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Gli Art Talks alla Fiera di Bologna continuano con un programma fitto di appuntamenti. Oggi pomeriggio una tavola rotonda intitolata “In un’intuizione ogni immediatezza è se stessa” a cui prenderanno la parola, tra gli altri, Philippe Daverio con Alvise di Canossa, presidente di Art Defender che ha da poco inaugurato la sua seconda sede proprio nella zona industriale di Bologna e Antonio Scuderi, amministratore delegato di 24 Ore Cultura e alle 16.00 l’appuntamento che a noi sta più a cuore: la presentazione della nuova Exibart.
Domenica all’Art Cafè si parte con il nuovo libro di Ludovico Pratesi “New italian art” edito da Castelvecchi. Partecipano alla discussione con l’autore Patrizia Sandretto, Giovanni Ozzola, Andrea Bruciati e Giovanni Gasparini. Si prosegue nella Gallery della Hall 21-22 con “Focus 2012 sul mercato dell’arte moderna e contemporanea” in collaborazione con l’Osservatorio sul Mercato dei Beni Artistici di Nomisma e Gruppo 24 ore. Le voci presenti saranno quelle del gallerista Amedeo Porro, Guido Candela (Osservatorio Nomisma – LUM), Antonio Salvi (Osservatorio Nomisma – LUM), Gianfranco Maraniello , direttore del MaMBO e Andrea Pizzi (Art Law Commission Union Internationale des Avocats).
Seguirà la presentazione del Premio PublicArte con Valerio Dehò e Federico Lanaro, vincitore dell’iniziativa.
Nella Sala Suite del Blocco D invece si presentano i risultati del progetto Hyper-Museum: da un’idea di Nino Migliori e sviluppato dai Dipartimenti educativi della GAM di Torino e del MAMbo di Bologna con il supporto tecnico di Vodafone, il progetto è pensato per riflettere sulle modalità di fruizione e sui gusti dei giovani riferiti all’arte contemporanea.
Nella Hall 21-22 si passa alla presentazione della quarta edizione del Premio Fabbri in cui 30 artisti, curati da Alberto Agazzani, hanno interpretato, raccontato e celebrato la storia, la tradizione e i valori dell’azienda conosciuta nel mondo per la celebre Amarena.
Le opere saranno esposte all’Accademia delle Belle Arti di Bologna, da sabato 28 gennaio, in occasione della mostra ”Un secolo e 7”. Infine, in Sala Suite, una dissertazione molto importante in questi tempi: “Quo Vadis Sponsor? Quo Vadis Italia” ovvero “Gli sponsor salveranno la cultura: dialoghi intorno al X Rapporto annuale Sponsor 2011” con le parole di Catterina Seia, Direttore ospite Rapporti annuali Fondazioni e Sponsorizzazioni de Il Giornale dell’Arte,PierLuigi Sacco, Preside della Facoltà arti, mercati e patrimoni della cultura dello IULM, Massimiliano Tarantino Responsabile Relazioni Esterne di Telecom Italia, Marco Magnifico, Vice presidente esecutivo FAI e Michele Beraldo, storico dell’arte e collaboratore Gruppo Euromobil. L’organizzazione di questo evento è a cura de “Il Giornale dell’Arte”. (m.b.)















Significa che se non si inizia ad argomentare il VALORE delle opere la barca continuerà ad affondare. Se non si inizia a spiegare perchè questo sì e quello no sarà presto finita e rimarranno solo quei pochi valori consolidati nel 900…e quindi sono le grandi fiere anglofone e forse arabe…
Oggi Arte Fiera, impaurita di non vendere, è realmente l’IKEA EVOLUTA. L’arte potrebbe non subire questa crisi (i prodotti di lusso non vanno in crisi, perchè si continuano a vendere Ferrari anche in crisi???) ma invece ha perso e perde continuamente opportunità. Vecchi bravi galleristi che cercano ancora di perseguire strade da anni 90….figli di questi galleristi e giovani galleristi spaesati che durano una stagione…e che finiscono a proporre soluzioni da salotto per ricchi…
Il collezionismo (parlo del mercato medio e basso) dopo 15 anni di prese in giro in italia è stufo…e forse non solo in italia. In italia abbiamo avuto un caso P-ART_MALAT…solo che i collezionisti diversamente dai risparmiatori non protestano pubblicamente per paura di perdere in status sociale e di non poter più rivendere l’opera-bidone…
Quanto VALE oggi un lavoro di Maggie Cardelus o di Monica Carocci o di Diego Perrone, o di Paola Pivi..i giovani di ieri???? E ieri quanto sono stati PAGATI??? Provando a rivenderli oggi quanto valgono? Nulla o quasi nulla, sicuramente meno di quello a cui erano stati comperati…e allora? Io piuttosto mi compro un macchina un pochino più bella o mi faccio un viaggio in crocera….
Se non si riesce ad argomentare criticamente il Valore delle opere è finita…e arte fiera non sarà altro che un’IKEA più pacchiana…