Firenze. Telemaco Signorini
(Firenze 1835 -1901)
La
fisionomia di Telemaco Signorini ci e restituita dalle numerose immagini fotografiche che
idealmente vanno a costituire l'album di famiglia di uno dei pochi tra i pittori
macchiaioli che godettero in vita di una discreta fortuna. Ma sono le caricature,
eseguitegli da Giovanni Boldini e da Adriano Cecioni, a suggerirci, attraverso
l'accentuazione dei tratti somatici e in particolare della bocca enorme dai bei denti
aguzzi, il lato pił caratteristico della personalitą di Telemaco, quella "vis"
polemica che ne distingue l'opera sia di artista che di scrittore.
Animato sin da giovanissimo dalla passione letteraria, coltiva l'amicizia di Giosué
Carducci, di Ferdinando Martini, di Enrico Nencioni, di Diego Martelli, di Luigi Capuana e
di Renato Fucini.
Agli esordi del movimento macchiaiolo, mentre il grande Fattori e il solitario Lega si
mostrano titubanti di fronte ai temi e ai modi della ricerca realista, Signorini e gią al
lavoro a Venezia (1856) e a La Spezia (1859) dove fa proseliti in nome della
"macchia" e del rinnovamento dei contenuti pittorici per una maggiore aderenza
agli aspetti anche piu dimessi della contemporanea realtą italiana.
Signorini e a Castiglioncello nel 1861
con Martelli, Abbati e Tedesco ed emblematicamente inaugura con Pascoli a Castiglioncello
la grande stagione lirica della pittura macchiaiola sul litorale maremmano; pochi mesi piu
tardi e nella campagna fiorentina fuori porta per dar vita con Lega alla "Scuola di
Piagentina".
Dopo il 1870, Signorini viaggia instancabilmente. A Parigi
frequenta Boldini e De Nittis, ma anche Degas che nel 1875, passando da Firenze, gli fa
l'onore di una visita, esprimendo la sua ammirazione per La Sala delle Agitate. A Londra e
a Edimburgo ha modo di coltivare la raffinatissima clientela che gią da alcuni anni lo
favorisce. Sono queste esperienze che portano Signorini a maturare uno stile sempre pił
raffinato e sensibile ai gusti del naturalismo europeo.
E lo stile che caratterizza opere celebri come Ponte Vecchio, Mercato Vecchio a Firenze, e
le vedute di Edimburgo; ma anche le poetiche raffigurazioni di Settignano e delle colline
fiorentine, di Riomaggiore e delle Cinque Terre, che lo vedranno impegnato negli anni
della maturitą.
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