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20 marzo 1999 - 20 giugno 1999
Barocco nella Bassa
Pittori del Seicento e del Settecento in una terra di confine
Casalmaggiore, ex Convento di Santa Chiara
La scelta di una cinquantina di opere offre una campionatura esemplare, anche dal punto di vista qualitativo, del materiale; mentre il rapporto con la competente Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Mantova e con l'Ufficio per i Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi di Cremona, ha consentito una campagna di restauri mirata su opere di particolare significato esposte in mostra. Ricerche d'archivio svolte per l'occasione hanno pemmesso di verificare, per quanto riguarda il centro principale di Casalmaggiore, quali sono le opere presenti nei luoghi sacri durante i vari secoli, per tracciare una sorta di mappa delle presenze e delle assenze (al di là di quella celeberrima del Parmigianino oggi a Dresda) che renda possibile un'analisi sui gusti e sulle scelte della comminenza ed anche per intendere quali possano essere le presenze ab antiquo, e quali invece il frutto di donazioni o circostanze più recenti (per esempio i due dipinti del Mastelletta provenienti da Bologna)

Un attento monitoraggio delle varie chiese della zona ha suggerito un'apertura in direzione cremonese, con uma sezione di opere del seguito campesco di particolare qualità e rilievo, le quali, pur datate ancora nel XVI secolo, in qualche modo "aprono" al Seicento. Si tratta soprattutto di dipinti di Giovan Battista Troni deno il Malosso e della sua scuola (Cristoforo Agosta, Emmenegildo Lodi, Giovan Francesco Raimondi), e di Galeazzo Ghidoni. Questi artisti infatti rappresentano l'unico tramite reale, per quanto attardato, con il grande secolo della pittura a Cremona, e propongono indagini di un certo interesse per i contatti con l'ltalia centrale (è il caso del Ghidoni).
Il seguito è rappresentato dalla comminenza "illuminata" di Casalmaggiore, che si rivolge ad artisti di altri centri, dal piemontese Guglielmo Caccia detto il Moncalvo, al modenese Camillo Gavasseti, a Luigi Amidano, parmense, per i quali si tentano analisi più approfondite proprio sul versante della committenza (ad esempio, Moncalvo e i Barnabiti, secondo un filone di studi iniziato dalla mostra di due anni fa a Casale Monferrato).Sono considerate anche le presenze "attuali", forse non sempre legate ad un passato casalasco, come i già ricordati Mastelletta, i due quadri del Fiammenghino a Cingia de' Botti, ecc.. Per quanto riguarda il Moncalvo, è prevista l'esposizione del dipinto già a Casalmaggiore ed oggi di proprietà della Pinacoteca di Brera (in deposito presso la parrocchiale di Golasecca), e della Immacolata Concezione di Marzalengo, probabilmente della medesima provenienza, sulla quale non erano ancora stati condotti studi adeguati.
Un'analisi sul territorio ha indotto a presentare dipinti più legati al contesto cremonese, come la Santa Lucia del Genovesino a Castelponzone o una notevole pala dell'ancora poco noto Agostino Bonisoli, mentre è stato ritrovato fortunosamente, ad una settimana dall'apertura della mostra, lo splendido dipinto del napoletano Battistello Caracciolo tratugato nel 1992 dalla chiesa del Vho di Piadena.
Un allargamento dell'esposizione anche alle opere del XVII secolo risulta di notevole interesse, non solo per testimoniare adeguatamente un importante pittore casalasco come Marcantonio Ghislina, da tempo in attesa di una rigorosa rivalutazione, e sul quale si realizza una sezione monografica, anche in considerazione del ruolo primario che svolse a Cremona nei primi anni del secolo; ma soprattutto per verificare gli incroci, sempre ad altissimo livello, tra l'area veneta (Giambenino Cignaroli), quella egiziana (Francesco Monti), quella fiorentina (Sebastiano Galeoni) e quella cremonese, nella quale si indagano in maniera approfondita alcuni fenomeni sinora poco considerati, dal classicismo del Guerrini alla vena eccentrica e "bambocciante" del De Hò. Lo "scavo" sul territorio, oltre a notevoli conferme, ha potuto fornire novità di rilievo, tra cui spicca una bella pala firmata dal raro Johann Georg Fockhetzer a Martignana, artista bavarese formatosi nell'Accademia bolognese del quale si conoscevano solo due dipinti sicuri a Cremona e a Lodi.
Marco Tanzi Curatore della mostra
Casalmaggiore
Santa Chiara, via Formis 4
21 marzo 1999 - 20 giugno 1999
Tutti i giorni ore 9-19. Chiuso lunedì
Mostra organizzata dall'APIC, Associazione Promozione Iniziative Culturali di Cremona:
Provincia di Cremona
Comune di Casalmaggiore
Camera di Commercio di Cremona
Comune di Cremona
Comune di Crema
Azienda di Promozione Turistica del Cremonese
Sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica
Con il patrocinio di
Presidenza del Consiglio dei Ministri
Ministero per i beni e le attività culturali
Regione Lombardia, Direzione Generale Cultura
Catalogo e promozione Electa
Per informazioni e prenotazioni
Associazione Promozione Iniziative Culturali
via Altobello Melone, 1 - 26100 Cremona
Telefono 0372463467 - fax 0372463475
e-mail: apic@apic.cr.it
http://www.apic.cr.it/Barocco