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<title>Exibart.com - Blog</title>
<description>www.exibart.com - artcommunity dal 1996</description>
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<title>Exibart.com - Blog</title>
<description>www.exibart.com - artcommunity dal 1996</description>
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<copyright>Exibart.com</copyright>
<managingEditor>direttore@exibart.com</managingEditor>
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<item><title><![CDATA[ammazza quanto so' brutti...]]></title>
<link><![CDATA[http://www.exibart.com//blog/blogmsg.asp?idblog=4312]]></link>
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<description><![CDATA[ 
                              
<div style="text-align: justify;">Ultimamente mi hanno colpito due cose della TV per la loro inarrivabile bruttezza. Due cose che apparentemente tra loro non hanno nulla a che fare ma che invece, forse, sono sintomi di una decadenza diffusa che le collega furtivamente. Intanto, una cosa tipicamente italiana: <span style="font-weight: bold;">gli annunci telegiornalistici</span>. Intendo prorio le notizie date al telegiornale dai/lle telegiornalisti/e. Sar&agrave; che da un po' di tempo, avendo il digitale terestre, guardo molto <span style="font-style: italic;">BBC world news</span> (che pare che l&igrave; se li fabbricano, l'annunciatori/trici perfetti/e!), ma se gi&agrave; prima quel modo barbaro di annunciare il telegiornale - che oscilla fra l'ebetismo ipnotico di Giorgino alla protervia similbocconiana dell'attuale successora della Gru'ber, Lucia Goracci - mi sfastidiava parecchio, ora proprio la cosa mi appare davvero inaccettabile. Poi dici che uno rimpiange a calde lacrime Mentana... anzi, mi voglio rovinare: <span style="font-style: italic;">de 'sta ggente</span> era persino meglio Angela Buttiglione! Ma tant'&egrave;, <span style="font-style: italic;">mala tempora currunt</span> e meno male che io padroneggio la lingua, come diceva l'americano a Roma <span style="font-style: italic;">de</span> Sordi. Un'altra cosa brutta, ma brutta brutta brutta che sta invadendo la TV - anche se almeno stavolta internazionalmente diffusa - sono i <span style="font-style: italic; font-weight: bold;">trailer</span><span style="font-weight: bold;"> cinematografici</span> (che adesso si chiamano <span style="font-style: italic;">teaser</span> ma nella sostanza cambia poco, anzi nulla). Non so se c'avete fatto caso anche voi. Ne vedevo qualcuno sparato a raffica dalla TV locale di turno in comapgnia di mia madre, quando la santa donna se n'&egrave; uscita: <span style="font-style: italic;">"A Vale', 'sti cosi so' tarmente brutti che te fanno passa ' la voja d'anna' ar cinema! Fanno tutti sembra' er firme 'na gran boiata!"</span>. Come darle torto... e poi magari il film, una volta che uno lo va a vedere, &egrave; pure bello... Che vi devo dire, io non sono ancora - e probabilmente non lo sar&ograve; mai - abbastanza addentro alle cose cinematografiche per capire come si sceglie il modo e la maniera di realizzare un <span style="font-style: italic;">trailer</span>. Sicuramente non affidano la cosa ad una persona particolarmente dotata di capacit&agrave; di sintesi (un regista di cinema che si rispetti, generalmente, non lo &egrave;); a quel punto &egrave; chiaro che non rimane che fare un'accozzaglia di effettacci speciali - sempre che ci siano - o di facce sbiadite e battute strascicate - soprattutto nei film d'autore. Sempre la santa donna di prima dice giustamente: allora &egrave; meglio il giornale che ci mette le stelle! Poi uno pensa che su 'ste boiate, tanto per esaltarle un altro po', ci hanno anche messo su una Web TV... all'apoteosi del cattivo gusto davvero non c'&egrave; limite.</div><style type="text/css">body {  	background: #FFF;  }  </style>
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<br><br><div align=right>di <i>Valeria Silvestri</i><br>visita il blog <a class=blog href=http://www.exibart.com/blog/blog.asp?idutente=30581><i> Meditazioni Cartesiane</i></a></div>]]></description>
</item>
<item><title><![CDATA[showcooking al ducati caffè]]></title>
<link><![CDATA[http://www.exibart.com//blog/blogmsg.asp?idblog=4309]]></link>
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<description><![CDATA[ 
<div style="text-align: center;"><span style="font-weight: bold;">ducati caffe</span><span style="color: rgb(255, 0, 0);">&rsquo; </span><br />presenta <br /><span style="font-weight: bold;">showcooking con lo chef Emiliano Pascucci </span><br />mercoled&igrave;&nbsp; 15 luglio, ore 21.00 <br /></div>&nbsp;<br /><br />  
<div style="text-align: justify;">Mercoled&igrave;&nbsp; 15 luglio alle ore 21 presso il <span style="font-weight: bold;">DUCATI CAFFE<span style="color: rgb(255, 0, 0);">&rsquo;</span></span> di Roma si terr&agrave; lo SHOWCOOKING con lo chef emiliano pascucci, sous - chef del rinomato ristorante LA PERGOLA che vanta Tre Stelle della Guida Michelin. <br /><br />Durante la serata verr&agrave; presentato al pubblico il menu ideato dallo chef, che mostrer&agrave; la realizzazione dei singoli piatti e guider&agrave; gli invitati nella degustazione degli stessi. <br /><br />L&rsquo;appuntamento &egrave; parte di una serie che vede impegnato il <span style="font-weight: bold;">DUCATI CAFFE<span style="color: rgb(255, 0, 0);">&rsquo;</span></span>  nella presentazione di serate in cui l&rsquo;arte culinaria e la degustazione di piatti unici sono parte di uno stesso evento, presentato in esclusiva da protagonisti della cucina italiana. Per ogni serata sono previsti ospiti del mondo della ristorazione, oltre che&nbsp; rappresentanti dell&rsquo;enogastronomia italiana.&nbsp; <br /><br />Con questa iniziativa il <span style="font-weight: bold;">DUCATI CAFFE<span style="color: rgb(255, 0, 0);">&rsquo;</span></span>  si candida ancora una volta ad essere un locale che nel suo innovativo &ldquo;concept restaurant e lounge bar&rdquo; sa unire l&rsquo;universo DUCATI e il top della gastronomia italiana, promuovendo e condividendo eventi, emozioni e tendenze nel segno dell&rsquo;eccellenza, dello stile e del Made in Italy.&nbsp; <br /></div><br /><span style="font-weight: bold;">Prenotazioni:</span><br />06.68891718,<br /><a href="mailto:prenotazioni@ducaticafferoma.com" target="_self">prenotazioni@ducaticafferoma.com</a><br /><br /><span style="font-weight: bold;">Costo:</span> 50 euro. <br /><br /><br />  
<div style="text-align: center;"><span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);">Il Men&ugrave; della serata </span><br />&nbsp;<br /><span style="font-weight: bold;">Antipasti</span><br />Tartar di tonno con avocado e pomodorini <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Primi Piatti</span><br />Cannoli di scampi, patate in salsa di crostacei&nbsp; <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Secondi Piatti</span><br />Filetto di spigola su caponatina di verdure e olio al basilico <br /><br /><span style="font-weight: bold;">Dessert</span><br />Frutti di bosco ice in gelatina di champagne <br /></div><br /><br /><span style="font-weight: bold;">DUCATI CAFFE<span style="color: rgb(255, 0, 0);">&rsquo;</span></span><br />Via delle Botteghe Oscure, 35 &ndash;&nbsp; 00186 Roma<br />Tel 06.68891718, <a href="mailto:info@ducaticafferoma.com" target="_self">info@ducaticafferoma.com</a>, <a href="http://www.ducaticafferoma.com/" target="_self">www.ducaticafferoma.com</a><style type="text/css">body {  	background: #FFF;  }  </style>
  
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<br><br><div align=right>di <i>Valeria Silvestri</i><br>visita il blog <a class=blog href=http://www.exibart.com/blog/blog.asp?idutente=30581><i> Meditazioni Cartesiane</i></a></div>]]></description>
</item>
<item><title><![CDATA[zooart 2009]]></title>
<link><![CDATA[http://www.exibart.com//blog/blogmsg.asp?idblog=4308]]></link>
<guid isPermaLink="false">blog4308</guid>
<description><![CDATA[ <p class="MsoNormal"><span style="font-size:10.0pt;font-family:&quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;">&nbsp;</span></p>

<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10.0pt;font-family:&quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;">ZOOart
Speed news</span></p>

<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10.0pt;font-family:&quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;">&nbsp;</span></p>

<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10.0pt;font-family:&quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;">Grande
successo di pubblico ieri sera l&rsquo;inaugurazione dello ZOOart a Cuneo.</span></p>

<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10.0pt;font-family:&quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;">&nbsp;</span></p>

<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10.0pt;font-family:&quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;">Pi&ugrave;
di un migliaio di persone sono intervenute alla vernissage inaugurale di questa
importante manifestazione di arte internazionale.</span></p>

<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10.0pt;font-family:&quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;">&nbsp;</span></p>

<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10.0pt;font-family:&quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;">Tutto
&egrave; andato molto bene, anche se verso le 20,00 un accenno di pioggia ha fatto
temere il peggio.</span></p>

<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10.0pt;font-family:&quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;">&nbsp;</span></p>

<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10.0pt;font-family:&quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;">Ma
poi il cielo si &egrave; rischiarato e alle 21,30 tutto si &egrave; avviato per la lunga ed
emozionate notte d&rsquo;arte inaugurale. Che ha avuto il suo culmine con la
performance &ldquo; Supereroe &ndash; Artist fly at incredibile speed &ldquo; realizzato
dall&rsquo;artista Jonas Zagorskas, che &egrave; giunto appositamente dalla Polonia per dare
vita a questo ironico evento performativo.</span></p>

<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10.0pt;font-family:&quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;">&nbsp;</span></p>

<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10.0pt;font-family:&quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;">Successo
di fanciulli anche per ZOObimbi, che realizzato da Lucia Polano e Chiara
Gribaudo, propongono dinamiche creative per i ragazzi.</span></p>

<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10.0pt;font-family:&quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;">&nbsp;</span></p>

<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10.0pt;font-family:&quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;">Foto
e video visibili e scaricabili presso i siti : </span></p>

<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10.0pt;font-family:&quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;">&nbsp;</span></p>

<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10.0pt;font-family:&quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;">foto
</span>http://www.flickr.com/people/40050920@N07/<span style="font-size:10.0pt;
font-family:&quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;"> </span></p>

