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Già si parla di ART HK. Progetti speciali e cifre di una fiera di successo

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Apre a metà maggio, dal 17 al 20, la dodicesima edizione di Hong Kong International Art Fair, sponsorizzata da Deutsche Bank leader nel mondo per il mercato del contemporaneo, osservatorio per capire dove si spostano le tendenze e gli sviluppi dell'arte. Iniziamo con qualche numero. Intanto una par-condicio bella e buona: 50 per cento di gallerie asiatiche e 50 per cento di istituzioni provenienti dal resto del mondo (anche se in realtà la proporzione vera è 53 a 47, ma chi se ne accorge?). A tre cifre il numero complessivo delle gallerie: 264. 180 espongono nella "section Galeries”. 49 appartengono alla parte di "Asia One”, sezione dedicata alle gallerie del continente asiatico che verranno disposte accanto ad alcune delle più prestigiose gallerie dell'Occidente. Inoltre si gioca anche sul "Future Art”, la sezione dove sono inserite 37 gallerie che, c'è da scommetterci, diventeranno "big” in fretta. I Paesi del mondo rappresentati in fiera sono in tutto 37. Tra i partecipanti italiani si segnala Galleria Continua, Minini, De Carlo. Direttrice dei progetti speciali è Yuko Hasegawa, regista di grande esperienza e Chief Curator del Museum of Contemporary Art di Tokyo, nonché curatrice della prossima Biennale di Sharjah, nel marzo 2013. ART HK Projects è un'iniziativa che ha debuttato lo scorso anno. 10 spazi da 100 metri quadrati l'uno all'interno della fiera dedicati alla presentazione di grandi sculture e installazioni di importanti artisti provenienti da tutto il mondo per mostrare una selezione di opere che difficilmente troverebbero spazio all'interno degli stand delle gallerie. La nomina di un curatore per questo progetto rafforzerà ulteriormente la credibilità di questa sezione della fiera asiatica. (m.b.)