CARTE
da napoli
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RE-DESIGNED
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Re-Designed
Kosuth, Migliora, Opie, Pistoletto, Steinbach,
Vedovamazzei, Wapenaar, Williams
Inaugurazione martedì 15 aprile 2008, ore 18.30
Galleria Lia Rumma - Via Solferino 44, 20121 Milano
Tel. +39 02 29000101 - info@gallerialiarumma.it - www.gallerialiarumma.it
orario della galleria: dal martedì al sabato dalle
11.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00
In occasione
del Salone del Mobile la Galleria Lia Rumma di Milano presenta una mostra
collettiva che raccoglie importanti opere di artisti appartenenti a diverse
generazioni: Joseph Kosuth, Marzia Migliora, Michelangelo
Pistoletto, Haim Steinbach, Vedovamazzei, Drè Wapenaar
e Christopher Williams. Con approcci e intenzioni diversi, le opere
selezionate discutono la complessa relazione tra l’arte e l’oggetto e le
diverse possibilità che essa può aprire nel campo della riflessione artistica.
Attraverso citazioni e spunti più o meno espliciti, le opere in mostra
riflettono incursioni frequenti tra arte e design o assumono l’oggetto e la sua
immagine come tema di analisi.
Showertent (1997) di Drè Wapenaar è una
struttura/scultura dotata di funzione e funzionalità specifiche. Combinando
elementi di design e architettura le opere di Wapenaar alludono agli archetipi
della vita associata, e rappresentano una riflessione sulle modalità con le
quali gruppi di persone e singoli individui si relazionano.
Marzia
Migliora nel lavoro ...Sono
sgusciato dalla tua pienezza senza lasciarti vuota perchè il vuoto l’ho portato
con me... (2007) prende spunto da un vaso di piccole dimensioni in ceramica
e smalto kaleidon progettato da Gio Ponti. Con la sua forma rotonda che ricorda
il disegno di una pancia che accoglie e contiene, il vaso diventa immagine
archetipica della fertilità suggerendo all’artista una riflessione poetica sui
legami affettivi.
Julian Opie è presente con un’opera Untitled
del 1988, una scultura che simula un oggetto comune, un termosifone, dalla
forma essenziale e indefinita. Nelle sculture di quegli anni, Opie riproduce
forme anonime e indefinite che rimandano a oggetti generici, celle frigorifere,
bacheche, bocche d’aerazione. Lampada in prospettiva (1962-82) di Michelangelo
Pistoletto, è un’opera della serie degli specchi, sulla cui superficie è
riprodotta una lampada. L’oggetto è utilizzato come elemento scenografico di
un’opera che riflette e celebra la reciprocità tra arte e vita. Little
Thonet (2008) di Vedovamazzei rappresenta invece un detournement
oggettuale: una vecchia sedia Thonet è esposta in una teca di plexiglass dopo
essere stata modificata, impossibile da usare, con lo schienale reso
orizzontale, non più funzionale.
Le opere di Haim
Steinbach sono costituite da oggetti trovati, prelevati dalla realtà
quotidiana e collocati su dei ripiani, in relazione ad oggetti di natura
diversa. La sua ricerca si focalizza sull’oggetto e la sua presentazione con
un’attenzione speciale alle dinamiche di esposizione che si esplica
nell’attenzione agli accostamenti cromatici e ai rimandi formali relativi alla
posizione, dimensione, funzione e movimento. In mostra una mensola Omaggio
ad Armando Testa (1996). La serie di 4 fotografie del
1996 di Christopher Williams ritraggono la macchina da scrivere Olivetti
modello Valentine disegnata da Ettore Sottsass. Attraverso la fotografia
l’artista statunitense approccia la realtà con sguardo freddo e analitico,
focalizzando l’attenzione sulla presenza anonima degli oggetti comuni, macchine
e oggetti industriali, ripresi nella loro presenza oggettiva e realistica. Di Joseph
Kosuth sarà esposto un lavoro recente Clear words Clear sight (2008)
dove la riflessione sull’arte è anche riflessione sullo spazio.
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With the occasional rainbow visiting
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Ottonella Mocellin Nicola Pellegrini
With the occasional rainbow visiting
Opening mercoledì 2 aprile 2008, ore 19.00
Galleria Lia Rumma Napoli, Via Vannella Gaetani, 12 – 80121 Napoli
Tel. +39 081 7643619 – Fax +39 081 7644213 email: info@gallerialiarumma.it - web: www.gallerialiarumma.it
Orario della galleria: da martedì a sabato 11.00-13.30 e 16.00-19.30. Gli altri giorni su appuntamento.
La galleria Lia Rumma di Napoli presenta la videoinstallazione di Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini With the occasional rainbow visiting.
Attraverso una videoproiezione tripla, gli artisti elaborano una profonda riflessione sulla condizione del vivere in Palestina e Israele. Citando voci diverse, dalla giornalista palestinese Laila El-Haddad, allo scrittore israeliano David Grossman e al poeta palestinese Mahmoud Darwish, ed utilizzando fonti di informazione quali blog, articoli e contributi audio scaricati dalla rete, gli artisti costruiscono un dialogo immaginario in cui punti di vista, culture e provenienze differenti, convergono fino a sovrapporsi, manifestando una condizione esistenziale comune. I temi dell’identità e della relazione con l’altro, ricorrenti nella ricerca dei due artisti, vengono qui affrontati attraverso il racconto della quotidianità in una situazione di conflitto. Pensando all’idea di esilio come condizione esistenziale, Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini hanno cercato di interrogarsi su quanto il controllo e la paura abbiano cambiato anche la nostra vita. Nella proiezione centrale, lo sfondo nero, progressivamente segnato da colpi di proiettile, si trasforma prima in cielo stellato per poi comporre lentamente un testo del poeta palestinese Mahmoud Darwish. Al testo si sovrappongono immagini di fiori palestinesi - riproduzioni di disegni della missionaria svizzera del XIX secolo Hanna Zeller - che appaiono e lentamente scompaiono, lasciando sullo schermo una spettrale orma bianca, come se l’effimera bellezza dei fiori, in un contesto drammatico come quello descritto, contenesse al tempo stesso l’essenza della vita e la sua negazione. Gli schermi laterali ospitano un visionario collage video in cui le immagini, elaborate per prendere le distanze dalle quotidiane immagini di conflitto che ci passano i media, assumono un carattere straniante e poetico.
