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L'ARTE, CHE CARA
Mentalità generativa. Responsabilità sociale. Sono i temi di una mostra ma anche di un progetto di animazione della città. Sotto il profilo della solidarietà umana, elaborato dalla Caritas. Che cerca l’arte come volano per la propria iniziativa. Succede a Torino...

claudia giraud dal 14 al 29 ottobre 2010 [exibart]
Ma tutto questo cosa c’entra con l’arte? C’entra, perché
questo progetto denominato Torinomeforwe e culminante in un seminario di due giorni,
coinvolge dieci artisti, chiamati a sovrintenderne lo svolgimento. Gli esiti
andranno ad arricchire una mostra caratterizzata da linguaggi artistici molto
differenti tra loro, nata proprio da questa comune ricerca di nuove relazioni e
nuove idee per fronteggiare la crisi anche sociale, la difficoltà di convivenza
e la mancanza di coesione che caratterizzano il nostro vivere insieme.
Filippo Leonardi, ad esempio, realizza un lavoro site specific che ben si
adatta alla vastità e asprezza del luogo, qual è la struttura industriale
dell’ex Arsenale militare: 2 bagni chimici funzionanti e quindi eventualmente
utilizzabili, sovrastati da due insegne con le diciture Uomini o donne, Donne o uomini. Un modo per ironizzare sulla
mania della società di categorizzare sempre tutto e per suscitare nello stesso
tempo riflessioni su questioni quali il razzismo e la differenza di genere.

Per Silvia Giambrone si parla, invece, di un’installazione dalla
rappresentazione semplice e quasi didascalica, per un tema complesso e foriero
di meccanismi imprevedibili e dagli sviluppi osservabili a distanza di tempo.
Sul desk posto all’entrata della mostra, una busta contenente una domanda timbrata
dall’artista, "Cosa faresti se avessi potere?”, accoglierà i visitatori. Si
potrà rispondere direttamente sul posto grazie a due lavagne munite di
gessetti, oppure in un secondo tempo spedendo il materiale all’artista. Una
domanda politica in senso ampio, perché a Giambrone non interessa tanto il
contenuto della risposta quanto il linguaggio corporeo che ne scaturisce, la
reazione fisica e psicologica a tale domanda, il suo coinvolgimento o meno, il
suo atteggiamento, la sua disponibilità all’interazione. Tutti elementi che
contribuiscono a definire l’identità sociale dell’interlocutore.

Silvia Ambrosi entra nel merito del progetto socio-artistico e,
basandosi sulla documentazione relativa agli incontri avvenuti con gli
operatori della Caritas, ne incide i discorsi, a mano o a laser, su lastre di
plexiglas illuminate col neon. E infine Dario Neira, con l’opera Me-we, dove la parola ‘Me’, posta
davanti allo specchio, si ribalta diventando ‘We’, oltre a essere un pezzo
esemplare della ricerca tra corpo e linguaggio dell’artista torinese,
sintetizza bene la filosofia dell’intero progetto Torinomeforwe: quella dell’assunzione di
responsabilità del singolo nei confronti della collettività, per fare in modo
che l’individualistico io possa diventare un giorno un noi condiviso.
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Silvia
Giambrone a Roma
Filippo
Leonardi a Catania
Dario
Neira a Brescia
Torinomeforwe
a cura di Susanna Mandice
Ex Arsenale militare
Via Bordo Dora (zona Porta Palazzo) - 10152
Torino
Orario: tutti i giorni ore 15-18
Ingresso libero
Info: direzione@torinomeforwe.org