marchio exibart.com  

fino al 14.X.2006
Epidermis
Torino, Passo Blu

Entità aliene. Però profondamente umane. Germinazioni sintetiche dal biomorfismo pronunciato contro distese di fotopittura digitale. Sono solo alcuni degli ingredienti di questa miscellanea. Epidermica...

“Estraneo al tuo cuore”. Così recita un verso della canzone Stranger, scritta dal musicista nonché multiforme artista Christian Rainer (EU, 1976), fulcro d’origine di un video realizzato in collaborazione con Karin Andersen (Burghausen, Germania, 1966) per l’omonima mostra -curata, come questa, da Gianluca Marziani- alla galleria De Faveri Arte di Feltre (Belluno) lo scorso aprile. Un frammento del video -estrapolato e adattato in forma di “quadro digitale”- campeggia in questa collettiva che inaugura l’innesto della genovese Passo Blu nel fertile tessuto artistico torinese. Qui la Andersen si priva del proprio consueto protagonismo fisico per donarlo alle fattezze aliene di un altro personaggio (Rainer) mentre, straniero anche a sé stesso, si aggira con disarmante stupore lungo scenari di estrema normalità.
Diversità e ibridazione. Estraneità e contaminazione. Sono proprio questi i termini suggeriti dal tema unificante dell’esposizione Epidermis, dove la pelle mutante della Andersen, teneramente disturbante all’interno di fondali favolistici, si affianca alle sperimentazioni genetiche elaborate sulle superfici scabre e psichedelicamente fluorescenti delle strutture di Vittorio Valente (Asti, 1954). Novelli totem in silicone, trattato con vari materiali a simulare allarmanti escrescenze epidermiche, che si ergono a monito di possibili derive scientifiche perpetrate ai danni di uomini e forme naturali. Tutto questo di fronte ai volti mascherati di Massimo Festi (Ferrara, 1972), in pittura mediale riversata su tela, a trattenere tracce glamour di identità prelevate da realtà fintamente patinate. Per svelarne poi tramite un nuovo artificio, questa volta tecnologico, la sublime inconsistenza di tale copertura pseudoprotettiva.
Karin Andersen, we smart, 2006 in collaborazione con Christian Rainer, stampa lambda, cm 60x60
Ancora mutazioni, però addolcite dalla dichiarata natura ludica, nelle creazioni plastiche di Corrado Bonomi (Novara, 1956), dove flotte di clandestini trasmigrano adagiati cautamente sul dorso di colossali balene. Tra schiere di ovini impilati in strategico equilibrio a formare il cromosoma X della pecora Dolly e improbabili busti rinascimentali composti da un brulicante microcosmo di animaletti-giocattolo. E, infine, l’immaginario straniante di Luisa Raffaelli (Torino), racchiuso in una sorta di scatolone mediatico, ben congegnato in ogni dettaglio di costruzione scenica al limite di certo iperrealismo americano. In cui a dominare è l’archetipo femminile fatto persona, anzi -per dirla con Gianluca Marziani in catalogo- pura “epidermide che registra emozioni e sentimenti, intelligenze ed involuzioni, eventi privati e globali”.

articoli correlati
Due nuove sedi per la galleria Passo Blu. Torino e Barcellona
La leggerezza della scultura
link correlati
www.massimofesti.com
www.karinandersen.com
www.christianrainer.com 

claudia giraud
mostra visitata il 26 settembre 2006


Epidermis - Strategie mimetiche di vitalità organica: Karin Andersen, Corrado Bonomi, Massimo Festi, Luisa Raffaelli, Vittorio Valente
Torino, Galleria Passo Blu, Via Mazzini 37/4, interno cortile (zona Borgo Nuovo)
Orari di visita: mart-sab 15,30-19,00 e su appuntamento
Ingresso libero - Per informazioni: 0115690384; 3334955645; info@passoblu.it; www.passoblu.eu - A cura di Gianluca Marziani


[exibart]