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Silvia Evangelisti e l'addio ad ArteFiera. L'ufficializzazione della notizia in una lunga intervista

Silvia Evangelisti

È un addio un po' amaro quello di Silvia Evangelisti da ArteFiera. La storica direttrice, al servizio degli stand di via Michelino da 9 anni, lascia dopo la proposta di Duccio Campagnoli, patron di Bologna Fiere, di una futura curatela dei soli eventi OFF della città, che nascono come funghi proprio in relazione ai 3 giorni di fiera. Un addio che arriva ufficialmente stamattina, dalle pagine culturali del "Corrriere della Sera" bolognese.
«Con grande dispiacere lascio Arte Fiera perché la dirigenza, del tutto legittimamente, non condivide le mie scelte e le mie proposte, tra cui rimpicciolire la kermesse. Un messaggio che non è stato capito, inteso non come un progetto a lungo termine per proiettare Arte Fiera in un prossimo futuro, ma molto banalmente come un rimedio». E su tutte le ventilate polemiche riguardo alla situazione economica e al "decadimento" della manifestazione con gallerie meno importanti e un minor numero di partecipazioni straniere l'ex direttrice rimarca: «Bisogna tenere conto dei tempi. C’è chi ha pensato invece che fosse responsabilità mia. Le gallerie italiane sono in grandi difficoltà, ma non perché siano incapaci. Sono costrette ad andare dove ci sono i soldi, a Dubai, Taiwan, in Cina. Avendo poche risorse fanno delle scelte». Orbene, dato per assodato che probabilmente servirebbe anche un curatore delle decine e decine di manifestazioni al di fuori della fiera e che l'Evangelisti è stata capace di mettere in piedi una manifestazione che paradossalmente piaceva molto di più al pubblico che alle istituzioni (che forse, in fondo in fondo vedevano "poca fiera" e troppo "museo"), il problema ora sarà la prossima edizione. Chi ci sarà ancora non si sa ma, soprattutto, ricorda in ultima battuta Evangelisti «Ad aprile avevamo già contattato le gallerie, ero già andata alle fiere di Madrid, New York, a MiArt e tra poco sarei partita per Bruxelles. E i galleristi a cui si propone ArteFiera domandano "chi la fa"». Per ora non si sa. Ci saranno concorsi? Bandi? Candidati ufficiali o una bella nomina politica senza nessun'ombra di dubbio e con qualche discutibile "spessore culturale"?