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Basel caput mundi (almeno dell'arte)

A dieci giorni dalla più importante fiera del mondo, abbiamo dato la parola ai due direttori di Art Basel, Annette Schönholzer e Mark Spiegler. Per farci raccontare le novità dell’edizione 41, ma pure della crisi e del mondo che cambia...

Art Feature, appena introdotta, si focalizza sugli aspetti curatoriali nella pratica del gallerista: 20 progetti accanto al settore Art Galleries. Potresti spiegarci perché hai scelto di giocare a questo gioco, qual è il suo senso per te, e che cosa ti aspetti da questa sezione?
Annette Schönholzer
: Art Feature permette a gallerie che altrimenti non parteciperebbero alla fiera di essere presenti con un approccio curatoriale basato su un singolo artista, o su una selezione molto ristretta di vari autori. Porta alla mostra la stessa tipologia di progetti altamente specifici che vediamo, per esempio, in Art Statements. Ma mentre Art Statements si concentra su artisti giovani, Art Feature riguarda coloro che hanno una storia più lunga alle spalle. Alcuni di questi artisti addirittura non sono più tra noi, ma continuano a esercitare una forte influenza.

Leggendo le anticipazioni dei vari settori vedo che mercoledì la première delle Art Basel Conversations include un artist talk con Paul McCarthy e Massimiliano Gioni. Come consideri, dalla Svizzera, il panorama della “curatela artistica” in Italia? Vedi qualcosa di speciale, che pertiene unicamente allo stile italiano e alla situazione italiana negli anni più recenti? E come consideri il lavoro delle gallerie italiane che hai invitato ad Art Basel?
Mark Spiegler: L’Italia è un paese molto importante nel mondo dell’arte e molti collezionisti, artisti, curatori italiani vengono a visitare Art Basel
ogni anno. Massimiliano Gioni ha esposto un’opera seminale di Paul McCarthy con la Fondazione Trussardi in una mostra che inaugurata a maggio, perciò siamo lieti di ospitare una conversazione tra i due, dal momento che molte persone avranno visto la mostra, o la vedranno dopo aver assistito al talk. Abbiamo molte gallerie italiane nel settore principale della mostra, come Artiaco, Continua, de Carlo, Galleria Dello Scudo, Invernizzi, La Città, Magazzino, Giò Marconi, Minini, Noero, Persano, Raucci/Santamaria, Stein, Tega, Tucci Russo e Zero...; in più, la personale di Lily von der Stokker nella Galleria Francesca Kaufmann all’interno del settore Art Feature, così come T293 di Napoli con un progetto di Patrizio Di Massimo e la romana Monitor che presenta Francesco Arena nel settore Art Statements.

Una scena da Women Without Men di Shirin Neshat
Per Art
Film hai invitato Shirin Neshat a presentare Women Without Men. Il film ha vinto nel 2009 il Leone d’Argento per la miglior regia, è un’opera con un forte contenuto politico sociale, e inoltre è diretta da un artista, dopo Schnabel, LaChapelle e, ultimo in ordine di tempo, Banksy. Che cosa pensi di questa nuova moda? Ci dice forse che agli artisti comincia a stare troppo stretto il mondo dell’arte? Stanno cercando qualcosa di totalmente nuovo, una nuova scena con nuovi budget a partire dai quali poter lavorare? Che cosa ti aspetti in futuro da questa situazione?
AS: L’arte non è delimitata da nessun confine formale. Molti “artisti visivi” lavorano anche nel campo del cinema, e ci lavorano professionalmente come “registi”. Gli artisti provano costantemente nuovi media e il film, in questo senso, è stato esplorato ampiamente: pensa solo a Julian Schnabel, Derek Jarman, Andy Warhol e ad artisti più giovani come Christian Jankowski e Doug Aitken.

La crisi economica non accenna a finire. Che cosa ti aspetti da questa edizione di Art Basel in termini di visitatori, vendite, consenso? Qual è il comportamento dei collezionisti in questa condizione mutevole, dopo/dentro la crisi economica? E come stanno rispondendo le gallerie?
MS: Come abbiamo visto ad Art Basel
e ad Art Basel Miami Beach lo scorso anno, l’arte di qualità vende ancora, e i collezionisti continuano a visitare la mostre da ogni angolo del mondo. Il numero dei visitatori è persino leggermente cresciuto e abbiamo moltissime reapplication per entrambe le fiere, il che vuol dire che le gallerie desiderano tornare. L’aspetto più importante è che abbiamo visto le gallerie concentrarsi ancora di più sulle loro presentazioni e sulla qualità del lavoro che portano.

