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VOCAZIONE VAGABONDO PER L'ARTE
"io so che l'arte ha sempre ampliato gli orizzonti del nostro vedere e della nostra coscienza. sempre, nel passato e anche oggi. anche se non può intervenire sulla storia e sulla vita, almeno può denunciare, puntualizzare. e mai come oggi l'arte è presente nello scrutare la realtà e nel denunciare abusi. anche se troppo spesso questo suo ruolo, dagli animi semplici, viene interpretato come un deragliamento." pablo neruda.

 
Caravaggio in digitale alla Reggia di Venaria


Una straordinaria e spettacolare video installazione dal titolo «Caravaggio Experience» ospitata nei grandi spazi della Citroniera delle Scuderie Juvarriane.  

Con questo progetto, sabato 18 marzo alle 9, si aprirà alla Reggia di Venaria, in piazza della Repubblica 4, la stagione espositiva 2017. Un evento - elaborato con la consulenza scientifica di Claudio Strinati, già Soprintendente al polo Museale Romano e dirigente generale Mibact - con cui s’inaugurano le iniziative per celebrare il decennale d’apertura della Reggia. 

 

L’affascinante avventura umana e artistica di Michelangelo Merisi il Caravaggio (1571-1610), che ha detto «l’essercitio mio è di pittore», emerge dalle immagini del filmato prodotto dal Consorzio La Venaria Reale con Medialart, in collaborazione con Roma&Roma.
I visitatori entrano in diretto contatto con la creatività di questo notissimo maestro del Seicento, attraverso le 58 opere selezionate per il video realizzato dagli artisti di The Fake Factory, con musiche originali di Stefano Saletti. 

 

Insieme alla musica, il visitatore vivrà anche una singolare esperienza olfattiva, con le fragranze scelte dai maestri profumieri dell’Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella.
Sarà l’alta tecnologia del sistema multiproiezione Infinity Dimensions Technology, a far emergere il valore e l’essenza dell’arte di Caravaggio, il clima di una ricerca che, illustrata da pannelli didattici, si snoda lungo singole sezioni: dalla «Luce» al «Naturalismo», dalla «Teatralità» alla «Violenza» ai «Luoghi di Caravaggio».  

 

Il tutto fluisce con continuità, con impressioni, documenti, scene di vita vissuta che raccontano il senso, la poetica e il linguaggio dell’autore di dipinti come «Narciso», dove una figura si specchia nell’acqua e si innamora della propria immagine, o della particolare definizione del «Ragazzo morso da un ramarro» della Fondazione Longhi. Si avverte, di volta in volta, la forza e la personalissima stesura dei personaggi caravaggeschi, che escono dall’oscurità per raggiungere la luce, mentre prendono forma e vitalità le suggestive interpretazioni de «La Vocazione di Matteo» e della «Decollazione del Battista».  

 

E dall’osservazione della natura morta «Canestro di frutta», si approda a un’intensa «Flagellazione» e alla rappresentazione dell’«Adorazione dei pastori», sino alla «Cena in Emmaus» della Pinacoteca di Brera e al «Bacco» degli Uffizi. Le immagini proiettate, provenienti dall’Archivio Scala di Firenze, non possono non coinvolgere il pubblico, che, in veri e propri set fotografici, può ritrarsi e farsi ritrarre in modo da assumere l’aspetto dei protagonisti dei dipinti.
«Caravaggio Experience» è visibile da sabato 18 marzo a domenica 1° ottobre 2017 (periodo di sospensione dal 19 giugno al 13 luglio compreso).

Da martedì a venerdì 9-17. Sabato, domenica e festivi 9-18,30. Lunedì chiuso. Ingresso: da 3 a 12 euro.
Mostra compresa nel biglietto: «Tutto in una Reggia».  

 Fonte : Torinosette



scritto 19/03/2017 12.55.54 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: reggia di venaria
 
L’emozione dei COLORI nell’arte.


L’emozione dei COLORI nell’arte.

Una straordinaria collettiva con 400 opere d’arte che datano dalla fine del Settecento al presente, dove, attraverso una molteplicità di racconti, si affronta l’uso del colore da svariati punti di vista, tra i quali quello filosofico, biologico, quello antropologico e quello neuroscientifico.


Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea

GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea

 

14 marzo – 23 luglio 2017


http://www.castellodirivoli.org/lemozione-dei-colori-nellarte/


 
In Norvegia gli artisti sono considerati un patrimonio, da noi un peso...


