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Al Consiglio di Amministrazione di Civita arrivano i Ministri Ornaghi e Gnudi. Un incontro, l'ennesimo, per cambiare il sistema-Italia culturale

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Sarà una riunione dai nomi importantissimi quella dell'Associazione Civita di stasera, alle 19.00 alla Sala dei Marmi di Palazzo Barberini, a Roma.
Al Consiglio di Amministrazione, presieduto da Antonio Maccanico, parteciperanno anche il Ministro per i Beni e le Attività Culturali Lorenzo Ornaghi e il Ministro del Turismo Piero Gnudi.
Alla presenza del Presidente Onorario Gianni Letta, del Vicepresidente Bernabò Bocca e Albino Ruberti, Segretario Generale dell’Associazione, si discuterà di come creare una sinergia utile ad un nuovo sviluppo tra i diversi settori comunicanti del turismo, dell'economia, della cultura e delle infrastrutture. 
Si parte proprio dal tema caldo della "sburocratizzazione" e della semplificazione di norme e procedure fiscali che siano in grado di favorire uno sviluppo culturale che, allo stato attuale, ancora langue nella penisola. Per iniziare ad arginare anche, in maniera potenzialmente definitiva, quel sottobosco vario ed eventuale che ruota intorno alla pesantissima Iva delle vendite legate all'arte, solo per fare il più semplice esempio concreto. Altro argomento sarà come migliorare le prestazioni del settore turistico rapportato a quello culturale, alle modalità per rendere competitive le nostre città a livello internazionale: in questo caso la posta in gioco diventa ad appannaggio delle amministrazioni pubbliche in rapporto ai privati, con le opere di riqualificazione e quelle per i piani di sviluppo del territorio. Si legge poi, nel comunicato, che altro punto del CdA è «incentivare la partecipazione della popolazione, soprattutto quella giovane, alla cultura "tradizionale", fatta di musei, archivi e biblioteche più reali che virtuali, in modo da creare le condizioni per l’affermazione di un’identità, ma anche di una convivenza civile e consapevole con culture diverse». Bisognerebbe però ricordare anche ai Ministri che, per rendere attiva la partecipazione del pubblico alla vita culturale, c'è bisogno di una cultura intorno a queste dinamiche e la possibilità, non indifferente, che si inneschi un circolo di "mantenimento" delle istituzioni museali, da parte pubblica o privata poco importa, che per evitare di lasciarle, ogni tre per due, col fiato sospeso intorno alla loro sorte. Ed evitiamo per l'ennesima volta di fornire esempi che già conosciamo tutti.
«Mai come in questa fase storica l’Italia ha la possibilità di decidere come reimpostare la propria rinascita e il proprio futuro» dichiara Civita, e la presenza di Ornaghi e Gnudi al Cda è l'ennesima occasione per ribadire che è necessario puntare sul turismo e sulla cultura per ripartire con l'economia del Paese, ma anche per discutere quanti, come e dove sono necessari i nuovi interventi a sostegno e a gestione del patrimonio italiano, sia esso paesaggistico, naturale o museale.