<p class="MsoNormal"><span lang="EN-US" style="mso-ansi-language:EN-US">video
http://www.youtube.com/user/zooartcuneo</span><span lang="EN-US" style="font-size:10.0pt;font-family:&quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;mso-ansi-language:
EN-US"> </span></p>

<p class="MsoNormal"><span lang="EN-US" style="font-size:10.0pt;font-family:&quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;
mso-ansi-language:EN-US">&nbsp;</span></p>

<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10.0pt;font-family:&quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;">Ricordiamo
che ogni Venerd&igrave; sera alle ore 21,30 ci sar&agrave; la visita guidata gratuita alle
opere che il primo ciclo propone in visione fino a Domenica 10.</span></p>

<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10.0pt;font-family:&quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;">&nbsp;</span></p>

<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10.0pt;font-family:&quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;">Gioved&igrave;
9 ore seguir&agrave; l&rsquo; inaugurazione e presentazione del secondo cliclo di artisti
nazionali ed internazionali e la premiazione degli artisti della rassegna
ManifestaZOOne.</span></p>

<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10.0pt;font-family:&quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;">&nbsp;</span></p>

<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10.0pt;font-family:&quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;">Siamo
anche molto lieti di segnalare lo ZOOdrink punto dissetante presso gli spazi
dello ZOOart. </span></p>

<p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify"><span style="font-size:10.0pt;font-family:&quot;Tahoma&quot;,&quot;sans-serif&quot;;color:black">&nbsp;</span></p>

<p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify"><span style="font-size:10.0pt;font-family:&quot;Tahoma&quot;,&quot;sans-serif&quot;;color:black">&nbsp;</span></p>

<p class="testopreformattato" style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:
justify"><span style="font-size:10.0pt;font-family:&quot;Tahoma&quot;,&quot;sans-serif&quot;;
color:black">Un particolare ringraziamento a chi sostiene la rassegna: Regione
Piemonte, Provincia di Cuneo, Citt&agrave; di Torino, Fondazione CRC, Fondazione CRT,
Accademia Albertina di Torino, GAI, IED di Torino, Collezione La Gaia di Busca,
Scrittorincitt&agrave;.</span></p>

<p class="testopreformattato" style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:
justify"><span style="font-size:10.0pt;font-family:&quot;Tahoma&quot;,&quot;sans-serif&quot;;
color:black">&nbsp;</span></p>

<p class="testopreformattato" style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:
justify"><span style="font-size:10.0pt;font-family:&quot;Tahoma&quot;,&quot;sans-serif&quot;;
color:black">Sponsor tecnici: Publiproget Alba, Milano Assicurazioni di
Sciaretta &amp; C. Cuneo, Mollo srl Alba, Fuoritempo Cuneo, Castelmar Cuneo,
SOL Group, Commercianti via Roma. </span></p>

<p class="testopreformattato" style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:
justify"><span style="font-size:10.0pt;font-family:&quot;Tahoma&quot;,&quot;sans-serif&quot;;
color:black">&nbsp;</span></p>

<p class="testopreformattato" style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:
justify"><span style="font-size:10.0pt;font-family:&quot;Tahoma&quot;,&quot;sans-serif&quot;;
color:black">Media partner sono il settimanale CUNEO7 e il sito web
cuneocronaca.it</span></p>

<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10.0pt;font-family:&quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;">&nbsp;</span></p>

<p style="margin:0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify"><span style="font-size:10.0pt;font-family:&quot;Arial&quot;,&quot;sans-serif&quot;;mso-bidi-font-weight:
bold">&nbsp;</span></p>

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<br><br><div align=right>di <i>d;o)</i><br>visita il blog <a class=blog href=http://www.exibart.com/blog/blog.asp?idutente=141><i> Arte contemporanea</i></a></div>]]></description>
</item>
<item><title><![CDATA[la scala a ritmo di rock]]></title>
<link><![CDATA[http://www.exibart.com//blog/blogmsg.asp?idblog=4307]]></link>
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<description><![CDATA[ <p class="MsoBodyText" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><font face="Verdana"></font>&nbsp;</p>

<p class="MsoBodyText" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><font face="Verdana">Niente orchestra alla Scala perch&eacute; fino al 10 luglio il corpo di ballo del Teatro danza sulle note dei Pink Floyd. L&rsquo;essenzialit&agrave; massima &egrave; ricercata nei costumi e nella scenografia realizzata dalle luci di Jean-Michel D&eacute;sir&eacute;. La coreografia del 1972 &egrave; di Roland Petit: il maestro eccezionalmente interpreta la musica. I ballerini sul palco con i loro movimenti diventano tutt&rsquo;uno con i brani dei Pink Floyd attraverso gesti e movimenti che ricordano una gestualit&agrave; in parte&nbsp;quotidiana e in parte tribale. Passione e struggimento sono alternati a momenti di ironia: un esempio?<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>il balletto sulle note di &ldquo;Money&rdquo; in cui il Corpo di Ballo danza in preda alla furia del dio denaro.</font></p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-bidi-font-size: 10.0pt">Uno spettacolo che per un&rsquo;ora e mezzo tiene con occhi e orecchie incollati alla scena e scroscio di applausi interminabile alla fine.</span></p>
<span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-bidi-font-size: 10.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA">Il balletto continua un tour in giro per l&rsquo;Italia, tra le tappe Cremona il 14 luglio. </span><br><br><div align=right>di <i>Anna Musini</i><br>visita il blog <a class=blog href=http://www.exibart.com/blog/blog.asp?idutente=65597><i> diario di bordo</i></a></div>]]></description>
</item>
<item><title><![CDATA[interior landscape]]></title>
<link><![CDATA[http://www.exibart.com//blog/blogmsg.asp?idblog=4306]]></link>
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<description><![CDATA[ <p class="MsoBodyText" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><font face="Verdana">Con gesti minimi senza fare rumore e senza suscitare scalpore Mona Hatoum descrive il paesaggio desolato dell&rsquo;animo colpito dalla guerra. </font></p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-bidi-font-size: 10.0pt"></span>&nbsp;</p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-bidi-font-size: 10.0pt">Nel 1975 Mona Hatoum si trova a Londra quando in Libano, suo paese natale, scoppia la guerra civile e l&rsquo;artista viene costretta all&rsquo;esilio. Nella capitale inglese intraprende gli studi e inizia la propria carriera artistica, inizialmente dedicandosi alla performance per poi approdare ad installazioni realizzate con luce, suono, video e oggetti tratti dalla quotidianit&agrave;.</span></p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-bidi-font-size: 10.0pt"></span>&nbsp;</p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-bidi-font-size: 10.0pt">Attraverso le sue opere nozioni geografiche, politiche, storiche legate alla biografia dell&rsquo;artista e alle vicende del popolo palestinese trovano un&rsquo;espressione poetica. Dubbi e questioni vengono sollevate delicatamente e silenziosamente mediante installazioni che mostrano affinit&agrave; stilistiche con l&rsquo;arte minimalista e<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>surrealista.</span></p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-bidi-font-size: 10.0pt"></span>&nbsp;</p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><i><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-bidi-font-size: 10.0pt">Interior Landscape</span></i><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-bidi-font-size: 10.0pt"><span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>in mostra alla fondazione Querini Stampalia di Venezia si compone di 25 opere che mettono in risalto i tratti distintivi del lavoro artistico di Mona Hatoum. Elementi prelevati dall&rsquo;ambito domestico e femminile si mescolano ad altri derivati dal linguaggio della guerra: la familiarit&agrave; e la semplicit&agrave; di oggetti d&rsquo;uso quotidiano assumono connotazioni ambigue e pericolose. Situazioni intime diventano estranianti perch&eacute; messe in relazione all&rsquo;esperienza del conflitto e dell&rsquo;emigrazione: un letto di chiodi, una sedia coperta da una ragnatela, uno zerbino di chiodi. Le numerose cartine geografiche tessute in tappeti o disegnate sui vassoi di cartoni, solitamente utilizzati nelle pasticcerie, dimostrano l&rsquo;impronta che gli eventi storici e politici imprimono nelle cose di tutti i giorni.</span></p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-bidi-font-size: 10.0pt">Emblematica &egrave; l&rsquo;opera <i>Worry Beads</i> che raffigura una collana le cui perle assumono i connotati di palle di cannone. <i>Misbah</i> &egrave; un&rsquo;installazione che occupa una piccola stanza buia: al centro appesa al soffitto ruota una lanterna che proietta alle pareti le sagome di stelle e di soldati che abbracciano il fucile. La lampada solitamente utilizzata nelle camere dei bambini genera in questo caso un sentimento di disorientamento.</span></p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-bidi-font-size: 10.0pt"></span>&nbsp;</p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-bidi-font-size: 10.0pt">Il senso di mistero &egrave; accresciuto dagli interventi dell&rsquo;artista all&rsquo;interno della collezione permanente della Fondazione: tra mobili e oggetti di arredamento s&rsquo;inseriscono quasi impercettibilmente alcune opere e il visitatore si perde tra le meraviglie di questa &ldquo;caccia al tesoro&rdquo;. Sublime una ragnatela di perle in vetro trasparente che unisce delle sedie poste in cerchio in mezzo ad una sala. Tuttavia la bellezza dei fili cristallini potrebbe indicare la solitudine di una sala disabitata dove nessuno si siede pi&ugrave; e un ragno vi ha posto la sua dimora.</span></p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-bidi-font-size: 10.0pt"></span>&nbsp;</p>
<span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: Verdana; mso-bidi-font-size: 10.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA">L&rsquo;essenziale espressione dell&rsquo;artista racchiude una pluralit&agrave; di significati e domande in sospeso che coinvolgono e interrogano lo spettatore: &ldquo;mi piace lasciare le mie opere 'aperte', in modo che possano essere interpretate su pi&ugrave; livelli&rdquo;.</span> <br><br><div align=right>di <i>Anna Musini</i><br>visita il blog <a class=blog href=http://www.exibart.com/blog/blog.asp?idutente=65597><i> diario di bordo</i></a></div>]]></description>
</item>
<item><title><![CDATA[vicissitudine di un piede sano]]></title>
<link><![CDATA[http://www.exibart.com//blog/blogmsg.asp?idblog=4305]]></link>
<guid isPermaLink="false">blog4305</guid>
<description><![CDATA[ <p>C'era una volta un piede sano. Che poteva indossare di tutto: sandaletti, tacchi a spillo, zeppe in sughero e infradito. Finch&egrave; un giorno, in occasione del matrimonio del suo migliore amico, il piede decide coraggiosamente di fare ci&ograve; che le mani praticano nel loro quotidiano e cio&egrave; dedicarsi alla sua cura...</p>

