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Palermo, tempo di anteprima e di Orlando

Oggi nel capoluogo siciliano è il giorno dell’anteprima per radio e tv accreditate a Manifesta 12, mentre il primo cittadino di Palermo spara a zero sulla vicenda Aquarius

Questa mattina scatta a Palermo l’"ora x” della visita in anteprima alle sedi di Manifesta 12 per radio e tv accreditate. Ve ne daremo conto nei nostri servizi in onda su Exibart.tv e sul nostro nuovo canale Youtube, al quale è possibile iscriversi cliccando qui. Nel pomeriggio ci attenderà, invece, la presentazione al Teatro Garibaldi dello studio urbano "Palermo Atlas”, affidato a uno studio di architettura, OMA, per ottenere una comprensione più profonda delle strutture sociali, culturali e geografiche di una città tanto complessa e stratificata evidenziandone, attraverso "gli occhi” di Palermo, le nuove forme di coesistenza e le istituzioni locali che sono modelli alternativi di partecipazione politica e civile. A seguire, sempre al Teatro Garibaldi, avrà luogo l’incontro con Laura Poitras e Henrik Moltke. La serata si aprirà, invece, con M12 Collateral e i 5x5x5 Opening allo Spasimo, per poi concludere la nostra anteprima stampa tv al Mulino di Sant’Antonin con Manifesta 12 Studios opening. Mentre il cronoprogramma della biennale nomade scandisce le sue tappe con implacabile rigore mitteleuropeo, in un riserbo che preannuncia anche diverse sorprese nei prossimi giorni, non è possibile tralasciare quanto sta accadendo nel contesto storico-politico-sociale-culturale di riferimento, vale a dire il Mediterraneo. La questione è ovviamente quella di Aquarius e della chiusura dei porti ordinata da Salvini e Toninelli. A proposito della quale il primo cittadino di Palermo, Leoluca Orlando, ieri mattina, ospite a Coffee Break su La7, ha dichiarato: «Si farà un secondo processo di Norimberga, e noi verremo processati per genocidio. E a differenza dei nostri nonni non potremo dire che non lo sapevamo». Parole che pesano come macigni, eppure che rendono bene l’idea della partita sul tavolo. E lo sa bene Orlando, colui che lanciò la "Carta di Palermo 2015” con l’obiettivo di avviare il processo culturale e politico per l’abolizione del permesso di soggiorno, per la radicale modifica della legge sulla cittadinanza e per il diritto alla mobilità come diritto della persona umana. Si può essere d’accordo o meno con lui. Ma è innegabilmente che la sua sia una vera e propria visione, gravida di passato e colma di slancio verso il tempo futuro dei prossimi decenni. In contrapposizione all’attuale deriva populista, cioè quella dello spot permanente via tweet o facebook, in un eterno presente che non sa guardare né dietro né avanti. Per questo è necessario provare a cambiare la prospettiva, atteggiamento che è proprio dell’arte come quella in cui ci si imbatterà a Manifesta 12, per alzare l’asticella delle nostre prospettive, immaginare, fantasticare e rendere le utopie possibili. (Cesare Biasini Selvaggi)