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fino al 22.III.2008
Luigi Moretti
Roma, Archivio Centrale dello Stato

Volge al termine la mostra dedicata al maggior esponente del razionalismo italiano, Luigi Moretti. L’architetto capitolino racconta se stesso in maniera postuma, selezionando le opere più significative della propria carriera. Nel centenario ritardato della nascita. Quale luogo più adatto a ospitare la rassegna, se non la Roma dell’Eur?...

Il maggior esponente del razionalismo italiano, scomparso nel 1973, è in mostra all’Archivio Centrale dello Stato, per celebrarne -con qualche ritardo- il centenario della nascita. Come il titolo della rassegna suggerisce, Moretti visto da Moretti, a presentarci le opere è lo stesso Luigi Moretti (Roma, 1907 - Capraia Isola, 1973). Recuperando, infatti, le indicazioni per la sua personale a Madrid del 1971, arricchite con disegni e fotografie depositate nel 2000 presso l’Archivio, il maestro si “scopre”, attraverso ventuno opere, in maniera integrale al pubblico, con le riflessioni sedimentate in appunti, materiali di studio, modelli, lettere, ritagli di giornale e fotografie.
Attraverso questo personale merzbau è possibile ricostruire la corposa personalità dell’architetto, che è soprattutto un uomo. Il modo in cui ciascuno raccoglie, analizza, conserva e cataloga il proprio materiale quotidiano -la propria storia- diviene lo specchio del suo modo di lavorare, di vivere le relazioni, Luigi Moretti - Progetto del santuario sul lago Tiberiade - Tagbha (Palestina), 1967ma soprattutto di preservare e riutilizzare la propria memoria.
Partendo dalle opere giovanili, Moretti descrive la storia, il clima, le sensazioni degli edifici che dovevano essere espressione e simbolo dell’utopia fascista. È infatti l’autore del progetto per la Casa della Scherma e per il Piazzale dell’Impero al Foro Italico, la Piazza Imperiale e il Grande teatro per l’Esposizione Universale programmata per il 1942 a Roma e mai realizzata a causa della guerra. Ma, di nuovo attivo negli anni della grande ricostruzione, sperimenta sul tema dell’abitare progettando la Casa albergo in via Corridoni a Milano, la Casa della Cooperativa Astrea a Roma e la più volte studiata, anche dalla critica americana, Casa Il Girasole nel quartiere Parioli. È ancora nel 1958 al Villaggio Olimpico, insieme a Libera, Monaco e Luccichenti, al quartiere Incis in zona Decima. È l’autore della Roma più bella in molti altri progetti. E poi a Washington, con il complesso Watergate.
L’Archivio di Moretti, nella ricchezza dei suoi materiali, consente di affrontare studi approfonditi sulla sua opera e permette di cogliere i suoi molteplici interessi: dall’architettura alle arti figurative, dal cinema agli studi di architettura parametrica, dall’urbanistica al restauro. I quarant’anni di vita professionale sono testimonianza del personale e a volte complesso processo di gestazione del progetto. L’attaccamento, l’amore per l’evoluzione della prima idea, con continue correzioni e riformulazioni, fino al progetto esecutivo, dimostrano l’importanza del processo di ricerca e di costruzione di un nuovo linguaggio architettonico.
Luigi Moretti - Villa La Saracena - Santa Marinella, 1954
A cento anni dalla nascita del maestro che seppe tradurre le tracce che la storia architettonica -quella barocca romana e quella spontanea mediterranea- tramandava, con le innovazioni della tecnica e del linguaggio dell’architettura europea a lui contemporanea, l’interrogativo assolutamente mai retorico è: cos’è l’architettura per Luigi Moretti? Nel testo di apertura del catalogo è riportato il discorso tenuto dallo stesso Moretti presso l’Accademia di San Luca nel 1964. Ripercorrendo la storia a lui cara, il testamento che ci viene consegnato parla del processo di espiazione tutto umano di domare l’incertezza ex fabbrica et ratiocinatione.

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mostra visitata il 12 marzo 2008


dal 14 dicembre 2007 al 22 marzo 2008
Moretti visto da Moretti, dalle carte dell’Archivio Centrale dello Stato
a cura Luisa Montevecchi
ACS - Archivio Centrale dello Stato
Orario: da martedi a venerdì ore 15-18; sabato ore 10-13
Ingresso libero
Catalogo Palombi
Info: tel. +39 0654548568; acs@archivi.beniculturali.it; www.archivi.beniculturali.it


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