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Non se ne sono accorti in molti, ma al Museo Diocesano di Milano, fino a martedì, dalle 10 del mattino a mezzanotte (domani fino alle 18), sarà possibile visitare eccezionalmente L’ultima cena del Tintoretto, dipinta tra il 1574 e il 1575. L’occasione arriva a seguito del restauro che ha permesso di portare per la prima volta il dipinto fuori da Venezia, per la mostra dedicata al Maestro alle Scuderie del Quirinale di Roma e chiusasi lo scorso 10 giugno. Un’ultima tappa intermedia prima di riapprovare alla sua sede originale, la chiesa di San Polo nella città della laguna.
La volontà di fare tappa a Milano arriva da Crédit Agricole, che ha finanziato i restauri della tela, avvenuti in soli tre mesi, per omaggiare anche il territorio meneghino, dove sono presenti oltre cinquanta filiali dell’istituto di credito.
«Il più terribile cervello che abbia mai avuto la pittura» come l’aveva definito il Vasari, aveva dipinto l’ultimo episodio del Vangelo come se si fosse svolta in uninterno domestico, rappresentando il momento dell’Eucarestia e non l’annuncio del tradimento. Una tela ricca di rimandi simbolici, come il movimento della figura di Cristo che si alza all’improvviso e spalanca le braccia per distribuire il pane ai due discepoli con un gesto, e che prefigura l’imminente sacrificio sulla croce. Un appuntamento breve e importante, prima di rimpatriare di nuovo il grande pittore rinascimentale.













