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A cura di Achille Bonito Oliva, in collaborazione con RAM -RadioArteMobile, la Ronald Feldman Gallery di New York e Mario Mazzoli di Berlino, si inaugura mercoledì a Roma, all’Auditorium del Parco della Musica, “Forte piano – le forme del suono”.
Una mostra in due puntate (la seconda si aprirà il 19 luglio) con un nucleo di 80 opere di altrettanti artisti internazionali che hanno lavorato con suoni, rumori, forme verbali e comunque “udibili”, che verranno disseminate in tutti gli spazi dell’Auditorium. Anna Cestelli Guidi e Gianluca Ranzi (curatori esecutivi), con la consulenza acustica di Giancarlo Valletta hanno mischiato le opere visibili e invisibili – identificabili solo per il suono-rumore trasmesso – nel foyer, nei corridoi, bar, ristoranti, sale di concerto, sale di registrazione, toilette, scale, spazi di passaggio e biglietteria dello spazio romano. E così non è solo l’arte che si integra al suono e alla musica, ma è anche il suono che si modella in base all’architettura disegnata da Renzo Piano e riscritta, in questo caso, non tanto a livello visivo ma in base alle percezioni e alle sollecitazioni dell’udito.
E da John Cage a oggi, il parterre degli artisti coinvolti è decisamente interessante: si va da Vito Acconci al giovane Riccardo Benassi, dalla risata di Gino De Dominicis a La Monte Young e poi Marzia Migliora, Liliana Moro, Vettor Pisani, Cesare Viel e Martin Daske. Appuntamento per le 19, per scoprire la prima tornata con gli occhi e le orecchie.













