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fino al 28.III.2010
Giuseppe Penone
Torre Pellice (to), Tucci Russo

Impronte, stratificazioni e metamorfosi che riconducono all’uomo e alla sua presenza nella natura. Per una geografia del corpo e della materia. Che cambia con il tempo...

Il lavoro di Giuseppe Penone (Garessio, Cuneo, 1947; vive a Parigi e Torino) è sempre fresco. Fresco perché non si fissa mai in forme eterne, ma è in continuo mutamento. Proprio come i segni che il tempo lascia e deposita sull’epitelio: a partire dalle mani, anzi nelle mani, per ripercorrere il titolo stesso dell’esposizione. La mano è, nelle opere in mostra da Tucci Russo, elemento centrale per rivisitare il valore cognitivo che l’artista riconosce all’atto del toccare; azione, volontaria o involontaria, che porta Penone sin dall’inizio degli anni ‘70 a ideare nuovi modi di dar forma alla materia.
In un percorso di visita alla rovescia, l’ultima sala propone la genesi delle sue azioni; opere che sottendono il pensiero e il concetto anche come movimenti mentali dell’esperienza del contatto, e che segnano il rapporto profondo tra il corpo e l’esterno. Da Rovesciare i propri occhi (1970), in cui l’artista indossa un paio di lenti specchianti isolandosi dal senso della vista, alla serie Svolgere la propria pelle (1970-71), nascono i lavori basati su calchi - positivi e negativi - per una reinterpretazione concettuale di parti del corpo umano.
È difatti possibile vedere Cocci, un’opera del 1982 in cui Penone adatta le mani intorno a frammenti di un vaso, formando un calco nel quale è poi colato del gesso. Polvere che, solidificandosi con l’acqua, si lega al coccio. A rivelare la forza generatrice della materia fluida, come fonte luminosa, è Geometrie nelle mani (2004), serie di immagini stampate in negativo, le cui ombre più intense - quelle nello spazio vuoto tra le dita - sembrano fondere il biologico con lo storico.
Giuseppe Penone - Geometrie nelle mani - 2005 - veduta delle installazioni presso Galleria Tucci Russo, Torre Pellice (TO) 2010
Testimonianze invece dell’energia - tema caro all’Arte Povera in termini di forza e crescita - sono Propagazione (1975) e Proiezione C (2000), entrambe esposte nella terza sala. Mentre in Propagazione un disegno sulla parete amplifica concentricamente le linee dell’impronta di un dito, nella seconda le trame della cute si sviluppano nello spazio secondo logiche ottiche, materializzandosi in una fusione di bronzo sostenuta da un intreccio di rami. L’impiego di materiali tipici del fare artistico, come il bronzo e il marmo, sembra indicare in Penone la volontà di confrontare, opponendoli, i processi linguistici della tradizione culturale con quelli morfologici degli organismi viventi.
A completare la mostra - sottolineando il rapporto fra il soggetto e l’ambiente che lo circonda - è Geometrie nelle mani (2005). Realizzati in bronzo, giganteschi dettagli di materia impastata, presentati a contatto con solidi in acciaio inossidabile, prendono possesso dello spazio estendendosi alle pareti, dove, lucide e specchianti, sono appese le tele Pelli di grafite.
Giuseppe Penone - Geometria nelle mani - 2004 - fotografia in bianco e nero - cm 28,8x37,6 - courtesy Tucci Russo Studio per l’Arte Contemporanea, Torre Pellice (TO)
Dai processi di crescita all’intrinseca attività dell’essere umano - o meglio, dell’artista - le mani sono in Penone veri e propri atti; movimenti che avvengono in un tempo definito o che devono ancora essere innescati. Come la vita.

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dal 28 novembre 2009 al 28 marzo 2010
Giuseppe Penone - Nelle mani. Opere dal 1968 al 2008
Tucci Russo Studio per l’Arte Contemporanea
Via Stamperia, 9 - 10066 Torre Pellice (TO)
Orario: da mercoledì a domenica 10.30-13 e 15-19
Ingresso libero
Info: tel. +39 0121953357; fax +39 0121953459; gallery@tuccirusso.com; www.tuccirusso.com


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