<p>Il <em>pedicure</em> &egrave; un'arte, v&agrave; affrontata con passione e da 'artisti del piede' competenti. Alla stessa stregua del <em>tattoo, </em>ci vuole sensibilit&agrave;, estro e senso di responsabilit&agrave;.</p>

<p>...&nbsp;ebbene,&nbsp;l'inconsapevole piede si sottopone alla tortura pi&ugrave; indelicata di tutta la sua vita, solo per 'apparire' pi&ugrave; bello: viene lavato, ammorbidito, asciugato, ma soprattutto "grattuggiato" come una reale fetta di parmigiano!</p>

<p>Solo che questa volta le piccole scagliette "raspate" sono rappresentate dalla sua pelle, spacciata per morta: il processo &egrave; irreversibile, la rigenerazione cellulare &egrave; un fatto che&nbsp;non gli appartiene pi&ugrave;.</p>

<p>Cos&igrave;&nbsp;lo sventurato piede si ritrova solo, indebolito, ammalorato; forse non si riprender&agrave; pi&ugrave;...</p>

<p>Addio tacchi a spillo;&nbsp;ora anche lo smalto risulta inutile, nascosto dalla gomma da ginnastica! Addio lunghe camminate all'aria aperta, &egrave; stato bello sentirsi attivi!</p>

<p>E' iniziata <em>'la guerra dei duroni'...</em></p>

<p><em>Angela Russo</em></p>

<p>P.S.: se&nbsp;vi garba,&nbsp;vi consiglio&nbsp;un'ottima pedicurista!</p><br><br><div align=right>di <i>Angela Russo</i><br>visita il blog <a class=blog href=http://www.exibart.com/blog/blog.asp?idutente=56699><i> Avant-garde</i></a></div>]]></description>
</item>
<item><title><![CDATA[negazione come presenza]]></title>
<link><![CDATA[http://www.exibart.com//blog/blogmsg.asp?idblog=4304]]></link>
<guid isPermaLink="false">blog4304</guid>
<description><![CDATA[ <p align="center"><font color="#336666">"Architetto della citt&agrave; futura<br />non ci costruirai la tua casa"<br />M. Sarfatti</font></p>

<p><font color="#336666">Dedicati ad Antonio Sant'Elia, questi versi di un'ancor giovane e vergine di Fascismo Margherita Sarfatti, esprimono la negazione che la morte pu&ograve; produrre. La realt&agrave; del futuro non godr&agrave; dell'operato di un uomo che costruiva spazi per uomini. Il progetto rester&agrave; tale: possibilit&agrave;.</font></p>

<p><font color="#336666">Questi versi mi suggeriscono di riflettere sull'inganno a cui ci spinge il concetto di tempo in relazione alla scansione lineare di passato/presente/futuro.&nbsp;La coscienza dell'onnicomprensivit&agrave; del presente ci consente di abbracciare come esistenti entit&agrave; che diciamo rapportarsi all'adesso in termini di prima e dopo, ma che nel momento in cui avvengono sono sempre presenti.&nbsp;<br />La momoria&nbsp;e la proiezione dell'immaginazione sono le labili prove dell'esistenza di passato e futuro. Quando il ricordo e la lungimiranza&nbsp;ci consentono di assorbire&nbsp;la luce del presente come una infinita e puntuale (della dimensione del punto) esistenza, allora i versi di Margherita Sarfatti diventano constatazione priva di aggettivi. La tensione progettuale della esperienza di Sant'Elia esiste, continua ad esistere. La possibilit&agrave; come negazione, si trasforma in possibilit&agrave; del presente, cosa che circola. Il non costruire case&nbsp;diventa possibilit&agrave; di respirare. Aria.</font></p>

<p><font color="#336666">Dedicato &nbsp;agli architetti che non costruscono case.</font></p>

<p><font color="#336666"></font>&nbsp;</p><br><br><div align=right>di <i>emanuela genesio</i><br>visita il blog <a class=blog href=http://www.exibart.com/blog/blog.asp?idutente=21133><i> andando</i></a></div>]]></description>
</item>
<item><title><![CDATA[she lost her island]]></title>
<link><![CDATA[http://www.exibart.com//blog/blogmsg.asp?idblog=4300]]></link>
<guid isPermaLink="false">blog4300</guid>
<description><![CDATA[ <span lang="EN">
<p align="justify">E'&nbsp;strano: trovare la fine qui a Londra attraverso un finale prettamente italiano&hellip;</p>

<p align="justify">... e&nbsp;lo spunto mi &egrave; arrivato da una storia realmente accaduta quest&rsquo;ultimo fine settimana. Ancora una volta sono arrabbiata, per niente sbalordita, del tutto motivata ad agire&hellip; E mi risuona nella testa un advertisement, che leggo tutti i giorni alla fermata dell&rsquo;autobus, mentre aspetto impaziente il primo mezzo della giornata:</p>
<span lang="EN">
<p align="center"><em>Snooze button. </em></p>

<p align="center"><em>Don&rsquo;t want to go to work.</em> </p>

<p align="center"><em>Curse the alarm clock. </em></p>

<p align="center"><em>But the alarm clock doesn&rsquo;t determine what you&rsquo;re doing today. </em></p>

<p align="center"><em>You do it.</em></p>
<span lang="EN">
<p align="center"><em>Life is the most important thing anyone has. </em></p>

<p align="center"><em>What are you doing with yours?</em></p>
</span>
<p align="justify">U<span lang="EN">na nuova ragazza italiana &egrave; sopraggiunta al college, Gloria, nome appropriato per chi, come lei, ha gi&agrave; il destino segnato da infinite possibilit&agrave; in campo lavorativo. Padre imprenditore, madre mantenuta, viene a studiare l&rsquo;inglese per subentrare ben presto al padre nell&rsquo;impresa di "famiglia".</p>

<p align="justify">Scuole private, insegnanti dello stesso rango, amici del rango medesimo, Gloria ti risulta subito innocua, appena la conosci, poi, scambiate appena due parole, la situazione diventa chiara, anzi splendente, e decidi che &egrave; giunta l&rsquo;ora di cambiare aria, che una cos&igrave; non la frequenteresti neanche per gioco.</p>

<p align="justify">L&rsquo;ho capito il secondo giorno quando, scendendo la rampa pi&ugrave; trafficata del college, me la sono ritrovata al piano di sotto che piangeva, mentre parlava al telefono. Ancora all&rsquo;oscuro di tutto un mondo sconosciuto per me, mi fa subito tenerezza e, con atteggiamento materno, le sono vicina, offrendole il mio appoggio.</p>

<p align="justify">Le &egrave; morta un&rsquo;amica, in quel di Siena, una ragazza di appena 20 anni, che, recatasi ad un <em>rave party</em> in una cittadina di 3000 anime vicino la pi&ugrave; grande citt&agrave;, ha osato troppo tra alcohol e droga ed &egrave; andata in crisi cardiaca. E fin qui la tenerezza continua, finch&egrave; d&rsquo;mprovviso Gloria scopre il suo mondo e rivela le innumerevoli nefandezze della societ&agrave; per bene in cui sta crescendo. La cosa sbalorditiva &egrave; per&ograve; la sua totale inconsapevolezza riguardo ci&ograve; che dice perch&eacute;, abituata sin da piccola, l&rsquo;<em>assuefazione</em> a certi riti di illegittima consuetudine si &egrave; radicata in lei rendendola per certi aspetti persino innocente. </p>

<p align="justify">Ancora una volta il Nord, che ostenta la sua faccia pulita al pubblico del Meridione, non riesce a mantenere il segreto di uno spirito malvagio e assassino. E la mia schiaffeggiata citt&agrave;, oramai impotente dopo decenni d&rsquo;inquisizione, ancora una volta non possiede il potere di reagire e continua a soffrire&hellip;</p>

<p align="justify"><em>Angela Russo</em></p>

<p align="justify"><em>Londra, 28 settembre 2008</em></p>
</span><font size="2">
<p align="justify"><span lang="EN">&nbsp;</p>
</span></font></span></span><br><br><div align=right>di <i>Angela Russo</i><br>visita il blog <a class=blog href=http://www.exibart.com/blog/blog.asp?idutente=56699><i> Avant-garde</i></a></div>]]></description>
</item>
<item><title><![CDATA[here he comes...]]></title>
<link><![CDATA[http://www.exibart.com//blog/blogmsg.asp?idblog=4303]]></link>
<guid isPermaLink="false">blog4303</guid>
<description><![CDATA[ <p>Sembra accreditata la presenza di Marco Cattelan al concorso TalentPrize! Per rispondere a Giovanni Levi, si..............lo sapevo!;)&nbsp;O meglio, l'avevo sentito ma prima volevo esserne sicura! ora, tramite l'ufficio stampa, ne ho quasi la certezza, sono sempre un p&ograve; vaghi! domani scriver&ograve; agli organizzatori dell'evento, cercando di capire...ne ho parlato anche con altri appassionati e sembra pi&ugrave; che accreditata! Spero di vedere qualcosa di nuovo perch&egrave; sul sito ufficiale non hanno caricato nemmeno le opere precedenti! Giovanni, per caso sai chi lo cura? Ho visto che il commento biografico appartiene ad un certo Kauffmann, &egrave; lui il curatore?!</p>

<p>Qui &egrave; sempre un mistero e spesso ti scoraggi...;( Penso l'idea di aprire un altro blog su di lui sia pi&ugrave; che positiva, ne sono contenta cos&igrave; si potrebbe scambiarsi anche qualche informazione e, perch&egrave; no, trovarsi... Per&ograve; vorrei fosse chiaro che se mai si venisse a creare un fans' club, sarei io a curarlo, che ne dici?</p><br><br><div align=right>di <i>Lucrezia Fappani</i><br>visita il blog <a class=blog href=http://www.exibart.com/blog/blog.asp?idutente=63365><i> Marco Cattelan</i></a></div>]]></description>
</item>
<item><title><![CDATA[caro consigliere non si scaldi...]]></title>
<link><![CDATA[http://www.exibart.com//blog/blogmsg.asp?idblog=4302]]></link>
<guid isPermaLink="false">blog4302</guid>
<description><![CDATA[ 
Un consigliere comunale di Trieste, un <a href="http://www.retecivica.trieste.it/new/default.asp?tabella_padre=sezioni&amp;ids=3&amp;tipo=-&amp;pagina=consiglio_scheda.asp&amp;consigliere=21">integerrimo sbirro</a> in pensione che porta vecchiette e disabili a Medjugorie, ha fatto un'interpellanza al sindaco ed un esposto alla Procura per il manifesto d'artista di Massimo Deganutti esposto nel progetto di <span style="font-style: italic;">public art</span> dell'attivissimo Gruppo 78. La colpa? Oscenit&agrave;. Ci sono esposte due donne a seno nudo, ed il consigliere non vuole che il suo comune dia il patrocinio a cose che potrebbero turbare la cittadinanza. <br />Per&ograve;, caro consigliere, lei deve essere proprio molto macho per scaldarsi per questa immagine. Se siete, come me, invidiosi potete <a href="mailto:salvatoreporro@comune.trieste.it">scrivergli</a> per fargli i complimenti...<style type="text/css">body {  	background: #FFF;  }  </style>
  