Kader Attia - Couscous Kaaba - 2010 - courtesy Galerie Krinzinger, Vienna & Galerie Christian Nagel, Colonia-Berlino
Potete descrivermi la nuova mappa geopolitica degli ultimi anni? Dove sono i collezionisti più importanti, le migliori scene artistiche? Dove suggeriresti di andare a un giovane collezionista che voglia incontrare i prossimi artisti migliori?

AS: In un mondo dell’arte globalizzato è difficile dire da dove provengano le persone, ma nei nostri ultimi viaggi in luoghi differenti tra loro come Città del Messico, Mumbai, New York, Dubai e Madrid abbiamo trovato molti giovani collezionisti emergenti. Art Basel vuol essere la piattaforma ideale per le sue gallerie, ma anche un terreno di scoperta per collezionisti nuovi e di lungo corso: puoi vedere arte modernista dell’inizio del XX secolo, e arte contemporanea di autori emergenti, e ogni movimento più importante che sta in mezzo a questi due estremi. Abbiamo settori dedicati a installazioni di grande formato, arte pubblica, così come stand classici. Il programma relativo ai talk
comprende artisti, architetti, curatori, direttori di museo e collezionisti, che discutono gli argomenti più attuali. Perciò, per un giovane collezionista, è un posto perfetto per cominciare ad afferrare la complessità e le dimensioni del mondo dell’arte globalizzato.

Per una fiera d'arte, molto importante è la partnership con la città che la ospita. Qual è il vostro rapporto con Basilea, e che cosa c’è di nuovo nel mercato artistico svizzero dopo le nuove leggi europee “contro” le banche? Un rischio concreto di impoverimento per il paese…?
AS: La nostra relazione con Basilea è estremamente importante. Sappiamo che senza il supporto della città e dei suoi amministratori, Art Basel
non sarebbe la stessa. Ogni anno i musei di Basilea presentano un’offerta eccezionale di mostre, che attraggono molti visitatori. Quest’anno Schaulager espone Matthew Barney, il Kunstmuseum presenta Gabriel Orozco e Rosemarie Trockel, il Museum for Gegenwartskunst presenta una mostra di Rodney Graham e la Fondazione Beyeler espone Jean-Michel Basquiat e Félix González-Torres. Inoltre, i musei organizzano ricevimenti, cene e altri eventi.

Tobias Rehberger - Cutting, preparing, without missing anything, and being happy about what comes next - 2009 - courtesy Galerie Bärbel Grässlin, Francoforte
Beyeler era amico e mecenate di Picasso
, ma anche di Giacometti, Rothko, Klee. Ha fatto molto per Basilea. Che cosa provi dopo la sua recente scomparsa, e che cosa ha rappresentato la sua figura per la scena artistica svizzera?
AS: Ernst Beyeler era una figura molto importante per Basilea e per il mondo artistico internazionale. Come fondatore e membro del comitato di Art Basel
per molti anni, è stato essenziale per le nostre fiere. È un modello per tutti noi, e siamo onorati di averlo incontrato. La personalità e la passione per l’arte di Beyeler ci ispireranno e ci influenzeranno per gli anni a venire.

Dopo dieci anni a Miami, la risposta sembra molto buona. Il giro d’affari cresce costantemente e la città sta sviluppando i suoi vecchi musei che lo scorso dicembre sono apparsi aggiornati (con nuovi direttori, orientati decisamente all’arte contemporanea) e alcuni importanti investitori coinvolti in grandi progetti. E adesso? Se dovessi scegliere una terza città per Art Basel, quale avresti in mente e perché?
MS: Al momento non abbiamo piani per una terza fiera, semplicemente perché non crediamo che sia materialmente possibile avere tre fiere della qualità e della dimensione di Art Basel
. L’obiettivo è l’offerta, non la domanda.

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a cura di nicola davide angerame
traduzione di christian caliandro


dal 15 al 20 giugno 2010
ArtBasel 41
Messe Basel
Messeplatz - 4005 Basel
Orario: dal 16 giugno ore 11-19
Ingresso: intero CHF 38; ridotto CHF 28
Catalogo Hatje Cantz, CHF 65
Info: www.artbasel.com

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