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ARTE E FILOSOFIA
alcune riflessioni sull' arte


ARCHIVIO: giugno 2011
 
L' arte non è moda.

Ciro D'Alessio. "Studentesso" 2011.
Olio materico su tela 100x70cm

L’ ARTE NON E’ MODA.

 

Le due cose afferiscono entrambe al gusto, tuttavia mi sembra una riduzione dell’ arte ed un disconoscimento della sua essenza  paragonarla alla moda.

La moda è il gusto nello scegliere oggetti di cui circondarsi, nel vestirsi, nell’ arredare, nell’ ascoltare musica, etc.

Spesso il gusto inteso come moda è ciò che accomuna alcuni gruppi sociali. Scelgo questi oggetti per sottolineare la mia appartenenza a questo gruppo. Questa è la maniera più superficiale di accostarsi all’ arte, che non è sentita come bisogno proprio, ma come mezzo per raggiungere un fine di prestigio sociale. Vado all’ opera anche se mi annoio, però ci va tutto il mondo che conta. Non ascolto quel cantante perché lo ascoltano persone che ritengo a me inferiori per cultura ed educazione. Non mi piace l’ astratto, ma è in tutte le case eleganti che ho visto sulla rivista di arredamento. Queste scarpe sono davvero scomodissime, ma si portano, a non averle faccio la figura dell’ outsider, dell’ escluso, del “loser” si direbbe in America. Ovviamente questi giudizi sociali sono mescolati più o meno inconsapevolmente sempre in tutto quello che facciamo e diciamo. Tuttavia nel giudizio estetico, così come si mette da parte la teoria, la morale, la politica, l’ economia, si dovrebbe mettere da parte questa sottile  componente sociologica. Compito arduo, perché è la nostra stessa identità che probabilmente si definisce nell’ identificarci in un gruppo e nel prendere le distanze da un altro. Chiedere una fruizione dell’ arte che ne prescinda, è come chiedere di prescindere e di mettere in discussione la propria identità.  Mettere in discussione la propria identità. E se fosse proprio questa la natura dell’arte? Se proprio in questo essa differisse radicalmente dalla moda, che è invece una conferma della propria identità sociale? Mettere in discussione la propria identità sociale, per ricordarci di essere parte di una più vasta comunità, comprendente altri uomini, la natura, l’ universo? Non è questo superamento dell’ individualità in una più vasta universalità il fulcro dell’ arte? Non realizza essa forse sempre quella sintesi , immediata, sul piano della rappresentazione, tra il soggetto particolare e l’ oggetto che lo eccede? L’ oggetto che lo eccede. Eccedere il soggetto. Ecco una maniera diversa di dire “metterlo in questione”. La moda rassicura, è uno specchio che conferma l’ identità costruitasi, non mette in contatto con nulla che ci eccede, ma ci rimanda indietro la nostra  immagine, la nostra medesimezza. Ecco che l’ arte ha il compito di mettere davanti al soggetto qualcosa che lo turbi, che lo ecceda, che ne trascenda la possibilità di completo afferramento, fossero anche le inafferrabili radici dell’ uomo stesso e del cosmo di cui è piccola parte.

In questo non può essere moda, ma è ciò che più di tutto le si contrappone.

Ciro D'Alessio





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