<style type="text/css">
body {
	background: #FFF;
}
</style>
<br><br><div align=right>di <i>daniele capra</i><br>visita il blog <a class=blog href=http://www.exibart.com/blog/blog.asp?idutente=19709><i> contrappunti sparsi</i></a></div>]]></description>
</item>
<item><title><![CDATA[un pensiero . sull'esperienza]]></title>
<link><![CDATA[http://www.exibart.com//blog/blogmsg.asp?idblog=4301]]></link>
<guid isPermaLink="false">blog4301</guid>
<description><![CDATA[ <p><font color="#333333">Da Calvino leggo un pensiero che coincide (si modella) con la forma della mia mente e che racconto senza citare. </font></p>

<p><font color="#333333">I grandi scrittori (i grandi artisti) regalano l'esperienza senza fossilizzarla, lasciando che il senso di assoluto&nbsp;traspiri e viva come desiderio&nbsp;in chi lo riceve.</font></p><br><br><div align=right>di <i>emanuela genesio</i><br>visita il blog <a class=blog href=http://www.exibart.com/blog/blog.asp?idutente=21133><i> andando</i></a></div>]]></description>
</item>
<item><title><![CDATA[foto dello spettacolo]]></title>
<link><![CDATA[http://www.exibart.com//blog/blogmsg.asp?idblog=4298]]></link>
<guid isPermaLink="false">blog4298</guid>
<description><![CDATA[ <br><br><div align=right>di <i>emanuela genesio</i><br>visita il blog <a class=blog href=http://www.exibart.com/blog/blog.asp?idutente=21133><i> andando</i></a></div>]]></description>
</item>
<item><title><![CDATA[da "il mondo come volontà e rappresentazione" schopenahuer]]></title>
<link><![CDATA[http://www.exibart.com//blog/blogmsg.asp?idblog=4293]]></link>
<guid isPermaLink="false">blog4293</guid>
<description><![CDATA[ <div>"Se adunque &egrave; fine di tutte le arti il comunicar la percepita idea, la quale appunto per</div>
<div>l'interposizione dello spirito dell'artista, in cui apparisce purificata e isolata, diventa alfine</div>
<div>accessibile anche a chi abbia ricettivit&agrave; pi&ugrave; debole, e nessuna produttivit&agrave;; se inoltre &egrave; nell'arte da</div>
<div>rigettarsi il muover dal concetto; non potremo per conseguenza approvare, che un'opera d'arte sia</div>
<div>intenzionalmente e palesemente destinata all'espressione d'un concetto: com'&egrave; il caso dell'allegoria.</div>
<div>Un'allegoria &egrave; un'opera d'arte, la quale significa alcunch&eacute; di diverso da quel che rappresenta. Ma ci&ograve;</div>
<div>che &egrave; intuitivo, e quindi anche l'idea, si esprime da s&eacute; in modo diretto e compiuto, n&eacute; ha bisogno di</div>
<div>altro intermediario, dal quale esso venga significato velatamente. Quel che in tal modo viene</div>
<div>adunque significato e rappresentato mediante alcunch&eacute; di affatto diverso, non potendo esso</div>
<div>medesimo venire offerto all'intuizione, &egrave; sempre un concetto. Con l'allegoria viene quindi ognora</div>
<div>significato un concetto, e per conseguenza la mente dello spettatore &egrave; condotta lungi dall'offertale</div>
<div>rappresentazione intuitiva verso un'altra astratta, non intuitiva, che sta tutta fuori dell'opera d'arte:</div>
<div>cos&igrave; il quadro o la statua devono compiere quel che compie, solo in modo pi&ugrave; completo, la scrittura.</div>
<div>Quel che per noi &egrave; il fine dell'arte &mdash; rappresentazione dell'idea percepibile solo intuitivamente &mdash;</div>
<div>non &egrave; quivi pi&ugrave; il fine. Per la mira, a cui nell'allegoria si tende, non &egrave; neppur necessaria una gran</div>
<div>perfezione dell'opera d'arte: basta che si vegga che cosa sia l'oggetto; perch&eacute;, una volta trovato</div>
<div>questo, lo scopo &egrave; raggiunto, e lo spirito &egrave; condotto verso una rappresentazione di tutt'altra natura,</div>
<div>verso un concetto astratto che era appunto il fine proposto. Allegorie nell'arte figurativa non sono</div>
<div>perci&ograve; altro che geroglifici: il pregio artistico, che d'altronde possono avere come rappresentazioni</div>
<div>intuitive, non appartiene loro in quanto sono allegorie, ma per un altro verso. Che la Notte del</div>
<div>Correggio, il Genio della Fama di Annibale Carracci, le Ore del Poussin siano bellissime pitture, &egrave;</div>
<div>cosa affatto indipendente dall'essere allegorie. Come allegorie non dicono pi&ugrave; di un'iscrizione &mdash;</div>
<div>anzi piuttosto meno. Siamo qui richiamati alla distinzione, fatta pi&ugrave; sopra, tra il senso reale e il</div>
<div>nominale d'un quadro. Il nominale &egrave; qui appunto l'allegorico, come, per esempio, il Genio della</div>
<div>Fama; il reale &egrave; ci&ograve; che in effetti vien rappresentato: nel caso presente, un bel giovane alato, con bei</div>
<div>fanciulli intorno. Questo esprime un'idea: ma cotal senso reale agisce solo fin che sia posto in oblio</div>
<div>il senso nominale, allegorico; basta pensarvi, perch&eacute; l'intuizione si allontani e un concetto astratto</div>
<div>occupi lo spirito: ora il passaggio dall'idea al concetto &egrave; sempre una caduta. S&igrave;, quel senso nominale,</div>
<div>quell'intenzione allegorica fa spesso danno al senso reale, alla verit&agrave; intuitiva: come, per esempio,</div>
<div>l'innaturale luce nella Notte del Correggio, la quale, per quanto ben dipinta, tuttavia &egrave; motivata solo</div>
<div>dall'allegoria, ed in realt&agrave; impossibile. Se quindi un quadro allegorico ha pregio d'arte, questo &egrave; del</div>
<div>tutto separato e indipendente dall'ufficio dell'allegoria: un'opera siffatta serve insieme a due scopi,</div>
<div>ossia all'espressione d'un concetto e all'espressione di un'idea, ma esclusivamente il secondo pu&ograve;</div>
<div>essere un fine dell'arte, mentre l'altro &egrave; uno scopo estraneo; &egrave; la piacevolezza scherzosa, di far che</div>
<div>un quadro serva in pari tempo come un'iscrizione, un geroglifico: piacevolezza inventata a</div>
<div>vantaggio di coloro per cui &egrave; muta l'essenza vera dell'arte. Gli &egrave; allora come se un'opera d'arte fosse</div>
<div>in pari tempo un arnese d'utilit&agrave; pratica, nel qual caso anche serve a due scopi: per esempio una</div>
<div>statua, che sia insieme candelabro o cariatide, o un bassorilievo, che sia contemporaneamente scudo</div>
<div>d'Achille. Sinceri amici dell'arte non gusteranno n&eacute; l'una n&eacute; l'altro. &egrave; vero, che un'immagine</div>
<div>allegorica pu&ograve; appunto in questa sua qualit&agrave; produrre un vivo effetto sull'animo: ma l'effetto</div>
<div>medesimo produrrebbe, in circostanze eguali, anche un'iscrizione. Cos&igrave;, per esempio, se nell'animo</div>
<div>d'un uomo sia fermamente e fortemente radicata la brama della gloria, ed egli guardi alla gloria</div>
<div>come a sua legittima propriet&agrave;, a lui negata sol finch&eacute; ei non abbia prodotto i titoli del suo possesso;</div>
<div>e quest'uomo venga davanti al Genio della Fama coronato d'alloro; tutto il suo animo ne sar&agrave;</div>
<div>infervorato, e la sua energia spronata all'azione. Ma non accadrebbe altrimenti, se d'un tratto e'</div>
<div>leggesse grande e chiara sulla parete la parola &laquo;gloria&raquo;. Oppure, se un uomo abbia svelata una</div>
<div>verit&agrave;, la quale sia importante o come regola per la vita pratica, o come cognizione per la scienza,</div>
<div>ma non trovi fede; agir&agrave; profondamente su di lui un'immagine allegorica del Tempo, che alzi il velo</div>
<div>e scopra la verit&agrave; nuda. Ma non altrimenti agirebbe il motto: &laquo;Le temps d&eacute;couvre la v&eacute;rit&eacute;&raquo;.</div>
<div>Imperocch&eacute; ci&ograve; che quivi propriamente agisce &egrave; sempre il solo pensiero astratto, e non la cosa</div>
<div>intuita."</div>
<div>Schopenahuer, "Il mondo come volont&agrave; e rappresentazione".&nbsp;</div>

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}
</style>

<br><br><div align=right>di <i>ciro d' alessio</i><br>visita il blog <a class=blog href=http://www.exibart.com/blog/blog.asp?idutente=29316><i> Arte e filosofia</i></a></div>]]></description>
</item>
<item><title><![CDATA[il vuoto]]></title>
<link><![CDATA[http://www.exibart.com//blog/blogmsg.asp?idblog=4297]]></link>
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<description><![CDATA[ <p><font color="#336666">Dopo il blog per la cura del progetto di Carlo Maria Maggia, torno a "Il Vuoto", una performance realizzata per Zooart 2008 insieme a Maya (performer e digital artist), Massimiliano Amatruda (musicista Jazz) e Chiara DEstefanis (stilista). Io ho servito la creazione attraverso la scrittura del testo, la regia (con proiezioni da miei inchiostri di china) e con la voce fuori campo. Il suono, le parole e le immagini e il corpo raccontavano l'incontro con il pensiero del vuoto nelle contraddizioni esistenti tra oriente e occidente.</font></p>

