ANDANDO
andando per stare
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ARCHIVIO: giovedì 10 maggio 2012
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vistaesuono12
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 Marco Polacco, Arco(n)temporaneo, proiezione su muro, 2011 | |
Anticipo qui una parte del testo che uscirà in catalogo domani, all'inaugurazione della quarta edizione di vistaesuono, eventi d'arte contemporanea tra storia e luoghi. Per i dettagli e le info: http://www.vistaesuono.org (dall'11 al 13 maggio).
"I portici, le strade, le
chiese, la piazza e gli archi: il paesaggio urbano del centro storico di
Cherasco è ancora il materiale e il supporto con cui dar vita a nuove opere
nella quarta edizione di Vistaesuono. Quest’anno sono sedici gli artisti e
designer che hanno lasciato libero sfogo all’immaginazione per scavare dentro
la storia o la cronaca, e portare a galla aspetti sopiti dalla patina del
quotidiano. Lavorando con loro nella progettazione per circa un anno
accademico, insistiamo sul valore del “togliere”, sull’intelligenza che
elabora, riadatta, se occorre corregge e soprattutto asciuga. Non siamo né i
primi, né gli unici ad andare verso questa direzione, ma constatiamo
continuamente che i modi di sprecare energia esistono, in forma di ridondanze,
di decori senza sostanza, di disattenzioni. Vistaesuono ha sempre creato con il
minimo, progettando con l’esistente, nell’intento di svelare pietre già posate
più che produrre oggetti luccicanti. In questo senso, l’allestimento
c’interessa meno per il suo aspetto di elemento effimero che come
sensibilizzatore dello spazio, espediente che rialza l’energia latente del
luogo. Tanti artisti hanno lavorato con questa consapevolezza, in tutte le
epoche. Gli artisti e i designer scelti da Vistaesuono per questa edizione hanno
incontrato lo scoglio del convogliare l’azione in gesti di sintesi, ridurre il
concetto in poesia realizzabile attraverso elementi dati. Tutti si sono
concentrati sull’evidenza della storia, trattandola come una griglia aperta, che
consente passaggi tra dentro e fuori, sopra e sotto. Alcuni hanno usato
monumenti antichi (gli archi, le chiese) come punto di partenza per viaggi a
trompe-l’œil, sorprendenti e meravigliosi (Polacco, Spagnolo&Mosca); oppure
monumenti relativamente nuovi, come la cisterna dell’acqua appena abbattuta
(b+b+g), per evocare l’inafferrabile svanire delle cose; altri hanno dato vita
a rappresentazioni visivo-sonore che sono prese dirette del vivere civile: la
scuola, la strada e la “calotta celeste” di Cherasco (Le Nominate, Martire,
Navas); infine alcuni hanno riesumato vecchie leggende (Tobia), mischiato
tradizioni locali con la storia del cinema (Menhaji&Eftekhari) o
rielaborato la scrittura colta del testo laureato dal Premio Cherasco Storia in
installazione visiva (Truglio).Tutti hanno toccato con
mano che i dati, quando non sono che accumulo, annoiano; quando sono sostanza,
diventano la strada da percorrere."
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