Focus sull'Arte. No, non è un convegno, è il magazine “scientifico”. Che questa settimana promette di rivelarvi cos'è l'arte contemporanea
Evviva! Finalmente lo si sdogana di nuovo e di nuovo ci sarà pane per tutti quei denti che di arte vogliono mangiare e riempirsi la bocca! Sul numero di Focus Extra di questa settimana, famoso per i suoi sondaggi, si rivela che l'arte contemporanea è una sorta di buco nero per il 40 per cento degli italiani. Beh, poteva andare peggio, no? Eppure alla domanda "Che cosa pensi dell'arte contemporanea" ci si sbizzarrisce, tra chi afferma di non capirla (il 38 per cento) e chi invece è sicuro che non si tratti di arte (un bel 23 per cento). Un numero imperdibile per tutti gli appassionati e per chi si vuole anche farsi due risate, a partire dalla copertina che unisce il dito medio di Cattelan a quello della "Creazione di Adamo” di Michelangelo. Sfiziosi anche i titoli: "Come giudicare le performance di Marina Abramovic", "I prezzi di Damien Hirst", "Le sculture di Kapoor", "È molto più semplice di quanto pensi recita la copertina".
E qui ci starebbe uno "smile". Peccato che poi, nella semplicità, il 37 per cento degli intervistati giudichi l'opera di Ryman una crosta degna del solito "lo so fare anche io" mentre un'eguale percentuale dichiara che vorrebbe accanto qualcuno che glielo sapesse spiegare. Che poi, in fondo, è la pretesa di tutta la conoscenza: quello che non è automatico è riuscire a comprendere. Un po' come se si spiegasse un assunto matematico a un adulto completamente digiuno della materia; da dove si creano le connessioni se intorno c'è un deserto? Alla voce arte e provocazione invece una buona percentuale risponde categoricamente che non si tratta di arte mentre oltre il 30 per cento pensa che suscitare emozioni di disgusto, paura o rabbia è fin troppo facile per considerare artista chi lo fa. Si apre però uno spiraglio, con quasi un 50 per cento, che concorda sul fatto che l'arte contemporanea non sia più basata sulle abilità manuali di chi realizza l'opera. Il problema è che poi non lo si accetta. Insomma, se proprio ci tenete compratevi Focus, altrimenti vi rimandiamo a un approccio "vagamente" più colto della didattica dell'arte. Cominciando dalle conferenze di '"Save Art", che oggi toccano Milano.