<p><font color="#336666">Da quel "Vuoto" parto oggi per un nuovo viaggio, di cui seguir&ograve; le tracce attraverso questo blog. Nei tempi che sentir&ograve;. In ascolto del caso, di ci&ograve; che dall'esterno diventer&agrave; interno.</font></p><br><br><div align=right>di <i>emanuela genesio</i><br>visita il blog <a class=blog href=http://www.exibart.com/blog/blog.asp?idutente=21133><i> andando</i></a></div>]]></description>
</item>
<item><title><![CDATA[titolo in italiano or english title?]]></title>
<link><![CDATA[http://www.exibart.com//blog/blogmsg.asp?idblog=4295]]></link>
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<description><![CDATA[ 
            <span class="Apple-style-span" style="font-family: monospace; font-size: 13px; white-space: pre-wrap;">Sto lavorando come curatore ad alcune mostre di arte contemporanea che si faranno in autunno. Una delle cose che pi&ugrave; mi mette in difficolt&agrave; e decidere non tanto il titolo -che &egrave; sempre la sintesi tra istanze differenti- ma se sar&agrave; in italiano o in inglese. <span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana,sans-serif; font-size: 13px; white-space: normal; line-height: 20px;"><span style="font-family: monospace;">E'</span></span> indubbio che l&rsquo;inglese ha una maggiore incisivit&agrave; (&egrave; una lingua ricca di monosillabi), mentre la nostra lingua &egrave; molto pi&ugrave; suggestiva e complessa. L&rsquo;inglese tende infatti ad essere rapido, ed in pi&ugrave;, grazie alla forza economica, politica e tecnologica delle nazioni che lo parlano, gode del vantaggio di suonare al passo coi tempi, all&rsquo;avanguardia. Al contrario l&rsquo;italiano sembra convenzionale, scontato, e lento, un po&rsquo; come &egrave; il nostro Bel Paese.&nbsp;</span>      
<div><span class="Apple-style-span" style="font-family: monospace; font-size: 13px; white-space: pre-wrap;">Dispiace, e come. Purtroppo viviamo in un luogo che ha per lo pi&ugrave; perso la capacit&agrave; di creare novit&agrave;, pensiero contemporaneo, e la lingua ne &egrave; specchio. Ascoltate ad esempio la lingua standard, in bocca tanto ai ggiovani quanto alle generazioni di mezzo, in cui abbondano ad esempio le parole <span style="font-style: italic;">card</span>, la quasi desinenza <span style="font-style: italic;">day</span>, <span style="font-style: italic;">opening</span> quando ci sono gli equivalenti italiani. Brividi.</span></div>      
<div><span class="Apple-style-span" style="font-family: monospace; font-size: 13px; white-space: pre-wrap;">I titoli? Speriamo l&rsquo;italiano tenga. Mal che vada ci pensa pap&agrave; latino.  </span>    <style type="text/css">  body {  	background: #FFF;  }  </style>
                            
<div><font class="Apple-style-span" size="3" face="monospace"><span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; white-space: pre-wrap;"><br /></span></font></div>  <style type="text/css">  body {  	background: #FFF;  }  </style>
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        </div>  <style type="text/css">  body {  	background: #FFF;  }  </style>
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</style>
<br><br><div align=right>di <i>daniele capra</i><br>visita il blog <a class=blog href=http://www.exibart.com/blog/blog.asp?idutente=19709><i> contrappunti sparsi</i></a></div>]]></description>
</item>
<item><title><![CDATA[«giotto o non giotto?»]]></title>
<link><![CDATA[http://www.exibart.com//blog/blogmsg.asp?idblog=4296]]></link>
<guid isPermaLink="false">blog4296</guid>
<description><![CDATA[ <p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span class="titolo"><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA">SECONDO FO &laquo;GIOTTO ERA <b>TROPPO</b></span></span><b><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"><br /><span class="titolo">GIOVANE</span></span></b><span class="titolo"><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"> PER POTER AVERE UN INCARICO</span></span><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"><br /><span class="titolo">COSI' IMPORTANTE NELLA BASILICA DI ASSISI&raquo;</span><br /><br /><span class="titolo">&nbsp;Il grande artista av</span><span class="titolo">rebbe dovuto esibirsi </span><span class="titolo">avanti alla Basilica maggiore. </span></span><span class="titolo"><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA">&laquo;<st1:personname w:st="on" productid="La Curia">La Curia</st1:personname> preferisce </span></span><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"><span class="titolo">le canzonette </span><span class="titolo">alla storia dell&rsquo;arte&raquo;.</span></span></p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt">&nbsp;</p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt">Domenico Sorrentino, presule delle 63 parrocchie di Assisi, lo ha detto a chiare lettere a Dario Fo<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>premio Nobel di cambiar aria, di portare altrove lo spettacolo &laquo;Giotto o non Giotto?&raquo;, che avrebbe dovuto andare in scena nella piazza davanti alla basilica superiore di Assisi.</p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt">&nbsp;</p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt">Perch&eacute; il veto? </p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt">Qualche motivo di natura religiosa, neppure troppo sorprendente in un autore come Fo, mai troppo tenero con il clero? </p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt">Tutt&rsquo;altro: a irritare il vescovo Sorrentino &egrave; il contenuto &laquo;culturale&raquo; del monologo, nel quale Fo afferma che gli affreschi della basilica con le storie di San Francesco non sono attribuibili a Giotto come vorrebbe la tradizione. </p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt">&nbsp;</p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt">Cos&igrave; la terra di Francesco respinge oltre i confini della Curia la disputa artistico-culturale sulla paternit&agrave; del ciclo pittorico della navata della basilica e difende a tutti i costi una verit&agrave; artistica un po&rsquo; traballante.</p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt">&nbsp;Lo fa il vescovo, che trova molti concittadini disposti a seguirlo. &laquo;Gli affreschi non sono di Giotto? A che serve questa verit&agrave; - si chiedono - Tanto i pellegrini non lo saprebbero mai e serve soltanto a far crollare una magnifica illusione agli ultimi poveri assisani. Che ce la lascino, questa illusione...&raquo;.</p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt">&nbsp;</p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span class="articolo">Replica, amareggiato, Dario Fo: &laquo;Questo &egrave; il segno dei tempi. </span></p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span class="articolo">E' davvero un'espressione di quel retrivo conservatorismo culturale per il quale ogni alterazione dello status quo diventa un atto di blasfemia&raquo;. </span></p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span class="articolo">Per Dario Fo il veto del vescovo allo spettacolo - un monologo di cinque ore in due serate - altro non &egrave; che una forma di &laquo;censura preventiva&raquo;.</span></p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt">&nbsp;</p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span class="articolo">. E intanto, nella stessa piazza, era stato montato il palco, le luci, gli amplificatori per il concertone del 12 giugno, con Renato Zero, Raf, Tiziano Ferro. </span><br /><span class="articolo">&laquo;Vanno bene le canzonette di fronte alla basilica di San Francesco, vanno bene le ragazze danzanti e perfino i numeri da cabaret ma, per favore, niente storia dell'arte&raquo;, attacca, con una battuta, il figlio di Dario, Jacopo. Che spiega: &laquo;Ancora una volta un malinteso senso del sacro porta le gerarchie ecclesiastiche a praticare la censura&raquo;. </span></p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span class="articolo"></span>&nbsp;</p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span class="articolo">Eppure, Dario Fo, che da perfezionista qual &egrave; si &egrave; documentato per quattro anni prima di decidere di portare in scena il contestato spettacolo, non &egrave; n&eacute; il primo n&eacute; il solo a sostenere che i dipinti di Giotto non sono di Giotto.</span></p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span class="articolo"></span>&nbsp;</p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span class="articolo">Sulla questione Giotto-non Giotto, Dario Fo - da Cesena dove si trova da qualche giorno per le prove dello spettacolo, previsto in anteprima nazionale per il 2 e 3 luglio - trova il tempo, di discettare su questioni propriamente tecniche: &laquo;In primo luogo Giotto era troppo giovane per poter avere un incarico cos&igrave; importante, anche se bisogna riconoscere che in un'epoca in cui a cinquant'anni si era gi&agrave; considerati vecchi, a venticinque si poteva a buon diritto ritenersi uomini decisamente maturi&raquo;.</span></p>
<span class="articolo"></span>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><br /><span class="articolo">Quanto allo stile pi&ugrave; di un elemento indurrebbe a credere che sia stata la mano di Cavallini e non quella di Giotto a realizzare il ciclo pittorico: &laquo;Basti pensare - si infiamma Fo - alla tecnica di stesura del colore, alle ombre, alle velature, all'uso dell'appretto&raquo;. </span></p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span class="articolo"></span>&nbsp;</p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span class="articolo">Dario Fo del suo studio su Giotto potrebbe andar avanti a parlare per ore. </span></p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span class="articolo">Ha studitao tutto nei minimi dettagli, per giorni, mesi, anni. </span></p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span class="articolo">L'unica cosa che forse gli &egrave; sfuggita, quella cui non si &egrave; ancora abituato (&laquo;nonostante alla censura ho ormai un allenamento di sessant'anni&raquo;), &egrave; proprio il rischio dell'esilio, l'ostracismo dettato dalla paura di una qualche grana.</span></p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span class="articolo">Nei primi anni del XX secolo gli storici dell&rsquo;arte tendevano ad attribuire a pittori conosciuti quadri e affreschi, come ad esempio il ciclo di affreschi della basilica di Assisi.</span></p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span class="articolo"></span>&nbsp;</p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span class="articolo"></span>&nbsp;</p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><br /><span class="articolo">I dubbi.</span></p>

<p><span class="articolo">Bruno Zanardi, restauratore della Basilica di Assisi dopo il terremoto del 1997 e storico dell&rsquo;arte, a mettere in discussione la tesi vasariana dell&rsquo;attribuzione a Giotto degli affreschi della vita di San Francesco della Basilica Superiore. </span></p>

<p><span class="articolo">Zanardi riconobbe la mano di un pittore di scuola romana, forse Pietro Cavallini, l&rsquo;unico grande pittore gotico stranamente assente dal Cantiere di Assisi.</span><br /><span class="articolo">L&rsquo;attribuzione di Zanardi fu avvalorata da Federico Zeri, uno dei pi&ugrave; grandi storici dell&rsquo;arte.</span></p><br><br><div align=right>di <i>"Nel poeta e nell'artista c'è l'infinito."</i><br>visita il blog <a class=blog href=http://www.exibart.com/blog/blog.asp?idutente=5268><i> VOCAZIONE  VAGABONDO</i></a></div>]]></description>
</item>
<item><title><![CDATA[all the truth!]]></title>
<link><![CDATA[http://www.exibart.com//blog/blogmsg.asp?idblog=4292]]></link>
<guid isPermaLink="false">blog4292</guid>
<description><![CDATA[ <p>Tramite amici di famiglia comuni, sono riuscita ad avere infromazioni su di lui... e ne ho elaborata una breve biografia...</p>

