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Teatro Deluxe

Al Duncan.03 di Roma, Teatro Deluxe presenta Feminea: Frames of reality, ultima tappa di un percorso sulla formazione dell’identità. Lo spettacolo fa parte della rassegna CronicaMente...

Sono due i punti focali cui dare immediata attenzione riflettendo sull’ultima creazione di Teatro Deluxe: l’utilizzo del video e il racconto/suggestione che attraverso di esso vuol essere veicolato. Feminea: Frames of reality, infatti, rappresenta nel fresco percorso artistico del gruppo un ribaltamento della propria metodologia di lavoro. Non più il passaggio dall’oggetto spettacolo all’oggetto video e, infine, all’immagine fotografica, ma il processo opposto.
Vera Michela Suprani e Claudio Oliva - i due membri e fondatori di Teatro Deluxe - partono da una serie di scatti fotografici, con titolo omonimo allo spettacolo, sul tema del nudo e dell’identità. Frammenti di corpi, dunque, esposti in maniera calligrafica come oggetti che, attraverso l’utilizzo di una maschera, sono privati di una propria personalità o riconoscibilità. Da queste immagini fisse è nato poi un video che, in maniera non drammaturgica, intendeva indagare un orizzonte più ampio legato a questi corpi: riproporre la creazione dell’emozione suscitata dagli scatti e la malleabilità dell’identità della materia corporea.
La scena teatrale rappresenta l’ultima tappa di questo processo. Il luogo in cui il racconto della formazione dell’identità può svilupparsi, per Teatro Deluxe, sul piano drammaturgico utilizzando i linguaggi precedentemente analizzati: il video che interagisce con la performer in scena, l’immagine fotografica che acquista una tridimensionalità carnale. Eppure è proprio questo accavallarsi di linguaggi in relazione a un tema quanto mai vasto - come quello della formazione dell’identità in età infantile e adolescenziale o la problematica del gender - a scontrarsi in maniera difficilmente risolvibile sulla scena.
Teatro Deluxe - Feminea: Frames of reality
Vera Michela Suprani, col volto coperto da una maschera, entra in scena in canotta e pannolone. È una neonata che geme e piange, mentre sul video appare l’immagine spersonalizzata (attraverso l’utilizzo della maschera) della mamma pronta ad allattarla. Presto sarà la volta di un medico che, dallo stesso video, interagirà con la bambina; fino a quando l’avanzare dell’età non condurrà la protagonista ad avere le prime esperienze amorose, quindi sessuali. Le convenzioni sociali si imporranno presto sui suoi gusti, su una presunta omosessualità che è il risultato di una serie di variabili totalmente casuali, culturali e sociali. Di interazioni tra persone differenti aventi ognuna lo stesso peso nella crescita dell’individuo. Il primo ostacolo nasce dunque dall’incapacità, probabilmente intrinseca al tema stesso, di staccarsi dai cliché prodotti dalla numerosissima letteratura narrativa, saggistica e filosofica legata all’argomento.
Questi cliché sono perpetuati attraverso la costruzione di immagini e azioni che, incapaci di incastrarsi sulla scena, galleggiano come segni non significanti. Banalmente la maschera, atta alla funzione della spersonalizzazione, nel suo essere sulla scena teatrale, perde quel peso specifico che aveva acquisito nelle tappe precedenti del lavoro, si assottiglia inghiottita dalla necessità di portare avanti una drammaturgia. Soccombendo al rapporto performer/video la drammaturgia risulta forzata e sfilacciata. In questa stessa interazione il video, non trovando armonia con la performer, mostra la sua terribile bidimensionalità.
Teatro Deluxe - Feminea: Frames of reality
L’ultima tappa di Feminea perde di vista il punto di partenza. Ossia l’ambiguità, il mistero, l’erotismo dell’identità stessa. La non decifrabilità che caratterizzava i corpi esposti si perde qui nella volontà del racconto, del voler dire. Della rivelazione. Lì dove risulterebbe più urgente ri-velare quelle molteplici strade sulla conoscenza e sulla crescita dell’io, che tutto il Novecento ha fagocitato.

matteo antonaci
spettacolo visto il 9 dicembre 2009

la rubrica arteatro è diretta da piersandra di matteo


Info: www.duncantrepuntozero.it / www.teatrodeluxe.org

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