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VITA DA DILETTANTE
difficoltà, dilemmi e pensieri di un pittore dilettante

 
che la mia arte si possa vedere è solo una coincidenza


Quell’urinatoio, quel ready made, che diventa arte..
Dovè l’arte? Si richiama all’attenzione sull'importanza di individuare l’oggetto dell’arte. Cioè non l’urinatoio ma l’idea in un certo contesto.
Ma se quell’urinatoio fosse inserito in un diverso contesto l’arte forse sparirebbe?
Non penso. Semplicemente non sarebbe più visibile. L’arte sta nell’ideazione, non nella trasposizione e leggibilità dell’opera. Cioè, se a me non interessa vendere o vantare la mia arte, che necessità ho di dimostrarla? Come possono essere obiettivi i giudizi se l’arte non si vede? Spesso l’arte diventa visiva solo per coincidenza … Oppure diventa visibile quando l’artista-uomo vuole farla vedere. Ma se vuole far vedere la forza della propria arte, il prodotto non potrà che essere paradossalmente... indebolito, mentre il pensiero dovrebbe essere solo quello di fare arte.
Forse è per questo che la tecnica deve diventare perfetta per far trasparire l’arte, perché l’artista non dovrà curarsi della forma ma solo del contenuto.

scritto 04/11/2011 10:36:57 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico
 
una bella copia

Può una semplice copia essere trattata alla stregua di un originale? Come l’ascolto della copia di una canzone tra le migliaia prodotte non costituisce una svalutazione sufficiente ad abbassare il valore dell’arte contenuta. La copia naturalmente trasmetterà nella sostanza la stessa arte dell’originale. L’acquisto di un’opera originale dovrebbe costare di più perché dal punto di vista collezionistico costituisce un oggetto unico e irripetibile e simbolicamente è la prima matrice dell’espressione d’ arte di un artista. Perciò, e lo dico anche contro gli interessi di molti, una copia è sufficiente per gli scopi della maggior parte delle persone, puntualizzando che comunque l’acquirente non deve pretendere di aver fatto un investimento se non quello di respirare aria buona e di vivere il bello che trasmette la copia..

scritto 21/04/2010 11:37:52 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico
 
arte è cambiare

Che nesso esiste tra arte, creatività, cambiamento? Perché per fare arte serve il cambiamento, la novità? Perché è necessario cambiare?  L’arte parla del diverso. La creatività è in ognuno di noi. Ma non tutti sanno creare o sanno amare. E’ il bambino la fonte di arte per eccellenza. Il bambino può solo cambiare. Non ha un passato. La natura lo sbalza nel tempo anche contro la sua volontà. Picasso studiava per tornare bambino! Una battaglia contro i mulini a vento. Aveva già visto troppo per tornare innocente. Impossibile tornare ad amare il prossimo con la semplicità di un bimbo! Eppure qualcuno insiste nel dire che un vero artista non ha età. Molti sono emersi in fase adulta. Proprio perché non hanno perso quella capacità, o forse dovrei dire vocazione, di stupirsi e di cambiare. Ciò che si vede va a creare la parte solida della nostra personalità. Diventa nostra sicurezza, nostra protezione. Ma anche ostacolo per aprire il nostro io verso l’esterno. Una barriera ci rende sicuramente più forti, ma anche più restii ad aprirci. Che paradosso e che ipocrisia! Osservando gli scritti e le memorie di molti grandi artisti è proprio questa debolezza che emerge, questa fragilità del loro animo. Eppure, di contro, una innata capacità di slanciarsi nel vuoto per capire, per scoprire. Ci vuol coraggio, per non abbattersi e continuare a planare nell’incertezza di un mondo senza futuro. Attraversare quelle aree buie dell’angoscia ed uscirne indenni.

scritto 29/01/2010 17:00:08 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico
 
autopromozione e autocritica

autopromuoversi attraverso un'autocritica è un'arma a disposizione dell'artista per proporre e vendere la propria opera d'arte, un mezzo utilizzato quando mancano per scelta o per ovvi motivi l'appoggio delle strutture ordinarie di promozione. Faccio allora un paio di elemantari considerazioni che credo potrebbero servirmi per fare un'autocritica.. :-)
1. se l'artista non è in grado di giudicare il proprio livello di  alfabetizzazione sarebbe il caso che spegnesse il proprio ego e si facesse aiutare umilmente da chi ha un certo qual estro o esperienza in questo settore.
2. qualora insistesse con il voler associare alle sue opere anche propri prodotti letterari, magari potrebbe essere utile leggere le reazioni dell'utente, del destinatario o da chichessia che potrebbe fornire un'idea sull'effetto che esse producono.
3. un percorso critico troppo complesso a volte è segno di chi ha tante cose da dire ma non sa dirle, spiegazioni che potrebbero magari servire
4. scaricare a valanga una miriade di bellissime parole incoerentemente accostate, a mio parere è segno di palese dilettantismo (non si riesce proprio a evitare? )
5. associare un bellissimo trattato sui significati intrinsechi di un'opera, quando l'opera guardandola ti dice semplicemente "io qui"  fa solo ridere.
6. autopromuoversi e autolodarsi non avrà mai lo stesso effetto della promozione e dell'opinione di un operatore esterno. ovvio no? un'idea potrebbe essere quella di coinvolgere il vicino di banco, tanto peggio di così non può essere!



scritto 12/10/2009 16:49:14 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico
 
arte è donare?

Spesso si confonde in un'opera artistica il valore dato dalla ricerca con quello derivato dall'arte. Il punto è, che senza arte non si riesce a fare ricerca, perchè solo nell'arte risiede il seme dell'imprevedibilità, senza ricerca però l'arte non deve aver la pretesa di trovarvi un qualsivoglia valore commerciale se non quello inerente al proprio benessere. Picasso diceva che lavorava per tornare ad essere bambino? Cioè per tornare a fare arte pura? Sottraendo dalle opere la sua ricerca?

scritto 07/10/2009 15:20:00 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico


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