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Si inaugurerà domani 6 marzo, con una cerimonia a Palazzo Vecchio nel Salone dei Cinquecento, alla presenza del Sindaco di Firenze, del Ministro Berlinguer e delle autorità egiziane, la mostra "Arte Sublime
dell'Antico Egitto.
Fino al 4 luglio nelle sale del rinascimentale Palazzo Strozzi, da sempre deputato ad accogliere le manifestazioni culturali ed artistiche più importanti della città di Firenze, si potranno ammirare sessanta capolavori provenienti dal Museo del Cairo, che ha concesso un prestito unico e irripetibile, cui fanno da contorno alcuni fra i più rari reperti del Museo Egizio di Firenze.
Arte Sublime nell' Antico Egitto è un evento reso possibile da un lungo lavoro diplomatico e culturale volto ad ottenere dal Museo del Cairo, la sede della più imponente raccolta al mondo di arte egiziana, il prestito di alcuni fra i suoi tesori più pregiati, grazie alla collaborazione tra il Comune di Firenze-Assessorato alla Cultura, il Ministero della Cultura della Repubblica Araba
d' Egitto, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali-Soprintendenza Archeologica di Firenze e ArtificioSkira, curatore e ideatore del progetto.
La mostra è a cura di Mohamed Saleh Ali, direttore uscente del Museo Egizio del Cairo, coadiuvato da un comitato scientifico composto da insigni studiosi quali Edda Bresciani, Sergio Bosticco, Pier Roberto Del Francia, Maria Cristina Guidotti, Houng Sourouzian Stadelmann.
La straordinarietà delle opere raccolte per la mostra di Palazzo Strozzi
rinnova l' interesse che da sempre suscita l' espressività artistica egiziana, la sua eccezionale capacità di mantenere
l' unitarietà del proprio canone stilistico e l' affermarsi di un concetto primordiale di bellezza classica o sublime che la nostra cultura
d' ascendenza rinascimentale ha attribuito prevalentemente all'Antica Grecia. La selezione delle opere e il loro equilibrato ripartirsi nelle diverse epoche è volta a ricercare
all' interno delle opere stesse, il valore sublime ed emotivo in cui si è condensato il sentire artistico della cultura egiziana.
Il percorso espositivo, che si svolge per tredici sale di Palazzo Strozzi, ripercorre tremila anni di storia,
dell' Antico Regno di Zoser (2.700 ca - 2660 a.C.) fino all' Epoca Tarda di Sheshanq (714 a.C.-332 a.C.) che precedette
l' arrivo di Alessandro Magno. Di ciascuna opera viene fornita una completa descrizione storica, oltre ad una chiave di lettura estetica tesa ad individuare i capisaldi di quella straordinaria cultura che ha impresso il segno della civiltà, e con esso della bellezza, nelle regioni del Mediterraneo.
Il nucleo più importante della mostra è costituito dalla statuaria con opere dedicate ai faraoni più autorevoli della storia egiziana: la statua di Chefrene, figlio di Cheope; la triade di Micerino in cui il sovrano è rafffigurato accanto alla dea Hathor e alla personificazione di una provincia egiziana; la testa di Sesostri III, l'esempio più lodevole del realismo esecutivo, che connota le rappresentazioni della XII dinastia; la statua di Thutmosis III ritratto nelle vesti di una sfinge fiera ed enigmatica. Inoltre la serie delle opere mirabili realizzate nel periodo di Amarna: dal fascino sublime di Nefertiti (rappresentata in mostra con una delle tre teste
sopravvissute alla distruzione del tempo), al gigantesco busto del faraone Akenhaton, fino alla straordinaria stele in cui è raffigurato con la sua famiglia; il busto di Ramses II, il faraone più leggendario che fece erigere in tutto
l' Egitto alcuni dei monumenti maggiormente noti dell' antichità, tra cui il Ramesseum di Luxor e i quattro colossi che lo raffigurano ad Abu Simbel.
Infine finissimi manufatti provenienti dal Tempio di Tanis, di cui il Museo del Cairo ospita la più straordinaria collezione al mondo (la coppa
d' oro e la collana di lapislazzuli appartenenti a Psusennes della XXI dinastia, i sandali e
l' eccezionale pettorale sempre in metallo prezioso di Sheshanq II della XXII dinastia) a testimoniare la perfezione formale raggiunta
dell' arte decorativa egiziana.
n percorso si chiude con la maschera d' oro dello stesso Sheshanq II, un oggetto eccezionale sia per la sua grandezza che per il modellato.
Fulcro della mostra è la grande effige della dea Iunit ribattezzata la "Monna Lisa" di Luxor per quel suo sorriso appena accennato che dona grazia a tutto il viso. La divinità, colta nell'atto di donare il simbolo della vita al sovrano, colpisce perché modellata egregiamente fin nei minimi particolari: dalla pettinatura scandita in ciocche, alla lunga tunica, fino al viso dai tratti regolari e simmetrici,
un' opera di estrema importanza, ritrovata nel 1989 durante uno scavo al Tempio di Luxor, così perfettamente conservata da rappresentare mirabilmente la maestria scultorea del regno di Amenophis II.
Due sezioni sottolineeranno il forte legame di Firenze con la storia e la cultura egiziana: la prima, attraverso le tavole di Vivant Denon, conservate
all' Istituto Papirologico di Firenze, e gli originali del celebre
fotografo Felice Beato, racconterà la riscoperta di una civiltà e
l' inizio dell" egittomania" che si protrasse per tutto il XIX secolo.
La seconda sezione consentirà di ammirare alcuni dei tesori prestati dal Museo Archeologico di Firenze la cui raccolta egizia recentemente riallestita è la seconda in Italia per importanza dopo Torino, e attende di essere conosciuta meglio nella sua emozionante varietà.
Un essenziale e insostituibile aiuto alla realizzazione della mostra è stato dato dal Gruppo Coin e dalla Audemars Piguet, che hanno sostenuto il progetto fin dal suo
avvio.
Al Club la Repubblica si deve la campagna di comunicazione pubblicitaria, e al gruppo Dreamland, Member of Bahgat Group la soluzione di numerosi problemi organizzativi in Egitto.
La Illy caffé sarà presente, per tutta la durata della mostra, con una propria caffetteria. Si tratta della prima esperienza di collaborazione con gli organizzatori di una mostra per trasformare il bar, da semplice fornitore di servizi, ad un ambiente che è parte integrante della rassegna e ritrovo per incontri culturali. I1 legame con l'arte ha ispirato
sin dalle sue origini l'attività di Illy caffé, e proprio attraverso l'arte e il suo mondo, l'azienda triestina ha scelto di esprimersi e di comunicare i propri valori.
Un particolare ringraziamento va alla Martini & Rossi che ha offerto l'ospitalità per la vernice per la stampa e ha organizzato il ricevimento per la serata dedicata agli ospiti egiziani e agli invitati degli sponsor e degli organizzatori.
Il catalogo, edito da ArtificioSkira, conterrà oltre ai testi di Mohamed Saleh Ali e dei componenti il comitato scientifico, due saggi dei critici di arte contemporanea Giovanni Carandente e Maria Grazia Messina.
Ufficio Stampa: DF Studio, Ester Di Leo per ArtificioSkira
Tel. 055 233 53 98 fax 22 39 07
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