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ARCHIVE OPHEN VIRTUAL ART
verso l'arte globale tra ricerca, tecnologia e natura.

 
A Brescia Mostra di Ken Damy "ANNI SETTANTA" a cura di Piero Cavellini






In occasione dell’inaugurazione della mostra di Ken Damy “Anni Settanta” con una selezione di sue fotografie legate al mondo dell’Arte nella Galleria “Visual Art” in Corsetto Sant’Agata 22 (piano terra, cortile interno) a Brescia,

Sabato 17 Novembre 2018 alle ore 18 verrà presentato l’ultimo libro  di Piero Cavellini "Cronache di un osservatore dell’arte” (Spazio Contemporanea, Magalini Editrice2), che in appendice contiene numerose immagini scattate da Ken Damy relative alle mostre succedutesi nella sua galleria,  con gli interventi di Fausto Lorenzi (Critico d’arte, Giornalista), Carlo Clerici (Collezionista, Presidente di Spazio Contemporanea), Ken Damy (Fotografo e autore).



Cronache copertina, l’ultimo libro di Piero Cavellini "Cronache di un osservatore dell’arte”



I meravigliosi anni settanta  presentati da Piero Cavellini a Brescia in quegli anni, con importanti artisti dell'Arte Povera come Parmiggiani, Anselmo, Zorio, Penone e Calzolari accomunati da un intendere comune che di fatto   ha segnato in positivo  e straordinariamente questo periodo.  Brescia, con alcune importanti gallerie di arte contemporanea è stata, di fatto, un'importante e strategico polo culturale di questo cambiamento.  (Sandro  Bongiani)




Parmiggiani, "Daphnephoria", 1974


Anselmo, "Direzione", 1976


Zorio, "Le opere saranno poi sibilanti", 1989


Penone, "Sette calchi di occhi" 1976


Calzolari, "Tre spazi bianchi a Delma di Saiano" 1976 



Mostra segnalata da Sandro Bongiani, Archivio Ophen Virtual Art di Salerno


 
91 anni fa nasceva a Detroit l'artista americano Ray Johnson



91 anni fa, il 16 ottobre del 1927,  nasceva a Detroit un artista chiave della Pop Art   e uno dei padri fondatori della Mail Art.



"I have simply had to accept that out of a life necessity I have written a lot of letters, and given away a lot of material and information, and it has been my compulsion. And as I have done this, it has become historical. It’s my resume, it’s my biography, it’s my history, it’s my life".  (Ray Johnson)






La Mail Art è nata  più di 50 anni fa, nel 1962, da quando l'artista americano Ray Johnson, fondò la “New York Corrispondance School of Art” occasionalmente in contemporanea con il movimento “ Fluxus”  del lituano-americano George Maciunas (1961)  e la  Pop Art di Leo Castelli a New York (1962). Una sorta di scuola d’arte per corrispondenza nella quale gli elaborati grafici con l’inserimento di timbri e collage venivano per la prima volta spediti per posta a conoscenti e persino ignari destinatari, dando  completa autonomia alla comunicazione e rendendo questo nuovo modo di espressione totalmente libero e al di fuori di qualsiasi schema imposto e prefissato dal potere culturale e di conseguenza dal mercato ufficiale dell’arte.  Rimane uno dei personaggi più originali  nel panorama degli anni 60’ in poi.




  


 







 








Biografia/ Ray Johnson era un artista americano noto per la sua pratica innovativa di Correspondence Art. Una pratica basata su collage, il suo lavoro combina fotografia, disegno, performance e testo su distanze geografiche, attraverso la spedizione della posta. I progetti di Johnson includevano prestazioni concettualmente elaborate che si occupavano di relazioni interpersonali e disordini psichici. "sono interessato a cose e cose che si disintegrano o si disgregano, cose che crescono o hanno aggiunte, cose che nascono da cose e processi del modo in cui le cose mi accadono realmente", ha detto l'artista. Nato il 16 ottobre 1927 a Detroit, nel Michigan, i suoi primi anni di vita comprendevano lezioni sporadiche al Detroit Art Institute e un'estate alla Ox-Bow School di Saugatuck, nel Michigan. Nel 1945, Johnson lasciò Detroit per frequentare il progressivo Black Mountain College in North Carolina. Durante i suoi tre anni nel programma, ha studiato con un certo numero di artisti, tra cui Josef Albers, Jacob Lawrence, John Cage e Willem de Kooning. Trasferitosi a New York nel 1949, Johnson stringe amicizia tra Robert Rauschenberg e Jasper Johns, sviluppando una forma idiosincratica di Pop Art. Nei decenni successivi, Johnson divenne sempre più impegnato in performance e filosofia Zen, fondendo assieme  la pratica artistica con la vita. Il 13 gennaio 1995 Johnson si suicidò, gettandosi da un ponte a Sag Harbor, New York, poi nuotando in mare e annegando. Nel 2002, un documentario sulla vita dell'artista chiamato How to Draw a Bunny,  ci fa capire il suo lavoro di ricerca. Oggi, le sue opere si trovano nelle collezioni della National Gallery of Art di Washington, D.C., del Museum of Modern Art di New York, del Walker Art Center di Minneapolis e del Los Angeles County Museum of Art.  In questi ultimi anni tutto il suo lavoro sperimentale è stato rivalutato dalla critica come anticipatore persino della Pop Art americana.
 




