marchio exibart.com  

MIART 2012 al via. Ecco le presentazioni ufficiali di Frank Boehm & Co.

null

In una conferenza stampa presa d'assalto, soprattutto però da studenti, e iniziata piuttosto in ritardo, il direttore di Miart Frank Boehm con l'Assessore Stefano Boeri, il Presidente di Fieramilano Michele Perini, Pierluigi Sacco e Donatella Volontè, hanno aperto ufficialmente le danze della nuova edizione della fiera dell'arte milanese. Un nucleo raccolto in un unico paglione: 92 espositori per più di 500 artisti rappresentati, quasi equamente distribuiti tra italiani e stranieri, senza distinzioni tra moderno e contemporaneo nella volontà, soprattutto culturale, di riannodare i fili della storia dell'arte, di creare corrispondenze.
Afferma Boeri: «A Milano, quello che si vede oggi in fiera è una ripartenza. Il fatto di aver ripensato modalità espositive e lavorato su messaggi più chiari e la rete del circuito culturale cittadino è un nuovo modo per provare a rilanciare Miart. 
Il momento fieristico di Milano deve essere ambizioso. L'edizione del 2012 è la giusta dimensione per ricollocarsi a livello internazionale nell'arte contemporanea». 
Ovviamente anche l'idea di un museo diffuso sul territorio è stata toccata, dall'Hangar della Bicocca alla mostra degli appartamenti privati di Palazzo Reale (ovvero ACACIA), dal rilancio del PAC come luogo di "solo show” all'interculturalità dell'ex Ansaldo di Chipperfield. Insomma una città che ha bisogno di una fiera rilanciata, e soprattutto competitiva.
Della stessa idea, per lanciare un sistema-Milano, è il Presidente Michele Perini, «per lavorare sull'appeal che hanno fatto di Milano una capitale della cultura negli scorsi decenni». Perini ha ricordato anche la difficoltà di investire in un periodo non facile come quello attuale, nonostante il mercato dell'arte abbia dalla sua il fatto di essere un bene-rifugio, in un paese però dove l'Iva non è assolutamente competitivo.
Dal canto suo Boehm ha rimarcato il fatto di aver costruito Miart su un'idea, cercando di rendere il tutto una sorta di mostra leggera: non più padiglioni separati ma una passeggiata attraverso un secolo di storia dell'arte, nella volontà di riavvicinare il moderno e il contemporaneo proprio come avviene nel tessuto urbano di Milano, dove la commistione è evidente soprattutto a livello architettonico. 
La fiera è stata poi suddivisa a livello ideale in 3 sezioni: "Establishment”, dove sono presenti i Big, gli "Emergent”, dove le opere e gli artisti, più che le gallerie, sono i veri giovani e il "solo double”, con gallerie che presentano alcune piccole personali o al massimo un confronto tra due artisti.
Giorgio Verzotti, inoltre ha raccontato della sua "quadreria” "Segni e (non)sogni” che aprirà oggi pomeriggio come evento collaterale negli spazi della fiera, e Milovan Farronato ha anticipato le tavole rotonde di "Miart Parade”, che partiranno domani in due appuntamenti quotidiani fino a domenica. Pierluigi Sacco, preside di Iulm, partner della fiera, ha rivolto un pensiero a Milano come grande centro di competenza tra le discipline dell'arte, settore che fattura molto di più delle grandi imprese italiane. Dunque? Dunque la necessità di saldare nuove strategie territoriali nonché  la volontà di creare formazione per i giovani e alta formazione per professionisti, ricerca e partnership per rafforzare l'eccellenza italiana. Inoltre la fiera quest'anno avrà tre premi: il primo è della Fondazione Fiera, stanziato per il nuovo museo che sorgerà negli spazi del Portello; secondo premio stanziato dalla Regione Lombardia e il premio Rotary Brera, tutto puntato sull'arte contemporanea, che donerà le opere raccolte nei 4 anni di attività al futuro museo di arte contemporanea di Milano. Dove e quando sarà.