Trento. Ori delle Alpi
Oggetti d'ornamento Dalla preistoria all'alto medioevo
Osso, Corno, Conchiglia, Pietra preziosa, Avorio

Effetti cromatici, lucentezza e la bizzarra struttura
naturale delle conchiglie ne hanno fatto un oggetto d'ornamento di uso pressoché
immediato. Risale al Paleolitico Superiore, (20.470 +/- 320 anni dal presente) la ricca
sepoltura del cosiddetto Giovane principe delle Arene Candide in Liguria, deposto con un
elaborato copricapo costituito da migliaia di conchiglie e con pendagli in avorio di
mammut.
Testimoni di contatti a largo raggio fra le coste del Mediterraneo e le Alpi, si
affiancano in mostra numerose conchiglie del Paleolitico e Mesolitico (38.000 - 7.000 anni
dal presente), recuperate in ripari sottoroccia della Valle dell'Adige e in Friuli.
Conchiglie di Spondylus, utilizzate per collane, bracciali e parti di cintura, scoperte
nella necropoli neolitica di La Vela presso Trento (IV millennio a.C.), riportano a
relazioni in direzione opposta, verso il bacino danubiano, dove si diffondono ornamenti di
questa specie marina, rari a sud delle Alpi.
Il valore attribuito alle conchiglie si manifesta in imitazioni in ceramica della fine
dell'età del Bronzo trovate nelle Alpi francesi.
In corredi sepolcrali dell'età del Rame e del Bronzo Antico (fine IV millennio - 1600
a.C.) emerge in tutta evidenza la forte, emblematica capacità decorativa di composizioni
fatte di zanne forate, denti atrofici di cervo, conchiglie di Dentalium, vertebre di
pesce, vaghi di collana in pietra levigata, ossi intagliati e accuratamente lisciati a
formare bottoni conici perforati a V e di tipo Montgomery.
Ornamenti in materie "povere" si affiancano ai gioielli in metallo, con pari
dignità e proprietà decorative, fino in epoca storica.
Spilloni in osso con capocchie configurate di epoca romana e pettini altomedioevali
finemente decorati palesano le elevate qualità dell'artigianato artistico e il mutare
della moda.
(testo di Franco Marzatico e Lorenza Endrizzi) |