Opere:   Visit: Ray Johnson Estate.

 


 

The Video: The Ray Johnson Sampler

by Nicholas Maravell

https://www.youtube.com/watchv=Ac98kJbekOE&feature=share   


Durata del video 1:56:51  



 
ARCHIVIO DI STATO DI SALERNO / Mostra Personale di Antonio Baglivo




ARCHIVIO DI STATO DI  SALERNO
Piazza Abate Conforti -dal 14 ottobre al 02 dicembre 2018 




Mostra personale di Antonio Baglivo

"Carte dall’esilio"
 libri d’artista e opere su carta" 



Inaugurata il 14 ottobre, in occasione della giornata nazionale “Domenica di carta 2018”, la mostra personale di Antonio Baglivo dal titolo CARTE DALL’ESILIO. Una selezione ordinata di opere: libri d’artista, calcografie a rilievo, disegni e monotipi che scandiscono le varie fasi di una lunga e articolata ricerca estetica realizzata dell’artista salernitano quasi esclusivamente durante gli ultimi venti anni di lavoro. Un arco temporale che l’autore stesso definisce come “anni di esilio”, ovvero di una condizione esistenziale di isolamento, di un volontario allontanamento durante il quale il dialogo con l’esterno è stato affidato quasi esclusivamente alle carte incise, ai segni grafici e ai testi poetici che, in forma di libro, si sono imposti come veicolo privilegiato e luogo di incontro per scambi, sinergie e per preziose collaborazioni. Oltre ad una ricca produzione di libri oggetto e libri d’artista in copia unica, nella mostra saranno esposte numerose plaquette realizzate in seno alle edizioni IBRIDILIBRI, che Antonio Baglivo cura e coordina in prima persona. Si tratta di oggetti minimi, generalmente di poche pagine, la cui tiratura, il più delle volte, non supera le trenta copie o addirittura si esaurisce in una copia singola. Oggetti ibridi perché difficilmente collocabili in una precisa categoria: non sono libri, nell’accezione canonica del termine, né sono opere d’arte grafica, né pitture, né sculture, semmai, spesso, sono la somma di tutto questo. Gran parte degli IBRIDILIRI esposti in questa mostra rappresentano una tipologia particolare di opere nelle quali si realizza l’incontro sinergico di due o più linguaggi, dove il corpo della scrittura e il testo iconico si sostanziano in un unicum fatto di rimandi e rispecchiamenti allusivi, senza mai assumere carattere didascalico o illustrativo ma sempre carichi di sollecitazioni estetiche, visive e tattili. Oggetti particolari nei quali, nel tempo, è confluito l’interesse di poeti e scrittori nazionali.





Antonio Baglivo / BIOGRAFIA



Antonio Baglivo, nato a Casal Velino nel 1951, vive e lavora a Bellizzi (SA).
Scultore, pittore, incisore, ceramista, nel 1977 a Salerno ha fondato il Centro di Documentazione Arte Contemporanea Laboratorio Dadodueche ha diretto fino al 1992. 
Notevole risulta la sua attività espositiva personale di cui indichiamo solo alcuni recenti progetti tra i più significativi:
Le superfici fossili, Galleria “A come Arte”, Napoli 1992; Mostra personale alla galleria “L’Idioma”, Ascoli Piceno 1993; Antologica 1984/94, Tempio di Pomona, Salerno 1994; Naturalia/Artificialia, Forte La Carnale, Salerno 1997; Katakatascia, Lavatoio Contumaciale, Roma 1997; Katakatascia, Villa Matarazzo, S. Maria di Castellabate 1999; Notturni tursitani, Villa Guariglia, Vietri sul Mare 2000; Teca Mundi. Mostra antologica di grafica e libri d’artista, Tempio di Pomona, Salerno 2003; Ibridilibri, Biblioteca Alessandrina, Università La Sapienza, Roma 2004; Crisalidi-Chimere, Palazzo S. Agostino, Salerno 2009; Ibridilibri, Museo Provinciale Irpino, Avellino 2009; La forma del libro, Biblioteca Nazionale di Napoli, 2010; La coda di Narciso, Biblioteca Vallicelliana, Roma,2010, Ibridilibri, Museo Comunale di Praia a Mare, 2018