Simone Tosca, 42enne originario di Piacenza, si è trasferito a Oslo e lavora nel dipartimento di conservazione del Museo Nazionale. Ma è anche un artista e, a differenza dell'Italia, nel paese nordico la rete di sostegno pubblico è solida. "Se hai un progetto valido ci sono concrete possibilità di ottenere fondi"
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Nonostante l’Italia detenga i due terzi del patrimonio artistico mondiale, sempre più spesso i creativi di casa nostra sono costretti a emigrare. E’ il caso di Simone Tosca, 42 anni, originario di Cortemaggiorein provincia di Piacenza, che vive e lavora ad Oslo. Una scelta di cuore, prima di tutto, ma che tiene conto anche delle molteplici possibilità di sostegno che vengono previste per chi ha nell’arte, non solo il proprio passatempo ma un’esigenza che vuole tradurre in lavoro. “In Italia non esistono stipendi per gli artisti a livello statale, a differenza della Norvegia, dove un supporto viene riconosciuto a molti e di cui, in certi casi, si può vivere tranquillamente” spiega Simone, che poi aggiunge con amarezza: “Purtroppo, visti i tempi, si può facilmente immaginare come si esprimerebbe l’opinione pubblica italiana se esistesse un sistema simile: con le mie tasse dovrei pagarti per fare l’artista? Ma vai a lavorare!”.
Resistenze che sembrano più culturali che economiche: “In Italia avevo sempre quella spiacevole sensazione di andare in pellegrinaggio ogni volta che avevo a che fare con persone con un minimo, non dico di potere, ma di ruolo”. E’ così che, dopo aver iniziato a frequentare l’Accademia di Belle Arti diBologna, ha iniziato la sua carriera: “Fu un momento di sperimentazione fondamentale, ma le prime vere opere arrivarono in seguito al ritorno a Cortemaggiore, un borgo dalle aspettative deluse immerso nella nebbia padana, che tende naturalmente a scomparire. Quale migliore opportunità? Poi le mostre, i viaggi, isoldi e Milano. Successivamente Oslo, la fine dei soldi e la necessità di reimpostare la propria vita alla soglia dei quarant’anni”.

Sì, perché nonostante il suo nome fosse tra i più richiesti nelle esposizioni o per installazioni a livello nazionale e internazionale e le opportunità non mancassero, arrivare a fine mese non era semplice: “L’arte non offre molte garanzie, ma se si decide di mettere su famiglia qualche punto fisso è indispensabile. Ripartire da zero non è semplice, in generale. All’estero, in una società che non si conosce, senza contatti, senza parlare la lingua e senza soldi è da girone dantesco”. Ma evidentemente, in un luogo che crede nell’arte, chi merita riesce a raggiungere l’obiettivo: “Arrivare al posto fisso, nel dipartimento di conservazione del Museo Nazionale di Oslo dove lavoro, ha richiesto otto anni, quasi tutte le energie e quasi tutto il tempo a disposizione. Il resto se lo è preso la famiglia e per questo la carriera artistica ha necessariamente subito un rallentamento. Portata avanti nelle pause pranzo, nei weekend e nelle ore notturne, in notti sempre più corte. Ma comunque portata avanti. I bambini crescono, gli spazi si allargano ed il tempo a disposizione ora tornerà”.

Simone, che ha avuto due figli dalla compagna norvegese, è uno degli esponenti di punta della cosiddetta “arte sonora digitale”, una particolare forma di espressione basata su creazioni che intrecciano i sensi e richiedono di essere percorse, vissute, più che osservate. Un settore non semplice, almeno senza che prima venga compiuto un lungo percorso di approfondimento. Anche per questo, la Norvegia sembra rappresentare per la sua attività l’ambiente ideale: “Agli artisti norvegesi il mercato interessa poco. Generalizzando, hanno un forte senso dell’etica, quindi mischiare arte e mercato significa un po’ compromettersi. Un’idea allo stesso tempo old-fashioned e terribilmente attuale. Non hanno una reale urgenza di iniziare a collaborare con gallerie private a fini commerciali, visto che lo Stato fa molto per supportare il loro lavoro. E questo, paradossalmente, è un enorme vantaggio rispetto all’Italia per un successivo ingresso nel mercato”.

Fonte: Il Fatto Quotidiano 29/172017 art. di Gianmarco Aimi.



scritto 29/01/2017 19.26.00 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: mibac museo nazionale di oslo
 
Auguri a tutti di un sereno anno nuovo!!!

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Auguri a tutti di un sereno anno nuovo…..con un piccolo regalo musicale!



 
Buon Natale!!


SERENE FESTE a tutti nel limite del possibile...


scritto 24/12/2016 16.57.36 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico


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