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Fino al 6.I.2002
Giulio Paolini 1967-2000
Verona, Palazzo Forti

Per le riflessioni poetiche dell’autore genovese, fautore dell’arte concettuale, non bastano più le parole, serve il lirismo e l’investigazione sul proprio lavoro...

“Sono trascinato ad avvicinarmi all’opera dell’illustre Munch. Scusate se tento questo parallelo, dicendo che in fondo anche se non ci sono affinità formali, ma abissali distanze di temperamento e di epoche, però si arriva ad una coincidenza: entrambi siamo coinvolti dal tema dell’identità. Identità degli individui per Munch, mentre per me l’identità non è quella dell’individuo ma quella dell’opera stessa. Io sottraggo la mia presenza individuale per dare all’opera la facoltà di esistere in quanto tale”. apparizione della Vergine 1995 Paolini Un garbato Giulio Paolini si presenta così alla consegna del premio internazionale alla carriera Koinè 2000, accostandosi ad un altro grande con il quale condivide lo spazio espositivo alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Verona. Parla di sé con distacco e con affetto: in una lettera del ‘98, di sé disse “…mi tocca di seguire passo passo la mia carriera, quasi di assumere informazioni su un artista, che per curiosa coincidenza porta il mio stesso nome”.
Questo distacco Paolini lo riversa anche nelle opere: in lui emerge sempre una perenne questione dell’identità. Ma l’identità, il riconoscimento, sono sempre quelli dell’opera con la sua autonomia di linguaggio rispetto al contesto e all’interpretazione.
Lo spazio espositivo delle sale veronesi è perfetto: deambulando tra le opere si riconosce l’autore e il suo mondo di citazioni. Il tradizionale cavalletto da pittore diventa sostegno per quattro tele virtuali nell’opera Quattro Tele: in teche di plexiglas vi sono riproduzioni fotografiche fronte/retro ma si riesce allo stesso modo a vivere l’esperienza prospettica di opere autentiche. La drammaticità dell’opera d’arte si approfondisce quando il percorso arriva a Eclat, l’opera e il gioco proibito della sua visione, pensata tra il 1987 e il 2001. I frammenti della copia di una testa d’angelo cinquecentesco di Algardi sono poggiati su 8 basi, creando una visione dell’opera in sé compiuta; lo spazio centrale a questi piedistalli è vuoto ma spazialmente riempito della tensione che i frammenti instaurano. Ogni elemento è assoluto, ma un collage analogico dello spettatore riporta i frammenti ad un apparato unitario. La procedura allegorica di L’opera in scena. Teatro dell’opera 1992-1993, è prevalentemente linguistica. L’opera si compie nel momento in cui la matita posta nell’esatto punto di intersezione di due cavi d’acciaio, si trasforma nella bacchetta di un maestro d’orchestra immaginaria che, attraverso una manipolazione del linguaggio dei simboli, inizia l’ouverture per riportare l’ordine nel caos. L’inizio, il compimento dell’azione e la fine sono fissati in un magico istante. Il motivo della scacchiera viene riproposto in L’opera all’opera, essere o non essere, del 1994-1995: l’illimitata possibilità data dalle combinazioni di unità modulari porta ad una riproducibilità all’infinito: la dialettica e l’arte fissano l’inizio. omissis quattro immagini uguali 1969 1998 Paolini
Le citazioni ritornano nell’allestimento più spettacolare e nello stesso tempo più intimistico della mostra: l’opera delle opere: l’Île Enchantée del 1995-1998. Ricca di metafore, di momenti personalissimi, inventario dell’autore, Wunderkammer, alter ego privata. Sull’immagine di un giovinetto riprodotto da un dipinto di Reynolds è proiettata un’immaginaria e manipolata veduta di Watteau. L’opera stessa e ogni opera citata in questa colta pastiche vivono sulle tracce delle opere passate e future, di immagini già viste.
È poesia pura, un repertorio personale di testimonianze e suggestioni di un investigatore della riflessione.

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Chiara Visentin




Giulio Paolini. Premio Koinè 2000. Mostra Personale. 1967-2000.
a cura di Prof. Giorgio Cortenova
Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Palazzo Forti. Via A. Forti, 1. 37121 Verona.
Orario: da martedì a domenica 9.30 - 20.00 (chiusura biglietteria ore 19.00).
Ingresso: Intero L. 14.000. Ridotti: L. 10.000 ( coupons, tessere accreditate, studenti, militari, ragazzi fino a 18 anni, anziani dai 60 anni, gruppi di min. 15 persone, scuole medie superiori). L. 8.000 scuole elementari e medie inferiori. Gratuito: per scuole materne e bambini di età inferiore ai 6 anni. Per gruppi e scuole è obbligatoria la prenotazione (gratuita) anche se non si richiede la visita guidata (Tel./fax. 045 / 8000804).
Come arrivare: Autobus dalla Stazione: linee 21, 22, 23, 24, 41, 61, 72, 73; festivi: 90, 94, 95, 96, 97.
Tel. (045) 8001903 / 8031394 / 596371. Fax (045) 8003524.
Catalogo Electa, con contributi critici di: Prof. Giorgio Cortenova, Prof. Renato Barilli, Prof. Lóránd Hegyi, Prof. Marco Belpoliti, Prof. Roberto Lambarelli, Giulio Paolini, Maddalena Disch. Lire 65.000.
pforti.info@palazzoforti.com
www.palazzoforti.it
dal 14 settembre 2001 al 6 gennaio 2002


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