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Musei in crisi. È la volta del MAGA di Gallarate, a cui il comune chiede ora una “cura dimagrante”

il MAGA di Gallarate

Le notizie si rincorrono da qualche giorno: Gallarate, porta della Malpensa e roccaforte di Lega e Pdl rovinosamente crollate alle ultime elezioni, città della ex Galleria di Arte Moderna, ovvero il MAGA, chiude i rubinetti destinati alla sovvenzione annuale del museo. Perché i soldi per le grandi rassegne, da Giacometti a Modigliani, non sono bastati e pare che, dalla sua inaugurazione nella nuova sede (che vanta circa 5mila metri quadrati di spazio) avvenuta nel 2010, il MAGA ci abbia rimesso quasi 500mila euro.
Il Comune, che con Mibac e Regione mantiene il museo -che è già Fondazione e che quindi per statuto può e deve attingere a fondi privati- non vuole più perdere risorse preziose di un bilancio che conta 46 milioni di euro annui di cui il 7 per cento finiscono in cultura, in una cittadina di poco più di 50mila abitanti che conta ben 4 teatri, di cui 2 comunali e 2 parrocchiali. Edoardo Guenzani, sindaco in carica da qualche mese a Gallarate, consapevole della "preziosità" del MAGA ha però dichiarato che non è più possibile perdere fondi e che per provare a rilanciare le attività culturali gallaratesi si sono contattati proprio i nomi ad effetto che tutti conosciamo, uno su tutti il critico dalla partecipazione fissa alla trasmissione di Fazio "Che tempo che fa", Flavio Caroli e l'ex procuratore Francesco Saverio Borrelli, chiamato all'Istituto musicale Puccini: «sono nomi conosciuti, mi servono anche per avere talenti che sappiano guardare fuori dai confini comunali. Solo così potremo mantenere i costi» dice il sindaco. Cercasi sponsor dunque, eccome! Soprattutto con i toni della sobrietà di cui l'Italia in questi mesi si è fatta ambasciatrice: «La cultura resterà un obiettivo dello sviluppo della città, ma senza manie di grandezza: dobbiamo far quadrare i conti, e aumentare la qualità della vita di tutti» chiosa il major Guenzani.
Su un quotidiano locale, "La Prealpina", nei giorni scorsi poi si sono rivelati una serie di aneddoti curiosi sulla vita del MAGA, che però non sono particolarmente edificanti: pare che in un magazzino siano stipate quasi 2mila magliette, con il logo del Museo per la promozione turistica, costate trentamila euro. E il sindaco ha anche ribadito alcune perplessità riguardo alla mostra di Emile Bernard prevista per ottobre: se i fondi vi saranno bene, altrimenti salterà. Proprio perché, a questo punto, i finanziamenti devono arrivare da altre casse che non siano quelle del comune: l'Assessore al bilancio Antonio Lovazzano mette le cifre in chiaro ancora più drasticamente: «Non possiamo rischiare una Fondazione bis. Il Comune ci mette 200mila euro e nulla più. Se si trovano sponsor a integrazione bene, sennò si resti nel budget». Una parola, per un futuro ora completamente immerso nella nebbia.