Ideatore e curatore della collana IBRIDILIBRI e dell’archivio di libri d’artista IBRIDIFOGLI, ha  realizzato cartelle e plaquette in collaborazione con poeti e scrittori tra i quali: Maria Luisa Spaziani, Bianca Maria Frabotta, Antonio Porta, Elio Filippo Accrocca, Gerardo Pedicini, Idolina Landolfi, Luigi Giordano, Marcello Napoli, Paolo Aita, Giorgio Bàrberi Squarotti, Paolo Ruffilli, Gerardo Malangone, Alessandro Carandente, Gian Battista Nazzaro, Raffaele Barbieri, Cosimo Caputo, Domenico Cipriano, Biagio Fioretti, Franco Gordano, Cristina Tafuri, Cesare Ruffato, Riccardo Avallone, Franco Dionesalvi, Rino Mele, Mario Lunetta, Antonio Spagnuolo, Ugo Piscopo, Vito Pinto, Francesco D’Episcopo, Tommaso Ottonieri, Rubina Giorgi, Francesco Agresti, Elio Pecora, Lamberto Pignotti, Salvatore Violante, Raffaele Della Fera, Maria Teresa Schiavino, Arturo Schwarz.

Segnalato da Archivio Ophen Virtual Art di Salerno.




 
Ruggero Maggi / TUTTI I COLORI DEL CAOS





TUTTI I COLORI DEL CAOS
personale di Ruggero Maggi

 
Napoli – dal 13 ottobre al 3 novembre 2018
vernissage: sabato 13 ottobre 2018 ore 18.00
curatori: Ruggero Maggi, Giovanna Donnarumma, Gennaro Ippolito




 

Via S.Paolo ai tribunali, 31 Napoli  
3275849181- 3342839785 
orario: lun-ven: 17-20:00 | sab: 10:30-15:00 
(possono variare, verificare sempre via telefono) 
vernissage: sabato 13 ottobre 2018. ore 18.00 
curatori: Ruggero Maggi, Giovanna Donnarumma, Gennaro Ippolito 
autori: Ruggero Maggi  
genere: arte contemporanea, serata - evento, personale 








L’uomo desidera certezze che apparentemente solo scienza e tecnologia possono offrirgli, in realtà arte e poesia hanno anticipato molte teorie scientifiche.
Gli artisti si inoltrano in territori misteriosi dove solo pochi coraggiosi osano…. la poesia è per gli audaci.
L’essere umano ricerca ordine e simmetria in un mondo complesso che possiede in sè però già tutto l’ordine necessario ma difficile da svelare.
Viviamo ai margini del Caos…


MIRABILIA
[…] Maggi come artista ha da sempre privilegiato la progettazione e realizzazione del libro come pratica artistica innovativa, lontana dai rigori di opere di grandi dimensioni e capace di innescare una sorta di cortocircuito tra la parola, l’immagine, il supporto, il formato e l’interazione con lo spettatore chiamato a cambiare il suo approccio con il libro e con l’opera d’arte.
[…] Maggi artista e Maggi grande promotore di cultura e di riflessione sulla contemporaneità, capace di sensibilizzare con chiarezza ma anche delicatezza di opere e azioni su questioni che toccano noi tutti. Così è anche per questa mostra pensata quasi come una Wunderkammer, una camera delle meraviglie, da percorrere con uno sguardo non superficiale ma curioso dei particolari intrinseci in ogni lavoro. Le meraviglie, le curiosità sono i libri, le pagine, gli innumerevoli oggetti che dialogano con le pagine a stampa, disegnate, negate, trasformate, sovrapposte, incollate, bucate con sapienza ed anche con una certa ironica leggerezza e casualità che le avvicina a oggetti di sapore surrealista. I ricordi di infanzia, suoi o della figlia, gli amori spinosi, i ricordi letterari, gli omaggi a grandi artisti, l’attenzione alla natura, ai particolari soprattutto della natura, tutto converge in un continuum che rende la mostra un unicum in cui procedere con stupore e attenzione.
Emma Zanella (direttrice Museo MAGA, Gallarate)





