Nel tentativo di andare oltre il mondo dell'arte occidentale la Guggenheim Foundation ha avviato un programma quinquennale di lavoro con artisti, curatori ed educatori provenienti dal Sud e Sud-Est asiatico, America Latina, Medio Oriente e Nord Africa. E ovviamente, oltre a portare in mostra a New York le tendenze dei "nuovi mondi”, il Guggenheim acquisirà parecchia arte di quelle parti per la sua collezione permanente.
Il progetto, che sarà finanziato da UBS e chiamato il Guggenheim UBS Global Initiative Art Map, inizierà proprio dall'Asia. Il museo inviterà un curatore per ogni regione di quelle sopraelencate in un programma di residenza biennale in cui gli esperti dei Paesi interessati lavoreranno con il team newyorkese per identificare le opere e i temi che riflettono i talenti delle aree di studio. Singapore e Hong Kong, e le loro istituzioni, sono le città precettate per i primi eventi basati sull'idea di uno scambio culturale.
«Vogliamo sfidare la nostra visione Occidentale-centrica della storia dell'arte. La nostra aspirazione è di acquisire famigliarità con questi luoghi, ma è chiaro che servirà anche molto spirito di avventura e il benestare del pubblico» ha dichiarato il direttore Richard Armstrong.
Per UBS, la grande banca svizzera, l'iniziativa è un modo per uscire anche dal suo seminato, leggi Art Basel e Miami e la Fondazione Beyeler di Basilea, ma anche un ulteriore passo imprenditoriale verso nuovi mercati.
Ghiotta dev'essere la posta in palio visto che le alte cariche di UBS e Guggenheim hanno siglato un accordo di riservatezza che vieta di rivelare quanti soldi UBS ha sganciato a favore della sovvenzione del progetto, anche se si parla di 40 milioni di euro: in questo caso si tratterebbe del più grande investimento mai fatto dalla banca svizzera in un'iniziativa d'arte e il più costoso progetto mai intrapreso dal museo newyorkese.
Il primo curatore sarà June Yap, 38enne di Singapore che ha lavorato per sei anni nei dipartimenti curatoriali di musei d'arte moderna e contemporanea, tra cui l'Institute of Contemporary Arts di Singapore e il Singapore Art Museum .I paesi presi in considerazione in questa prima tranche sono l'Afghanistan, Bangladesh, Cambogia, India, Indonesia, Laos, Malaysia, Myanmar, Nepal, Pakistan, Filippine, Singapore, Sri Lanka, Thailandia e Vietnam. La mostra inaugurale è prevista per l'inverno. Poi si passerà ad America Latina, Medio Oriente e Nord Africa. Ne vedremo delle belle? Noi siamo convinti di si, nel vero senso della parola.