 Ciro D'Alessio. "Studentesso" 2011. Olio materico su tela 100x70cm | |
L’ ARTE NON E’ MODA.
Le due cose afferiscono entrambe
al gusto, tuttavia mi sembra una riduzione dell’ arte ed un
disconoscimento della sua essenza paragonarla alla moda.
La moda è il gusto nello scegliere oggetti di cui circondarsi, nel vestirsi, nell’ arredare, nell’ ascoltare musica, etc.
Spesso
il gusto inteso come moda è ciò che accomuna alcuni gruppi sociali.
Scelgo questi oggetti per sottolineare la mia appartenenza a questo
gruppo. Questa è la maniera più superficiale di accostarsi all’ arte,
che non è sentita come bisogno proprio, ma come mezzo per raggiungere un
fine di prestigio sociale. Vado all’ opera anche se mi annoio, però ci
va tutto il mondo che conta. Non ascolto quel cantante perché lo
ascoltano persone che ritengo a me inferiori per cultura ed educazione.
Non mi piace l’ astratto, ma è in tutte le case eleganti che ho visto
sulla rivista di arredamento. Queste scarpe sono davvero scomodissime,
ma si portano, a non averle faccio la figura dell’ outsider, dell’
escluso, del “loser” si direbbe in America. Ovviamente questi giudizi
sociali sono mescolati più o meno inconsapevolmente sempre in tutto
quello che facciamo e diciamo. Tuttavia nel giudizio estetico, così come
si mette da parte la teoria, la morale, la politica, l’ economia, si
dovrebbe mettere da parte questa sottile componente sociologica.
Compito arduo, perché è la nostra stessa identità che probabilmente si
definisce nell’ identificarci in un gruppo e nel prendere le distanze da
un altro. Chiedere una fruizione dell’ arte che ne prescinda, è come
chiedere di prescindere e di mettere in discussione la propria
identità. Mettere in discussione la propria identità. E se fosse
proprio questa la natura dell’arte? Se proprio in questo essa differisse
radicalmente dalla moda, che è invece una conferma della propria
identità sociale? Mettere in discussione la propria identità sociale,
per ricordarci di essere parte di una più vasta comunità, comprendente
altri uomini, la natura, l’ universo? Non è questo superamento dell’
individualità in una più vasta universalità il fulcro dell’ arte? Non
realizza essa forse sempre quella sintesi , immediata, sul piano della
rappresentazione, tra il soggetto particolare e l’ oggetto che lo
eccede? L’ oggetto che lo eccede. Eccedere il soggetto. Ecco una maniera
diversa di dire “metterlo in questione”. La moda rassicura, è uno
specchio che conferma l’ identità costruitasi, non mette in contatto con
nulla che ci eccede, ma ci rimanda indietro la nostra immagine, la
nostra medesimezza. Ecco che l’ arte ha il compito di mettere davanti al
soggetto qualcosa che lo turbi, che lo ecceda, che ne trascenda la
possibilità di completo afferramento, fossero anche le inafferrabili
radici dell’ uomo stesso e del cosmo di cui è piccola parte.
In questo non può essere moda, ma è ciò che più di tutto le si contrappone.
Ciro D'Alessio
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