![]() |
Metti l’artista in azienda
Dopo la Public Art e altre sperimentazioni in cui l’arte si è confrontata con il tessuto sociale, assistiamo ora al suo ingresso nell’impresa. A contatto diretto con il personale, per realizzare prodotti nuovi ma soprattutto fuori dai canoni. Perché l’arte è quell’in più che fa la differenza. Anche nel mondo produttivo. Ecco la storia di Sissi e della sua “incubazione” nell’azienda Elica [di Stefania Fois]


Ma perché dovrebbe essere proprio l’arte a incrementare questa competenza? «Per fare della buona innovazione è fondamentale riuscire a vedere gli stessi problemi da punti di vista diversi. E chi più degli artisti, possiede questa ricchezza dello sguardo? La capacità di osservare la realtà sotto angolazioni diverse permette di intraprendere strade mai sperimentate prima», spiega Alessandro Ciabatti, Chief Commercial Officer B2C di Elica, azienda di cappe ad uso domestico con sede a Fabriano, che in questi giorni presenta a Milano il progetto Aspiranti Aspiratori, realizzato in collaborazione con Sissi e con la Fondazione Ermanno Casoli.


Ma che gliene viene all'artista da una collaborazione del genere? «Inizialmente ho rifiutato perché la mia poetica è una metafora sull'organismo, lavoro su un corpo, parlo di un corpo che spesso è il mio o appartiene alla mia sfera famigliare! Ho superato questa resistenza quando ho capito che questo lavoro poteva essere un esperimento per lavorare sull'Altro. Però avevo bisogno di adattare il progetto ad una mia esigenza di accoglienza, cioè l'azienda doveva accogliermi dentro di sé e con il mio corpo accogliere anche le mie idee», racconta Sissi, artista bolognese nata nel 1977, il cui lavoro è la narrazione di un'esigenza emotiva che cerca di comunicarsi all'esterno attraverso intrecci, maglie e nodi che l'artista tesse e modella sul proprio corpo o intorno a sé, come un nido, un rifugio o una seconda pelle.


Ma se il risultato finale dell’interazione tra arte e industria è che l'artista fa una mostra e l'azienda realizzerà un nuovo prodotto, cosa c'è di diverso e di nuovo rispetto alla prassi tradizionale? «Che l'artista ha "abitato" Elica, ne ha vissuto la realtà più vera e concreta, potendo accedere al know-how e agli strumenti aziendali, cultura compresa. Mentre Sissi ha trasferito alle persone di Elica il suo punto di vista e le sue competenze di artista». Aggiunge Alessandro Ciabatti. Roberto Giampieretti, dipendente del laboratorio prototipi di Elica, dice di avere imparato a fare la maglia, strumento tipico del lavoro di Sissi. Ma non solo: «Sissi mi ha mostrato un approccio al lavoro completamente nuovo, fantasioso, dove prevale l'immaginazione, non la preoccupazione per gli aspetti tecnici e funzionali. Un artista dà importanza ad altre cose, e magari è proprio da lì che viene la soluzione che serviva. Sissi poi ha una manualità sorprendente!», Per Sissi, invece, è stato importante «essere riuscita ad uscire da me, a lavorare sull'Altro restando me stessa».