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Cartoline dall’Italia/3
Terza e ultima tappa del tour promosso dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo che ha portato in Italia tre giovani curatori internazionali. Il russo Andrey Parshikov dice la sua su Arte Fiera, le gallerie romane, una Firenze senza futuro. E l’entusiastica scoperta di Paolo Icaro. Sognando di vivere a Palermo
di Andrey Parshikov, nato a Mosca nel 1985. Vive e lavora a Mosca
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Roma è abbastanza produttiva per quanto riguarda gli artisti, le istituzioni e specialmente le gallerie. Quest’ultime, come Monitor, Federica Schiavo o la recentissima Frutta, non assomigliano al tipo di gallerie incontrate prima: hanno un approccio curatoriale che ricorda molto gli spazi no-profit. Scelgono i loro artisti in modo preciso, e devo dire che uno dei migliori studio visit di Roma è stato in una galleria, il che non è per niente normale, se ci pensate. La cosa più emozionante che mi è successa in Italia è stata la visita al Teatro Valle. È un peccato che io non possa raccontare qui l'intera storia dell’occupazione ma, credetemi, stavo per iniziare a piangere dall'emozione parlando con le persone che lo occupano. Credo che le cose che sono successe lì ci pongano davanti a qualcosa di completamente nuovo. Potrebbe rimanere solo un esperimento, ma è comunque qualcosa che sta succedendo ora ed è un esperimento sul futuro. Se la creazione della Fondazione avrà successo avremo un precedente istituzionale capace di funzionare ben oltre i confini italiani.
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Palermo. La capitale della Sicilia è di sicuro il posto in cui vivere. Nella mia immaginazione si trova da qualche parte nel mezzo tra la Berlino degli anni Novanta e la Istanbul della fine del 2000. La città sembra ancora essere in costruzione, così come il sistema dell'arte. La storia triste del Museo Riso è ancora nell'aria, e non sarà dimenticata per anni, l'unica chance sono dunque gli spazi indipendenti. Lo spazio A Art project sta sviluppando mostre locali ed internazionali con giovani artisti e ospita una serie di dibattiti con critici e curatori. L'Arsenale a Palermo fa parte della rete costruita dalle persone dell'occupazione del Teatro Valle e di un gruppo dei Lavoratori dell'arte di Milano. Soffre ancora troppo però della mancanza di un sistema artistico sviluppato, ma potrebbe diventare un punto di riferimento importante per la Sicilia. Per la sua organizzazione ancora aperta, l’isola sembra essere il luogo ideale per proporre mega-progetti, ma mentre parlo di questo, le persone mi ricordano di Riso. Cosa si deve fare? L'unica speranza è nelle mani dei giovani, e loro hanno già iniziato a lavorarci.