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Il triste destino degli Alinari. Così scompare il più grande archivio fotografico al mondo

La collezione fotografica più grande e antica al mondo sta per essere trasferita in un magazzino. Sembra essere segnato il destino dell’Archivio della società fotografica dei Fratelli Alinari, fondata nel 1852 da Leopoldo, Giuseppe e Romualdo e conosciuta in tutto il mondo per la sua eterogenea raccolta di immagini, dalla vita di strada ai monumenti artistici, passando per i momenti più importanti della storia d'Italia. Alinari dovrebbe lasciare la sua storica sede fiorentina, in Largo Alinari 15, entro la fine di giugno. L'edificio è stato venduto a privati e sarà trasformato in appartamenti, secondo quanto riportato dal Fatto Quotidiano. 
Debiti alti, bassi ricavi e una liquidazione, nel 2012, di una joint venture quadriennale con il gruppo Il Sole 24 Ore, sono i problemi che attanagliano la Società, emersi a seguito di un reportage de L’Espresso. «Alinari, come tutte le altre società nel campo del licensing delle immagini, opera in un mercato molto difficile dove i diritti spesso non sono riconosciuti economicamente, specialmente nel settore multimediale. Vendere l'edificio in Largo Alinari è certamente anche un'opportunità per consolidare le nostre risorse finanziarie», ha affermato a The Art Newspaper Claudio de Polo, presidente di Alinari dal 1984. L'azienda, che ha chiuso il suo museo di Firenze nel 2014, chiuderà anche il Museo delle immagini di Trieste il 31 agosto, «a causa dell'assoluta mancanza di sostegno da parte della città di Trieste», ha continuato de Polo. 
La collezione detiene oltre cinque milioni di pezzi, dai primi dagherrotipi alle moderne immagini digitali, tra cui 220mila negativi su lastra di vetro, una libreria di oltre 26mila volumi e oltre mille modelli di telecamere. Nel 2008, la collezione è stata valutata per circa 138 milioni di euro dallo storico della fotografia Italo Zannier. Per rendere l’idea dell’importanza della raccolta, il Victoria & Albert Museum di Londra, il più importante museo dedicato al design e alla arti riproducibili, possiede circa 800mila articoli. Ma la crisi finanziaria non risparmia la storia. Tutti gli oggetti degli Alinari saranno trasferiti in un deposito privato a nord di Firenze, dove rimarranno fino al trasferimento definitivo in una istituzione pubblica: «Si tratta del più grande trasferimento fotografico al mondo», ha commentato de Polo. Il presidente ha sostenuto che l’azione è necessaria anche per la corretta conservazione delle fotografie, che sono state esposte a livelli insostenibili di inquinamento da monossido di carbonio a causa della vicinanza dell'edificio a via Nazionale, una strada molto trafficata. 
Il 10 dicembre 2018, la collezione è stata sottoposta a divieto di esportazione dalla Soprintendenza toscana, considerando la sua primaria importanza per la storia della fotografia. Il sindaco di Firenze, Dario Nardella, ha annunciato la disponibilità del Comune a «Salvaguardare la collezione e mantenerla a Firenze», effettuando un'acquisizione congiunta con la Regione e fornendo gratuitamente una sede ampia e prestigiosa. 
Apprensione anche per i 23 dipendenti della casa editrice Fratelli Alinari IDEA e della Fondazione Fratelli Alinari, che hanno esposto le loro preoccupazioni ma non saranno lasciati soli. «Condividiamo le forti preoccupazioni dei lavoratori e ribadisco l'impegno della Regione a proseguire nelle verifiche necessarie per addivenire nei tempi più rapidi possibili all'acquisizione del patrimonio archivistico Alinari. Su questo stiamo lavorando insieme al Ministero dei beni culturali, da cui attendiamo un riscontro, che dovrebbe arrivare a breve», ha detto Monica Barni, vicepresidente della Regione Toscana e assessore alla cultura, in occasione di un tavolo di lavoro a Palazzo Strozzi Sacrati, insieme al Presidente della Regione Enrico Rossi, al consigliere per il lavoro, Gianfranco Simoncini, al responsabile della direzione regionale della cultura, Roberto Ferrari, e ai rappresentanti di Cgil e Cisl.