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Beatrice Merz diventa presidente di Amaci. Cambia anche il Consiglio Direttivo. Primo nodo da affrontare: la fusione Mart Galleria Civica di Trento

Beatrice Merz con Andrea Bellini, foto di Emiliano Scatarzi

Dopo soli otto mesi di permanenza in Amaci, Beatrice Merz, condirettore del Castello di Rivoli, ne diventa presidente. Ruolo impegnativo, per un direttore un po' "dimezzato", sebbene al Castello di Rivoli ricopra le funzioni più istituzionali, specie in un momento così «delicato per la cultura italiana», come lei stessa ha dichiarato, ringraziando i membri dell’Associazione Musei Arte Contemporanea Italiani che l’hanno eletta. Ma anche eredità non facile che raccoglie da Gabriella Belli, la "zarina dell’arte", che per quasi dieci anni ha tenuto saldamente in mano le redini di Amaci. 
Alla vicepresidenza arriva Ludovico Pratesi, direttore della Pescheria di Pesaro, che ha già rivestito questo ruolo in passato, oltre che quello di portavoce. «Ringrazio per la fiducia e intendo impegnarmi insieme a Beatrice Merz per la crescita dei musei italiani», è il suo commento. Annunciato anche il nuovo Consiglio Direttivo: Giacinto Di Pietrantonio, direttore della Gamec di Bergamo, Gianfranco Maraniello, direttore del MAMbo, Anna Mattirolo, al vertice del MAXXI Arte di Roma, Riccardo Passoni, Vicedirettore della GAM di Torino e Angela Rorro, Curatrice per l'arte contemporanea della GNAM.
Tra le new entry nel circuito che raccoglie i 27 musei italiani d'arte contemporanea, tra cui Castello di Rivoli, Centro Pecci di Prato, la Galleria Civica di Modena, MUSEION di Bolzano e il MUSMA, Museo della Scultura Contemporanea di Matera entrato di recente, si aggiunge l'Istituto Nazionale per la Grafica di Roma. Escluso invece il PAN, Palazzo Arti Napoli, a causa della persistente mancanza di una Direzione Artistica e Scientifica, che ne ha compromesso la possibilità di garantire continuità alle proprie politiche culturali.
Una delle prime questioni da affrontare sarà la posizione da assumere riguardo la fusione tra Mart e la Galleria Civica di Trento. Occasione preziosa per dire la propria sulla mortalità (a volte rinascita) che caratterizza i musei italiani. E ci auguriamo solo il primo atto in cui sentire la voce di Amaci, che troppo spesso appare afasico.