| 'L'arlesiana' di Van Gogh (ANSA) - ROMA,
20 MAG - Il personale della Galleria Nazionale d Arte Moderna ha l impressione
che i banditi siano entrati confusi tra i visitatori. La Galleria ieri sera, come di
consueto, ha chiuso i battenti al pubblico alle 22. A quell ora cambia il turno di
custodia: vanno via i 20 custodi di sala e subentrano i tre di notte. Ieri sera (19mag98)
erano tre giovani donne: Flavia Gandolfi, Giuseppina Trimatti e Giuseppina Millefiori.
«Non abbiamo fatto in tempo aprire la porta della sala controlli, a cui si accede
scendendo una scala dalla portineria, che siamo state assalite da tre uomini armati, con
il volto coperto da passamontagna e stranamente scalzi». Le custodi sono state minacciate
obbligate a disinserire i sistemi d allarme sala per sala, imbavagliate, legate e
chiuse in un bagno. Due degli uomini hanno compiuto il percorso dentro la galleria fino a
raggiungere il padiglione cosiddetto Cosenza (dal nome dell ingegnere che lo ha
progettato) dove si trovavano i quadri che sono stati portati via. L allarme è
stato dato dagli addetti del Caffè des Artes, che ha un ingresso sulla facciata laterale
del complesso del museo. All una infatti normalmente insieme a uno dei custodi in
servizio nella galleria si controllano tutte le chiusure e così è stato scoperto che la
porta della galleria era aperta. Delle tre opere asportate il «Giardiniere» di van Gog
era stato acquistato nel 1989 ad un prezzo eccezionale di 600 milioni di lire perchè, a
seguito di un lungo contenzioso, la galleria aveva esercitato il diritto di prelazione:
l opera faceva parte della collezione italiana a Forni. «Le cabanon du Jourdan» di
Cezanne fu acquistato nel 1986 dalla collezione Jucker; l «Arlesiana» di Van Gog
arrivò nella galleria molto prima, nel 1962: precedentemente si trovava nella galleria
americana Malborough. I banditi hanno portato via le opere che sono di dimensioni
abbastanza grandi (60 x 50 il «Giardiniere» e «L Arlesiana», e 65 x 81 «Il
cabanon» con vetri e cornici e hanno lasciato un Monet «Le ninfee» che era nella stessa
sala e un Klimt poco distante. L addetta stampa della galleria nazionale d
arte moderna Elena Di Majo ha precisato, rispondendo ai giornalisti, «che non c
erano guardie armate a vigilanza della galleria, ma custodi e sistemi d allarme. Del
resto sono eventualità molto rare: non pensavamo di dover mettere l esercito di
fronte ai musei». Dopo un cappuccino al «Cafè des arts» della Galleria, le tre
custodi, ancora frastornate, sono state accompagnate in questura. Ai giornalisti hanno
detto di avere implorato i banditi di non fare loro del male. Nella galleria intanto sono
ancora in corso gli accertamenti degli investigatori ed è stato ritardato lorario
di apertura al pubblico che normalmente è alle 9. In mattinata sono confluiti davanti
alla sede del museo giornalisti, fotografi e operatori di organi di stampa di tutto il
mondo. Laddetto stampa della Gnam, rispondendo ai giornalisti, ha detto che
lipotesi più probabile è quella di un furto su commissione perchè le opere sono
talmente note che è impossibile qualsiasi tipo di inserimento sul mercato. E stato,
inoltre, precisato che quella delle opere era una collocazione provvisoria perchè a fine
dicembre si sarebbero inaugurate le sale del periodo da fine 800 al Verismo (1915) i
cui lavori sono ancora in corso. Della Galleria finora è stata restaurata la facciata e
le sale dellOttocento, mentre per il 99 dovrebbe essere restaurata lala
posteriore dove troveranno posto le collezioni del Novecento. Ledificio della
Galleria risale al 1911, nel 1934 è stato aggiunto un secondo livello nellala
posteriore e nel 1980, infine, è stato aperto, su due livelli, lampiamento Cosenza,
dove si trovavano le opere asportate e molti altri capolavori di Monet, Degas, Courbet.
(ANSA)
|