Ruggero Maggi
Artista e curatore. Dal 1973 si occupa di poesia visiva; dal 1975 di copy art, libri d’artista, arte postale; dal 1976 di laser art, dal 1979 di olografia, dal 1985 di arte caotica sia come artista - con opere ed installazioni incentrate sullo studio del caos, dell’entropia e dei sistemi frattali - sia come curatore di eventi.
Tra le installazioni olografiche: “Una foresta di pietre” (Media Art Festival - Osnabrück 1988) e “Un semplice punto esclamativo” (Mostra internazionale d’Arte Olografica alla Rocca Paolina di Perugia – 1992); tra le installazioni di laser art: “Morte caotica” e “Una lunga linea silenziosa” (1993), “Il grande libro della vita” e “Il peccatore casuale” (1994), “La nascita delle idee” al Museo d’Arte di San Paolo (BR). Suoi lavori sono esposti al Museo di Storia Cinese di Pechino ed alla GAM di Gallarate. Ha inoltre partecipato alla 49./52./54. Biennale di Venezia e alla 16. Biennale d’arte contemporanea di San Paolo nel 1980.
Nel 2006 realizza “Underwood” installazione site-specific per la Galleria d’Arte Moderna di Gallarate. Nel 2007 presenta come curatore il progetto dedicato a Pierre Restany “Camera 312 – promemoria per Pierre” alla 52. Biennale di Venezia.
Dal 2011 con cadenza biennale (2013/2015/2017) presenta a Venezia con il Patrocinio del Comune di Venezia Padiglione Tibet, progetto esposto successivamente alla Biennale di Venezia, al Museo Diotti di Casalmaggiore (CR) e presso la Biblioteca Laudense di Lodi. Nel 2014 Padiglione Tibet partecipa alla Bienal del Fin del Mundo in Argentina e nel 2016 è presentato al Castello Visconteo di Pavia.

Mostra segnalata da Archivio ophen Virtual Art di Salerno


 
MEETING FRACTAL PORTRAIT PROJECT OF RYOSUKE COHEN / 2 - 3 - 4 ottobre 2018





PONTASSIEVE / FIRENZE  
MEETING  FRACTAL PORTRAIT PROJECT
2 - 3 - 4  ottobre 2018

 


XXVII  Rassegna internazionale “Incontri d’Arte”
La Barbagianna, una casa per l’Arte Contemporanea
 Pontassieve (Firenze), via di Grignano 25

PERFORMANCE OF  RYOSUKE  COHEN

"CORPO - AZIONE - MEMORIA"

a  cura  di Sandro  Bongiani e  Alessandra Borsetti Venier



 

Presentazione di  Sandro  Bongiani
3  ottobre 2018, dalle ore 15:00 alle 20:00

Mercoledì 3  ottobre 2018  dalle ore 15:00 alle 20:00   l’artista giapponese Ryosuke  Cohen  presenterà al pubblico la performance Corpo - Azione – Memoria, in occasione dei suoi 70 anni (1948-2018) e del  Meeting Fractal Portrait Project presso la  XXVII Rassegna Internazionale “Incontri d'Arte” curata da Alessandra Borsetti Venier “La Barbagianna – una casa per l’arte contemporanea” di Pontassieve, Firenze.

