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Sei piccoli igloo di Mario Merz

A Napoli, CASAMADRE Arte Contemporanea ricorda Mario Merz esponendo sei piccoli igloo, modelli progettati e realizzati negli anni Ottanta, poi conservati e mai riprodotti nella scala più grande

A quattordici anni dalla sua scomparsa (quel 9 novembre 2003, all’età di 78 anni), si colloca la mostra "Mario Merz” che si inaugura questo pomeriggio a Napoli, da CASAMADRE. Certo si è detto, scritto, esposto già un po’ tutto di questo grande artista-filosofo, archeologo-alchimista, pittore-assemblatore, scultore-installatore, che esordì nel 1953 da autodidatta e, alla metà degli anni Sessanta, non passò inosservato dal critico Germano Celant che lo arruolò nel manipolo dell’Arte Povera, di cui divenne uno dei protagonisti. Eppure questo progetto espositivo partenopeo ha il suo motivo d’interesse e di originalità perché presenta sei piccoli igloo, modelli progettati e realizzati da Mario Merz negli anni Ottanta, poi conservati e mai riprodotti nella scala più grande. È un modo, infatti, di illuminare il retroscena, forse inaspettato, di un artista sperimentatore di materie, appassionato della forma accurata e delle proporzioni esatte, che si vantava della similitudine tra la volta a otto costole dell’igloo e la cupola di Brunelleschi a Santa Maria del Fiore, principio e simbolo del rinascimento.
Questi sei piccoli igloo sono, per la precisione, del 1984, modelli realizzati a Nagoya per l’Istituto di Arte Contemporanea, e accompagnati in mostra da otto grafiche a tiratura limitata del 1993, tutte progetti di igloo. Era il 1968 quando Merz cominciò a codificare i suoi temi-feticcio, che diventeranno la sua cifra distintiva. A partire proprio dall’igloo, creatura tridimensionale abitabile, la "casa” primitiva, plasmata da una cultura nomade, dalla forma primordiale, realizzata con i materiali più diversi, come la tela di juta nell’Igloo (Tenda di Gheddafi), o il catrame nell’Igloo nero. L’igloo nasce, nella visione di Merz, come sviluppo tridimensionale della spirale, per raccontare il movimento cosmico, la struttura della natura, che altro non è se non la vita stessa. (Cesare Biasini Selvaggi)

In alto: Mario Merz, Veduta parziale della mostra, 07.12.2017 / 10.02.2018, CasaMadre Arte Contemporanea, Napoli
In homepage: Mario Merz, Senza Titolo, 1984 vetro, acciaio, rete metallica, cm 160 x 65 x 37h Courtesy CasaMadre Arte Contemporanea, Napoli.

INFO
Opening: ore 19.30
Mario Merz
Dall’8 dicembre 2017 al 10 febbraio 2018
CASAMADRE Arte Contemporanea
Palazzo Partanna, piazza dei Martiri 58, Napoli
orari: dal martedì al sabato, dalle 10.30 alle 19.00
tel: + 39 081 193 60 591 - www.lacasamadre.it