In occasione dell’inaugurazione verrà presentato il libro An incongruous beam of beauty over the Gaza Strip con un intervento critico di Emanuela De Cecco pubblicato dalla casa editrice Charta. La videoinstallazione e il libro fanno parte di un progetto più ampio che comprende anche una performance teatrale presentata nell’aprile 2007 al teatro Out Off di Milano.
Ottonella Mocellin (Milano, 1966) e Nicola Pellegrini (Milano, 1962) hanno già esposto nella galleria Lia Rumma a Napoli nel 2002 e a Milano nel 2005. Tra le principali mostre personali nel 2005 Le cose non sono quelle che sembrano, a cura di Francesca Pasini, La Marrana Arte Ambientale, Monte Marcello (SP); nel 2003 In the mood for love, a cura di Liza Plavinsky, MUAR, Mosca; nel 2001 Il Gioco della verità, a cura di Bartolomeo Pietromarchi, Fondazione Adriano Olivetti, Roma. Tra le principali mostre collettive nel 2007 La parola nell'arte, MART, Rovereto; nel 2006 Young Italian Artists at the Turn of the Millennium, Galleria Continua, Beijing; D’Ombra a cura di Lea Vergine, Palazzo delle Papesse, Siena e MAN, Nuoro; nel 2005 XIV Quadriennale di Roma; nel 2003 “U-Topos” Biennale di Tirana; nel 2002, Listening to new voices, PS1, New York e Videozone, Biennale di Tel Aviv; nel 2001, Videorom, Biennale di Valencia; nel 1999 la Biennale Internazionale di Fotografia, Palazzo Bricherasio, Torino.
Gli artisti saranno presenti all’inaugurazione.
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AFRICA ON
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La galleria Lia Rumma è lieta di
annuciare la mostra Africa on, una
selezione di video di 3 tra i più rappresentativi artisti internazionali che
rielaborano con diversi approcci e media, poetici, narrativi, documentativi o
performativi, alcuni drammatici momenti della complessa storia del continente
Africano: il Sudafrica e il drama dell’apartheid, la guerra civile in Angola e
nella regione sudanese del Darfur. Il titolo nasce dalla necessità
di suggerire l’idea di un interruttore acceso per richiamare la nostra attenzione
e il nostro sguardo sulle emergenze del mondo contemporaneo.
VB61 è il video che documenta
l’ultima performance di Vanessa Beecroft, realizzata nel giugno 2007 a Venezia in
concomitanza con la Biennale di Venezia. La performance è un’ulteriore tappa
del progetto South Sudan che l’artista ha cominciato a sviluppare dopo alcuni
soggiorni nello stato africano del Sudan, con una serie di fotografie già
esposte nella galleria Lia Rumma nel settembre 2006 (?). La performance è la
rappresentazione del tragico genocidio in atto nella regione del Darfur. Circa
trenta donne sudanesi sono distese su una tela bianca, i loro corpi immobili
sono attraversati da pennellate e colature di pittura rosso sangue che sconfina
al di fuori della tela. L’azione è ridotta ad elementi minimi fissandosi quasi
in un’immagine ferma che enfatizza il senso della tragedia consumata.
Il video Muxima (2005)
dell’artista cileno Alfredo Jaar è un’elegia malinconica dedicata alla
popolazione angolana. Strutturato in in
9 canti accompagnati da diverse versioni della celebre canzone angolana, Muxima
(che nella lingua kimbundu significa “cuore”), il video narra altrettante
storie che compongono il ritratto di un paese devastato da una guerra civile
durata quasi trent’anni. Il paese ricchissimo di risorse naturali è da sempre terreno di
conquista, attraente in particolare per la straordinaria ricchezza di
petrolio. Ciononostante la sua
popolazione vive nella povertà più assoluta decimata dall’aids, la sua
sopravvivenza è costantemente minacciata dall’inaccessibilità dei servizi
sanitari, dalle milioni di mine antiuomo che cospargono il suo territorio.
Tide Table di William Kentridge è
una videoanimazione del 2003, ultimo di una serie di 9 lavori, Drawing for
Projection, che hanno come protagonista un imprenditore ingordo avido e senza
scrupoli, Soho Eckstein, e che ripercorrono le vicende del Sudafrica dai giorni
dell’apartheid alla sua fine, alla ricerca della normalizzazione. Tide Table,
letteralmente tavola delle maree, è in realtà il più intimistico di questi
film, ambientato su una spiaggia è un percorso nella memoria personale di Soho
attraverso le immagini tragiche di letti di ospedale, carestie ed epidemie che
decimano mucche. L’acqua diventa metafora di morte e cancellazione.
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Temi ed Elementi del Nuovo Studiolo Napoletano
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 Invito Mostra Glegg&Guttmann | |
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scritto 04/12/2007 15:00:21
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