arte italiana del Cinquecento. Secondo lui, gli artisti del Quattrocento non hanno raggiunto la perfezione totale perché hanno dato troppa importanza alla norma (maniera secca) e non hanno autorizzato abbastanza la licenza cioè una piena libertà fantastica, estranea alla norma senza peraltro distruggerla. Le osservazioni di carattere formale del Vasari sono in complesso esatte. E se l'arte dipendesse esclusvamente dalla forma in sé, avvulsa dal suo contenuto, le sue conclusion i riguardo alla superiorità dell'arte del Cinquecento sarebbero corrette.
Come fa notare Lionello Venturi, dal 1494, data della spedizione di Carlo Vlll in Italia, al 1530, anno della caduta di Firenze, la tragedia dell'ltalia si svolge e si conclude con la perdta dell'indipendenza, della libertà, della prosperità mentre l'umanesimo quattrocentesco aveva preparato le basi intellettuali della Riforma, I'ltalia, dopo una lunga resistenza, a volte gloriosa, adotta la Controriforma e, mentre nel corso del XV secolo la prosperità sociale aveva impedito che le differenze di classe si facessero sentire, la crisi economica del secolo seguente comporta le distinzioni e i pregiudizi nobiliari. L'ltalia si disgrega nel momento stesso in cui la sua arte raggiunge l'apogeo della gloria. Esiste quindi un contrasto tra la forma e la sostanza nel XV secolo.
Germain Bazin nella sua storia della storia dell'arte, pur riconoscendo i meriti del Vasari, ricorda che la conoscenza dell'arte italiana del Trecento e del Quattrocento sarebbe stata più rapida se gli eruditi moderni non fossero stati obbligati a correggere tutti gli errori accumulati dall'opera del Vasari!
Ma bisogna sempre ricordare la sua concezione della storia dell'arte, che non è affatto vera, ma verosimile.
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