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Nuove grafiche, nuovo assetto della fiera, che ha mischiato moderno e contemporaneo creando, come ha dichiarato il nuovo direttore Frank Boehm «una passeggiata ariosa nella storia dell’arte del ‘900». Un rilancio che è stato in buona parte apprezzato dagli espositori presenti in questa edizione di Miart, chiusasi ieri sera alla fiera city di Milano. Nonostante i giorni siano stati pochi, nonostante il tempo non clemente, il blocco del traffico di ieri in città con, però, la fiera aperta preventivamente dalle 9.00 del mattino, i visitatori registrati sono stati 32mila e ottocento, il 10 per cento in più dell’anno scorso.
Un rialzo che, seppur rosicato, fa ben sperare per la prossima edizione, che si terrà dal 12 al 14 aprile 2013. Anche se, in realtà, il clima di ottimismo oggi sembra già piuttosto lontano. Insomma, Miart è stata una sorta di festa tra amici, senza veri colpi di scena, anzi, con la musica un po’ bassa, i toni casalinghi. E alcune dichiarazioni che la dicono lunga su come è andata, una su tutte quella di Gianfranco Composti, della galleria Cà di Frà: «Non ho venduto nulla, è un dramma psichico, in questo stato di polizia è tutto fermo, immobile». Una chiusura che non poteva essere più in sordina.