<p>Spero vi affascini come ha fatto con me...</p>

<p>Marco Cattelan nasce a Padova l' 1 novembre 1983, da una famiglia d' origine ebraica e vive tra Padova e Venezia. Gi&agrave; due anni dopo la madre, donna molto giovane, che lo partorisce a 17 anni &laquo;una vera bambina viziata ed immatura&raquo; , si rifugia dal padre, il nonno materno, un esponente politico di rilievo della Sinistra patavina. La casa del nonno, dove l'artista &egrave; vissuto a periodi alterni fino all'et&agrave; di otto anni, circondato dalle tenerezze e l'affetto dei nonni materni, sar&agrave; il primo paradiso perduto, rimpianto da Marco Cattelan.</p>

<p>Nel 1991 viene a mancare il nonno paterno, un proprietario terriero del padovano, e la madre gli impedisce di partecipare alla cerimonia. Bruno, il nonno, per il poco tempo che aveva potuto passare col nipote, gli si era molto legato. E' ancora vivido il ricordo, nella memoria di Marco, della madre che in preda ad un attacco di isteria caccia il padre, ritenendo la partecipazione del bimbo al funerale una cosa superflua.</p>

<p>Nel 1992 si trasferisce con la sorella nella casa paterna. Il padre, un' imprenditore, nel frattempo si &egrave; risposato, e la conoscenza con la madre adottiva, inizialmente dura e difficile, finisce per essere il secondo paradiso perduto dell' artista. Ma solo in ordine di tempo, non di importanza. La madre adottiva, considerata dal ragazzo l'unica e vera madre, riesce a fargli capire cosa sia effettivamente l' affetto materno.</p>

<p>Marco frequenta poi le scuole private. Per lui saranno l'ennesima enclave felice prima del passaggio al liceo linguistico, dove la sua visione semplice e naif del mondo si riscontra per l'ennesima volta con la crudezza della societ&agrave; e del mondo che lo circonda. Compagni con le storie familiari pi&ugrave; variegate e con problemi economici lo ritengono un privilegiato, relegandolo cos&igrave; al confino.</p>

<p>All'inizio &egrave; difficile, poi l'interesse per la pittura, la lettura e lo sport fanno si che le sue frustrazioni vengano incanalte in qualcosa di costruttivo.</p>

<p>La madre adottiva&nbsp;&egrave; diventato ormai il suo punto di riferimento. Grazie ad essa il ragazzo viaggia molto e viene in contatto con nuove realt&agrave; linguistiche nonch&egrave; culturali. Vive in Danimarca, dove studia, ad Haarby. Copenaghen gli piace, ma il clima lo spinge a tornare in Italia. Passa poi a Londra. Vive a Soho, il quartiere pulsante e vivo della citt&agrave; sia dal punto di vista culturale che del commercio.</p>

<p>Teatri, cinema, locali alla moda. Il paese dei balocchi per un ragazzo nato e cresciuto in una piccola citt&agrave;.</p>

<p>L' ambire all'indipendenza dai genitori e l' incontro con un talent scout di una famosa agenzia di moda di Milano, portano Marco ad intraprendere la carriera del modello a 17 anni. Ma per poco. Gi&agrave; all' et&agrave; di 18 anni non frequenta pi&ugrave; il mondo della moda, la sporcizia e la promiscuit&agrave; dell'ambiente lo disgustano.</p>

<p>Finito il liceo intraprende gli studi giuridici. Per tre anni prosegue senza problemi. nel 2005 la partecipazione ad un concorso di bellezza, gli da una popolarit&agrave; oltre le sue aspettative. La sua vita cambia. E non solo per il concorso. La madre divorzia dal padre. E'&nbsp;il secondo addio di Marco a quella sicurezza materna nella quale ormai si era annullato. Ora &egrave; costretto a camminare da solo, ed intraprendere per la prima volta il suo percorso di crescita individuale che lo porter&agrave; a realizzare i dipinti del 2006 e 2007.</p>

<p>Complice la fine della sessione estiva di esami, il ragazzo a fine maggio parte. Si rifugia in Corsica, presso la propriet&agrave; di un' amica della madre. Qui si dedica all' equitazione ed al nuoto, sports che pratica fin da piccolo. Questo stacco gli serve per ritrovare s&eacute; stesso. Nonch&egrave; per riflettere sulla forza che scopre di avere. La vita a Calv&igrave; trascorre serenamente, i soldi con cui era partito senza dir nulla alla famiglia finiscono. Trova lavoro come barista presso un camping che oltre ad un buon stipendio gli da vitto ed alloggio assicurato. Ci&ograve; gli permette di proseguire con lo stile di vita a cui &egrave; abituato.</p>

<p>Sul finire di agosto dello stesso anno, la madre fa capolino a Calv&igrave;, cerca di far capire al ragazzo le motivazioni che l' hanno spinta a lasciare il padre e dimostra di essergli pi&ugrave; vicina dopo questo distacco. In una settimana di confessioni fatte sotto il cielo corso, terso di nitide stelle (sostiene da sempre che le stelle corse siano molto pi&ugrave; visili nel cielo dell' incontaminata corsica, rispetto all'uggioso e nebbioso clima di Venezia) il distacco si ricuce. Ora i due sono molto pi&ugrave; legati. A sugellare il momento, Marco compra due anelli e regala alla madre uno dei due, un anello d' oro bianco con incisa la data in cui &egrave; partito per questo viaggio. L'altro, il gemello, lo tiene per s&eacute;, per ricordarsi per sempre di ci&ograve; che ha raggiunto. Un viaggio andato a buon fine poich&egrave; ha ottenuto ci&ograve; che cercava, la consapevolezza di s&eacute; stesso e la serenit&agrave;.</p>

<p>La madre torna, ma il ragazzo si intrattiene ancora fino alla fine di settembre. Le viette di Calv&igrave; sono molto simili a quelle di saint Tropez dove il ragazzo trascorreva gran parte del periodo estivo sina da piccolo. Qui artisti si riuniscono per dipingere, ritrarre...E' un mercato vivo e brulicante di vita. Marco &egrave; molto introverso ma ama la confusione dei luoghi affollati. Necessaria per farlo sentire vivo. Deve smettere di riflettere, pensare immaginare nuovi quadri ed opere. La sua immaginazione &egrave; infatti molto fervida e l'unica connessione con il mondo che lo circonda &egrave; la confusione che lo riporta a connettersi con il macrocosmo in cui si trova. Questa &egrave; la sua particolarit&agrave;, &egrave; un universo racchiuso in una persona, pronto ad espolodere sulla tela in qualsiasi momento.</p>

<p>Questo primo contatto con l'arte moderna ha breve durata perch&eacute; il giovane deve poi tornare in Italia per riprendere gli studi. Nel 2006, un famoso istituto bancario gli chiede di entrare come consulente nel suo organico. La madre, una famoso consulente finanziario, le suggerisce di accettare la proposta. Gli affari prosperano e questa agiatezza gli consente di partecipare a numerosi corsi di accademie private e dell'accademia veneziana di belle arti. Gli studi giuridici sono congelati. Il ragazzo riesce ad acquistare numerosi quadri di pittori figurativi e astratti contemporanei. Influenzata da Klimt, la tavolozza del pittore &laquo;dilettante&raquo; diventa pi&ugrave; chiara; nel 2007 una sua opera viene esposta prima a Madrid poi in Venezuela, nelle gallerie del Milionario petroliere Fusaro, con la cui figlia pi&ugrave; giovane, Cattelan ha una liaison. In questo periodo la vita dell'artista diventa itinerante tra l' Italia e la Spagna. Salamanca, un quartiere di Madrid, diventa la sua seconda casa. L'ambiente &egrave; il medesimo che aveva trovato a Londra, ma le persone sono molto pi&ugrave; calde. Conosce gli artisti pi&ugrave; disparati, sia delle belle arti, che del cinema che della discografia.</p>

<p>Conosce Pedro Almodovar di cui diventa subito un grande fan e a cui dedicher&agrave; un suo quadro. La nonna paterna, Teresa, infatti &egrave; stata eletta negli anni '60 miss Cinema al concorso di Miss Italia, ed incoronata da Sofia Loren e Marcello Mastroianni ha rappresentato la bellezza italiana dell'epoca in molte riviste di moda e di bellezza. Ha poi vissuto la Dolce Vita romana, fino al matrimonio col marito Bruno Cattelan, che l'ha vista scomparire dalle scene pubbliche. Il quadro prodotto da Marco ritrae la nonna in quegli anni, in un abito indossato anche dalla cantante italiana Mina, grande icona di stile per lo spagnolo Pedro.</p>

<p>&nbsp;Nel 2008 la storia con Eleonora Fusaro finisce e Marco torna stabile in Italia. Conosce Elena Molena, una pittrice e scultrice, di cui diventa alunno. Con lei approfondisce l'astrattismo e rimane impressionato da Chagall e Klee. Apprende che ci&ograve; che vuole trasmettere con la sua arte, e quindi ci&ograve; su cui vuole puntare &egrave; la sostanza delle cose pi&ugrave; che la luce e la perfezione della rappresentazione con cui possono essere rese.</p>

<p>Alla fine del 2008, Cattelan non riesce a rinunciare al fascino di Madrid, citt&agrave; di cui &egrave; ormai innamorato e si reca per due settimane a Salamanca, il quartiere in cui vive la sorella maggiore di Eleonora, Alessia Fusaro, presso la quale alloggia per la durata del suo soggiorno. Conosce e diventa amico di Pedro Caldeira jr., un famoso designer portoghese, anch'esso di origine ebraica, figlio del banchiere portoghese Pedro Caldeira. Tra i due si stringe una forte amicizia e Marco viene influenzato oltre che dall'immagine elegante dei pittori madrileni, dalla passione per Frida Khalo della Fusaro (che tempesta la sua casa di opere dell'artista) anche dalla rigidit&agrave; delle forme architettoniche dell'opera del Caldeira.</p>

<p><br />Dolci, compatte e vellutate, ma allo stesso tempo inquietanti (almeno le prime) le opere eseguite dall' artista lasciano intravedere sprazzi di colore rivelatori. Rivelatori dell'ingordigia di vita che Cattelan non nega ed anzi asseconda, sostenendo che le passioni non assecondate, uccidono.</p>

