Biennale di Cuba online. Manca poco all'opening ma se volete seguire tutto, ma proprio tutto, dell'undicesima edizione della kermesse in versione italiana potete mettere un "mi piace" su facebook, alla pagina "11 Bienal de la Habana – Italia". Per la prima volta il curatore, Raffaele Gavarro, e gli artisti che rappresenteranno la sezione del Belpaese, Flavio Favelli, Valerio Rocco Orlando, Giuseppe Stampone, Marinella Senatore -che non è però presente sull'isola- e Piero Mottola, stanno usando e "trasmettendo", in presa diretta, pratica e teoria di ciò che accade sull'isola, dalle difficoltà nell'organizzazione della mostra e nella grande attesa per avere a disposizione i mezzi (pochi) necessari all'allestimento, fino ai manifesti teorici e al pensiero che accompagna la mostra "L'etica prima della forma".
Facebook in questo caso è il supporto privilegiato per tenere un diario, un vero diario, di ciò che sta succedendo a Cuba in questi giorni e in queste ore, proprio come modalità necessaria anche per la costituzione della mostra e della collaborazione tra gli "attori" di questa performance dell'arte italiana nel Paese latino. «Il diario per me e per gli artisti è un modo attraverso cui stiamo condividendo la nostra esperienza e il lavoro che stiamo facendo qui. È una cosa che ci è sembrata importante. Direi quasi necessaria per il senso stesso del nostro lavoro a Cuba» ha scritto ieri Raffaele Gavarro. Quasi una testimonianza etica, senz'altro di una dimensione dell'arte quantomeno partecipata, attiva.
E il curatore Gavarro racconta in anteprima, attraverso una serie di post, anche qual è stato il terreno per la nascita di "L'etica prima delle forma": «cosa ci attendiamo tutti noi oggi dall'arte? Quali sono il suo ruolo e le funzioni attuali? "L'Etica prima della forma" rappresenta appunto una risposta in tal senso. Per la precisione esprime l'idea che l'arte non ha più oggi alcun interesse a svolgere un ruolo e una funzione di decorazione e miglioramento estetico, ma che il senso della sua ricerca è quello di creare delle modalità di comprensione del mondo in cui viviamo attraverso dinamiche non dominate da una logica sequenziale di causa-effetto. Una comprensione che nel suo stesso compiersi si attua come azione etica per l'effetto di modificazione definitiva del mondo che l'opera stessa compie. Quest'ultima nel suo concreto costituirsi costituisce un'indicazione al miglioramento del mondo, un'ipotesi che in quanto tale è necessariamente etica, pena il suo stesso fallimento». In attesa dell'opening il prossimo 11 maggio potete quindi gustarvi tutte le anteprime in diretta, comprese una serie di belle immagini, di una manifestazione che, in generale toccherà le "Prácticas artísticas e imaginarios sociale". Perché anche in questo caso, di storie dell'arte ancora se ne devono scrivere.