<p>Bisogner&agrave; per&ograve; attendere l'anno seguente, il 2009, per vedere il suo stile prendere consistenza. Infatti, molto presto Marco Cattelan intende l'arte non come semplice rappresentazione della realt&agrave; (come era stato per i realisti o naturalisti fiamminghi), bens&igrave; come indagine che svela i meccanismi pi&ugrave; profondi e nascosti della natura umana. L'ultima metamorfosi del suo stile &egrave; profondamente caratterizzata dall' influenza dei mosaici degli hamam turchi, i suoi dipinti assumono infatti una fisionomia nuova caratterizzata da una tecnica "neodivisionista" costituita da pennellate puntiformi poste a formare una fitta e omogenea tessitura cromatica. Il tutto reso meno rigido da influenze chagalliane, molto forti nell'autore. Minuscole pennellate dense di colore che immergono l'immagine in una luce particolare, tersa di storia e fascino; segnata da tonalit&agrave; oro e colori caldi giallo-arancio che appaiono in continuo movimento: come un raggio di luce che si riflette attraverso le vetrate biombate e dipinte dei rosoni delle cattedrali provenzali, da sempre facenti parti dell' habitat estivo dell' artista . Il disegno risulta spezzato da linee rette e oblique, che tracciano, in secondo piano,&nbsp; sagome e forme geometriche.</p>

<p>I suoi quadri sembrano sempre visti con gli occhi di un bambino, dominati da sagome fantastiche!</p>

<p>&nbsp;</p>

<p>Ecco un'ulteriore chiave di lettura delle sue opere...il viaggio continua e lo scopriremo! Promesso, Lucy.</p><br><br><div align=right>di <i>Lucrezia Fappani</i><br>visita il blog <a class=blog href=http://www.exibart.com/blog/blog.asp?idutente=63365><i> Marco Cattelan</i></a></div>]]></description>
</item>
<item><title><![CDATA[cremona ed il pd : elezioni  comunali  2009]]></title>
<link><![CDATA[http://www.exibart.com//blog/blogmsg.asp?idblog=4291]]></link>
<guid isPermaLink="false">blog4291</guid>
<description><![CDATA[ <p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 16pt">Egr.sig.Direttore</span></p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 16pt">del giornale<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp; </span>LA CRONACA ed. di Cremona</span></p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 16pt">Via Beltrami 18</span></p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 16pt">26100<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>CREMONA</span></p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 16pt">Via e-mail<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp; </span><a href="mailto:cronaca@cronaca.it" target="_blank"><font color="#000000">cronaca@cronaca.it</font></a></span></p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 16pt">&nbsp;</span></p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 16pt">IL DOPO ELEZIONI AMMINISTRATIVE<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>2009</span></p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 16pt">&nbsp;</span></p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 16pt">Credo che molti cremonesi abbiano letto con interesse ed apprezzamento lo scritto<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>del Dr.Beluzzi su questo lodevole foglio in data 28.06.2009; io sono fra questi cittadini e non intendo configurare le mie poche righe, non certo all&rsquo;altezza delle considerazioni dell&rsquo;estensore, con l&rsquo;improbabile<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>onere della replica : non spetta a me uomo della strada.</span></p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 16pt">Mi sono persino commosso<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>nel ravvisare il tono accorato della presa d&rsquo;atto di una sconfitta, soprattutto se si considera il modo del verificarsi dell&rsquo;evento: proviamo ad elencare i motivi<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>di tali accadimenti.</span></p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 16pt">( non uso il&rdquo; pluralia tantum &ldquo; a mio uso e consumo ma conscio dei sentimenti e delle considerazioni raccolte fra molti,molti cremonesi).</span></p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 16pt">-Siamo tutti convinti che<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>&ldquo;il piano&rdquo; ,gi&agrave; in passato evocato dal dr.Beluzzi, fosse di grande levatura;</span></p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 16pt">-siamo altrettanto convinti che il dr.Beluzzi non ha trovato , da subito terreno fertile su cui seminare: non sempre &egrave;<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>problema di persone, ma , come spesso accade, il problema sta nel fatto che queste persone non erano e non sono in grado di seminare;</span></p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 16pt">- il problema quindi &egrave; politico, squisitamente politico;</span></p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 16pt">- le considerazioni esposte dal dr.Beluzzi sono di ampio respiro ed andavano collocate in un programma avente queste precipue caratteristiche: fa bene il dr.Beluzzi a lamentarsi di non aver neppure avuto il modo di<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>entrare in questa fase (un accordo si poteva trovare);</span></p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 16pt">-questa fase poteva essere di estremo interesse e di grande arricchimento per tutto il Pd locale;</span></p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 16pt">-ma <span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span>ripropongo , senza alcuna presunzione <span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span>un mio <span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span>scritto in data 15.12.2008, e gentilmente pubblicato sempre su questo meritevole foglio :..omissis&hellip; <span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span>:</span></p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 16pt">&ldquo;Siamo anche costretti a ricordare la devastante iniziativa<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>dei dirigenti del Pd locale di proporre il giudice Beluzzi<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>alla candidatura di sindaco nel 2009: sia ben chiaro che la qualit&agrave; del personaggio<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>non &egrave; in discussione, anzi , c&rsquo;&egrave; da parte mia persino rammarico che la vicenda sia stata gestita in modo approssimativo e privo di ogni regola di comunicazione moderna, al punto da<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>creare le condizioni di una &ldquo;bruciatura&rdquo; anticipata della persona per me degna di tutto rispetto<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>e considerazione&rdquo;&hellip; omissis.</span></p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 16pt">-riporto inoltre quanto<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>sempre da me scritto<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>in data<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>2.09.2008 ( quasi un anno fa) e gentilmente apparso su foglio locale a pag.11 : &hellip; omissis..</span></p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 16pt; mso-bidi-font-size: 14.0pt">&ldquo;Inoltre , per ci&ograve; che io ho appreso in fatto di comunicazione,<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>la modalit&agrave; della proposta<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>ha in s&eacute; i germi della &ldquo;bruciatura&rdquo; anticipata.<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp; </span>..omissis<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>&ldquo;</span><span style="FONT-SIZE: 16pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt"></span></p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 16pt">-tanto pensavo ,prima della conferma, e tanto penso alla luce degli eventi;</span></p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 16pt">-le vacue e inconsistenti parole<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>dei dirigenti del Pd riportate ora dalla stampa non lasciano scampo al considerare inadeguate queste persone: qualsiasi analista di primo pelo avrebbe aver rilevato che quando vota il 63 per cento<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>degli aventi diritto e si perde per<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>1000 voti( su 57819 iscritti) , la prima considerazione da fare &egrave; che<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>almeno la tattica delle alleanze, se non la strategia, &egrave; stata fallimentare;</span></p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 16pt">-la spocchia e la sufficienza<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>dei dirigenti <span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span>attuali ha giocato un ruolo determinante nella sconfitta: cercare altre motivazioni non &egrave;<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp; </span>degno<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>della nostra attenzione;</span></p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 16pt">-facciamo alcuni esempi :<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>la dislocazione temporale dei cantieri,la sicurezza percepita,etc.;</span></p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 16pt">-sentenziare che &ldquo; ora serve un confronto vero&rdquo; fa veramente pensare<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>a tutto quello che abbiamo pensato fino ad ora: inadeguatezza totale.</span></p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 16pt">Infine mi sia consentito rendere omaggio al nuovo sindaco Perri, che, dalle prime mosse (riconoscimenti personali al prof.Corada)<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>pare abbia a cuore i destini di questa bella <span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span>e amata citt&agrave;, nonostante<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>alcuni atteggiamenti <span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span>di truppe d&rsquo;assalto che si ritrova alle spalle( Lui le ha buone , ma,si sa, a volte i condottieri sono caduti anche per fuoco amico).</span></p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 16pt">Cordialit&agrave; e buon lavoro.</span></p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt">MARIO SUPERTI</p><br><br><div align=right>di <i>superti</i><br>visita il blog <a class=blog href=http://www.exibart.com/blog/blog.asp?idutente=20908><i> vita a Cremona</i></a></div>]]></description>
</item>
<item><title><![CDATA[orlan, michael e la gioia del taglio]]></title>
<link><![CDATA[http://www.exibart.com//blog/blogmsg.asp?idblog=4289]]></link>
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<description><![CDATA[ 
Sono tra quelli che non verser&agrave; pi&ugrave; di tante lacrime per la morte di <span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0">Jackson</span>.  Mi dispiace per il suo dramma, e dispiace che l'ennesimo disadattato  mentale non sia stato perfettamente curato dai medici. La sua idea di  diventare uno scoiattolo albino &egrave; assolutamente <span style="font-style: italic;">post <span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1">human</span></span>,  e tutto ci&ograve; mi interessa. Ma ho sempre avvertito un certo -forse  paternalistico- senso di pudore nei confronti di una persona malata  affetta da gravi disturbi, e <span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_2">sentendomi</span> come uno dei feroci spettatori che va a vedere le deformit&agrave; di <span style="font-style: italic;"><span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3">elephant</span> man</span> mi sono imposto di chiudere gli occhi.<br />Per il resto trovo molto pi&ugrave; lucida la follia di <span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4">Orlan</span>, che mi piace da morire e che condivido, <span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5">voyeuristicamente</span> molto pi&ugrave; disponibile e meno legata alla patologia. Tagliarsi e modificarsi. E che gioia inquietante vedere.    <style type="text/css">  body {  	background: #FFF;  }  </style>
  
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<br><br><div align=right>di <i>daniele capra</i><br>visita il blog <a class=blog href=http://www.exibart.com/blog/blog.asp?idutente=19709><i> contrappunti sparsi</i></a></div>]]></description>
</item>
<item><title><![CDATA[pride]]></title>
<link><![CDATA[http://www.exibart.com//blog/blogmsg.asp?idblog=4288]]></link>
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<description><![CDATA[ <br><br><div align=right>di <i>Giuseppe Carrubba</i><br>visita il blog <a class=blog href=http://www.exibart.com/blog/blog.asp?idutente=25879><i> MOUNTAINS O' THINGS</i></a></div>]]></description>
</item>
<item><title><![CDATA[before coffee ...]]></title>
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<description><![CDATA[ 
Vorrei avere la capacit&agrave; di discernere, tra tante opere, quella pi&ugrave; rappresentativa. Per ogni realt&agrave; presa in esame! Mi piacerebbe suggerire una via intelligente ed acuta all'interpretazione dell'opera. .&nbsp;&nbsp;&nbsp; .&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; .&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; .&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; . coffee........ . ... ....<style type="text/css">body {  	background: #FFF;  }  </style>
  
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<br><br><div align=right>di <i>isovni.com</i><br>visita il blog <a class=blog href=http://www.exibart.com/blog/blog.asp?idutente=5862><i> Art System</i></a></div>]]></description>
</item>
<item><title><![CDATA[cryptacize - mythomania (2009)]]></title>
<link><![CDATA[http://www.exibart.com//blog/blogmsg.asp?idblog=4286]]></link>
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<description><![CDATA[ 
                                                            
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<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;">Scommettiamo che il disco dell&rsquo;estate 2009 lo hanno inciso questi tre  ragazzi di Oakland, California? </p>
                                                        
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;">Si intitola "Mythomania" questo gioiellino da gustare &ldquo;on a solitary beach&rdquo;. Undici tracce frizzanti e sognanti come dev&rsquo;essere la bella stagione,  con echi sixties di matrice Beach Boys, ritmiche sbilenche e retrogusto  cinematico. Ovvero piglio divertito e umori metafisici che si rincorrono come il gatto col topo, e scusate se &egrave; poco.&nbsp;&nbsp; </p>
                                                        
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;">Ok, sono solo al secondo album e di meteore se ne son viste tante. Noi per&ograve; siamo fiduciosi e li aspettiamo anche le prossime estati. In fondo non siamo gente che butta via i soldi  noleggiando sdraio.</p>
                                                      
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><br /></p>
                                                      
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;">Un assaggio?</p>
                                                      
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Sc8RQ6Muitk" target="_self">Tail &amp; Mane</a></p>
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<br><br><div align=right>di <i>pericle</i><br>visita il blog <a class=blog href=http://www.exibart.com/blog/blog.asp?idutente=12940><i> Buy This! - Dischi da non scaricare</i></a></div>]]></description>
</item>
<item><title><![CDATA[critico dyer]]></title>
<link><![CDATA[http://www.exibart.com//blog/blogmsg.asp?idblog=4285]]></link>
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<description><![CDATA[ 
<div style="text-align: justify;">Il ricordo di <a style="font-style: italic;" href="blogmsg.asp?idblog=3071" target="_self">Natura morta con custodia di sax</a> &egrave; stampato in mente a chiare lettere. Mentre <a style="font-style: italic;" href="http://catalog.mtrade.com/cgi-win/Catalog.exe?Browse;Catalog=blued;Query=1404;Lang=ita" target="_self">Brixton Bop</a> resta in alto nell&rsquo;elenco dei libri da leggere. Insomma, non credo che Geoff Dyer meriti di essere abbandonato. Perch&eacute; dico questo? Ebbene, il suo recente <a style="font-style: italic;" href="http://www.einaudi.it/autori/scheda/%28idAutore%29/0007724/%28desau%29/geoff-dyer" target="_self">Jeff in Venice. Death in Varanasi</a> (che in italiano resta uguale, tranne che a <span style="font-style: italic;">Jeff</span> &egrave; sostituito <span style="font-style: italic;">Amore</span>, forse pensando che pochi siano i lettori italiani in grado di cogliere i riferimenti a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_Morte_a_Venezia" target="_self">Thomas Mann</a> senza l&rsquo;imbeccata plateale) &egrave; piuttosto deludente. <br />Non tanto per la prima parte - si tratta in sostanza di due lunghi racconti - che tratta della visita del giornalista Jeff alla Biennale di Venezia 2003 con correlata storiella d&rsquo;amore con un&rsquo;assistente gallerista californiana, quanto per la seconda sezione, dedicata al viaggio - e soprattutto alla permanenza - nell&rsquo;indiana Varanasi. <br />Questa seconda parte &egrave; molto descrittiva e a tratti pare quasi un inevitabilmente disomogeneo diario di viaggio. Allora, come gi&agrave; ha detto qualcuno, perch&eacute; non scrivere un reportage? Certo, a quel modo non si potrebbe fare una fascetta che pubblicizza il ritorno al romanzo di Dyer dopo undici anni. Insomma, marketing affetto da miopia.<br /><br />Dunque, nella prima parte moltissima arte e soprattutto artworld. E descritto con cognizione di causa (Dyer ambienta le pagine nel 2003, come si diceva, ma nelle Note conclusive spiega di esserci stato pure nel 2005 e nel 2007 - chiss&agrave;, forse anche quest&rsquo;anno? - e con puntigliosit&agrave; mette i puntini sulle i in merito a collocazione delle opere, artisti, padiglioni ecc.). Un esempio? &ldquo;Eccolo il vero inizio della Biennale: il preludio della smania festaiola e dell&rsquo;invidia per gli inviti, il timore che ci fossero feste migliori a cui non eri invitato, un livello di piaceri superiore a te precluso&rdquo; (p. 18). Con tale consapevolezza, gli si perdonano i rari strafalcioni (il Bansky anzich&eacute; Banksy di p. 21, che poi magari &egrave; un errore dell&rsquo;edizione italiana; oppure il Marc Quinn di p. 59 che diventa Mark). E la descrizione del video di Paolo Canevari a p. 112 &egrave; assai meglio di parecchie recensioni che si leggono sulle riviste sedicenti specializzate. Per non dire di quando si parla di Giorgione e di quella luce &ldquo;madida di buio&rdquo; (p. 170).<br /><br />Nella parte dedicata a Varanasi, come suddetto, c&rsquo;&egrave; ben poco da segnalare. A parte il fatto che mi ha ricordato una sorta di autobiografia che, all&rsquo;et&agrave; giusta, va assolutamente letta: <span style="font-style: italic;">Flash Katmandu</span> di <a href="http://duchaussois.ifrance.com/" target="_self">Charles Duchaussois</a>. Pure qui qualche accenno all&rsquo;arte c&rsquo;&egrave;: Jeff visita ad esempio una mostra di Dayanita Singh alla <a href="www.kritigallery.com" target="_self">Kriti Gallery</a> (p. 256).<br /><br />Sconsolata la riflessione di p. 259, sotto l&rsquo;insegna dell&rsquo;<span style="font-style: italic;">it&rsquo;s a job</span>: &ldquo;Erano anni che mi guadagnavo da vivere facendo il giornalista, anche se odiavo scrivere. Quando dovevo scrivere un articolo non c&rsquo;era niente, e dico niente, che non avrei preferito fare in alternativa&rdquo;. Che mi pare l&rsquo;opposto e uguale di quanto fa, almeno nelle prime pagine, il giornalista di <a style="font-style: italic;" href="http://www.einaudi.it/libro/scheda/%28isbn%29/978880617434/%28desau%29/haruki-murakami/%28desti%29/dance-dance-dance" target="_self">Dance Dance Dance </a><span style="font-style: italic;"></span>di Murakami Haruki.<br /><style type="text/css">body {  	background: #FFF;  }  </style>
  </div>
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<br><br><div align=right>di <i>marco enrico giacomelli</i><br>visita il blog <a class=blog href=http://www.exibart.com/blog/blog.asp?idutente=7244><i> .::raccolta differenziata::.</i></a></div>]]></description>
</item>
<item><title><![CDATA[supermario]]></title>
<link><![CDATA[http://www.exibart.com//blog/blogmsg.asp?idblog=4284]]></link>
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<description><![CDATA[ 
                      
<div style="text-align: justify;">Questo post lo dedico al prof. <span style="font-weight: bold;">Mario Verdone</span>. Perch&eacute; era una di quelle  persone che sono proprio come uno lo pensa. Io ci ho parlato solo una  volta, ma - per dire com'era - mi ha telefonato lui. E' anadata cos&igrave;:  io crecavo di recuperare i documentari dell'UNLA per fare la  trasmissione su Nessuno TV. Mi sembrava una cosa importante, ed essendo  una parente stretta di Anna Lorenzetto ero anche una delle poche ad  avere tutti i contatti utili per mettere su un cosa ben fatta. Ora,  recuperare quelle videocassette non era semplice, ma avevo saputo che  il prof. Verdone ne aveva una copia, e quindi si trattava solo di  riuscire a contattarlo per sapere se poteva prestarmele. Il problema  era solo che non sapevo come avere il suo numero di telefono  perch&eacute; chi poteva passarmelo era in vacanza (erano i mesi estivi) e  non avevo modo di contattare nessuno. Cos&igrave; pensai: se Mario Verdone &egrave; davvero quello  che sembra, il suo numero deve essere sull'elenco del telefono. E  infatti c'era. Per&ograve; chiamando mi rispondeva il fischio di un fax.  Probabilmente era in vacanza anche lui. Cos&igrave; gli inviai un fax  spiegandogli chi ero. E gli dissi che avrei riprovato a chiamarlo dopo  due settimane. Invece, dopo una settimanella, ricevo una chiamata sul  cellulare (in realt&agrave; gli avevo dato tutti i miei numeri: ma  evidentemente voleva essere sicuro di trovarmi!) e sento una voce che  mi dice: "Signora Silvestri sono Mario Verdone! Sono stato un grande  amico di sua zia, abbiamo lavorato insieme tanti anni all'UNESCO! Che  piacere conoscerla!" e mi ha tenuto al telefono non so quanto per  raccontarmi tutto con me che gli dicevo: "Professore ma mi chiami a  casa..." senza che lui mi stesse a sentire, preso com'era  dall'entusiamo della conversazione. Ovviamente mi mise a disposizione i  documentari tramite conoscenze comuni e potei fare la mia trasmissione.  Non solo, ma ho mandato qualche tempo fa gli stessi documentari a William  Medici di Dolce Channel, lo stesso che mi ha contattato recentemente  per realizzare "amoRoma" permettendomi cos&igrave; di poter finalmente  lavorare con i miei amici cinematografari, cosa di cui sono davvero  felice. Insomma, davvero SuperMario, anche se quando gli proposi di  partecipare come ospite alla trasmissione sui documentari mi disse: "Ma  signora, ho pi&ugrave; di 80 anni, le faccia fare ai giovani queste cose...".  Non &egrave; che avesse tutti i torti, in effetti; anche se io dentro di me ho  pensato che s&igrave;, va be': ma certo difficilmente sarebbe stata la stessa  cosa.    </div><style type="text/css">  body {  	background: #FFF;  }  </style>
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<br><br><div align=right>di <i>Valeria Silvestri</i><br>visita il blog <a class=blog href=http://www.exibart.com/blog/blog.asp?idutente=30581><i> Meditazioni Cartesiane</i></a></div>]]></description>
</item>
<item><title><![CDATA[sempre più zooart]]></title>
<link><![CDATA[http://www.exibart.com//blog/blogmsg.asp?idblog=4282]]></link>
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<description><![CDATA[ Quasi completato l'allestimento degli spazi di ZOOart presso i Giardini Fresia a Cuneo<style type="text/css">
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</style><br><br><div align=right>di <i>d;o)</i><br>visita il blog <a class=blog href=http://www.exibart.com/blog/blog.asp?idutente=141><i> Arte contemporanea</i></a></div>]]></description>
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