Ryosuke Cohen, uno dei più longevi e interessanti artisti giapponesi contemporanei nati negli anni quaranta, nel 1985 ha iniziato il progetto internazionale  “Brain Cell”  e  nel 2001 il Progetto “Fractal  Portrait”. Ryosuke Cohen non è nuovo alla performance, è dal 2001 che realizza  performances in occasione dei numerosi  meeting  svolti in tutto il mondo (la prima volta  è stata svolta in Italia), con face e body, coinvolgendo migliaia di artisti nel campo della collaborazione e della performance. Un progetto  globale di arte partecipata svolto da Cohen  nel campo dell’arte globale.
Cohen è oggi l’artista contemporaneo che non rappresenta più colui che produce un’opera d’arte secondo le vecchie idee classiciste della tradizione, ma ricopre il ruolo di mediatore e di intermediario tra la realizzazione di un’idea progettuale (la sua) e coloro che vi partecipano. Praticamente, egli si fa promotore di un “fare” diventando regista di un intervento provvisorio che si materializza  nella collaborazione collettiva in cui tutti possono partecipare ed essere positivamente coinvolti. In questa performance di Pontassieve verranno realizzate 5 opere  (body) Fractal Portrait Project  di grande dimensione di cm 209x89 ciascuna. Vogliamo evidenziare un lato ancora poco conosciuto dei progetti “Fractal Portrait” ,soprattutto alla conoscenza delle opere “Body” e della serie delle slhouette del corpo  realizzate  dall’artista in particolari momenti collettivi unendo insieme diversi fogli Brain Cell in cui i soggetti, gli amici incontrati nei vari tour vengono invitati a  distendersi a terra sopra questi fogli Brain Cell,  con l’artista  impegnato  per l’occasione a  disegnare e rilevare il contorno immediato del corpo. Una sorta di “performance collettiva” che, seppur con le dovute differenze di lavoro, lo lega indissolubilmente al suo  caro amico Shozo Shimamoto, divenendo, di fatto,  il naturale  attivo continuatore  e interprete dell’arte di ricerca oggi in Giappone. 
Per questo evento  Internazionale  il 3 ottobre 2018 saranno  presenti in mostra 36 opere della serie “Brain Cell” (Cervello Cellula) dal numero 966 dell’8 gennaio  2017 al 999 dell’ 8 novembre 2017 di cui una speciale opera realizzata appositamente per il numero 1000, e tre  lavori  Fractal  Portrait Project  body inediti di grande dimensione presentati precedentemente a giugno 2018 a Pontassieve.




Biografia Ryosuke Cohen, nato nel 1948, Osaka, in Giappone. Il nome della famiglia è Kouen  ma su consiglio di Byron Black, ha adottato  il nome  inglese  'Cohen' come in ebraico. Cohen scoprì la mail art in Canadà.  Ryosuke è il figlio di un noto scrittore di haiku in Giappone, Jyunichi Koen. I primi lavori di Cohen sono il risultato di un misto di tradizione e immaginario giapponese, numeri  e icone contemporanee  così com’è la sua firma, la lettera "C". L’artista giapponese per lungo tempo è stato interessato al movimento  Dada e Fluxus,  in contatto con Shozo Shimamoto e i membri del gruppo Gutai  condividendo in modo spontaneo e naturale un nuovo modo di fare arte contemporanea. Ryosuke non è il primo artista postale e marginale giapponese, ma sicuramente è l’autore giapponese più interessante nel network internazionale.  Dopo Ray Johnson e  Guglielmo Achille Cavellini, anche Ryosuke Cohen  rimette  ancora una volta in gioco le carte della sperimentazione in  un sistema culturale antiquato che preferisce l’opera creata appositamente per essere mercificata. Lo fa  proponendo un particolare suo progetto “Brain Cell” (Cellula celebrale), iniziato nel giugno 1985 con  migliaia di membri  sparsi in oltre 80 paesi.  Un lavoro che raccoglie  ogni 7-10 giorni circa le immagini di tanti artisti su un'unica pagina allegando un elenco di indirizzi di collaboratori, 55 in media per opera, che lo ha visto coinvolto per oltre  30 lunghi anni,  rifiutando l’opera unica e concetti  consueti come l’originalità e quindi, preferendo maggiormente il gioco, la ricerca  e la libertà concreta dell’artista volutamente collocato ai margini dell’attuale sistema culturale. Per questo modo di fare, egli è forse il più  interessante e attivo artista nella rete di chiunque altro per la capacità organizzativa del progetto e per diffusione capillare dell’arte marginale. 



Nell'agosto 2001 ha iniziato in Italia  il progetto “Fractal Portrait”, facendo ritratti e silhouette del corpo ai suoi amici artisti in occasione dei  vari Meeting   svolti in diverse parti del mondo; Stati Uniti, Canada, Inghilterra, Irlanda del Nord, Spagna, Jugoslavia, Germania, Olanda, Corea, Italia e Francia.  Cohen è l’artista contemporaneo che non rappresenta più colui che produce un’opera d’arte secondo le vecchie idee classiciste della tradizione, ma ricopre il ruolo di mediatore e di intermediario tra la realizzazione di un’idea progettuale (la sua) e coloro che partecipano al progetto. Praticamente, egli si fa promotore di un “fare” diventando regista di un intervento provvisorio,  che nasce  dal contributo degli altri e  si materializza insieme  nella collaborazione collettiva in cui tutti possono partecipare ed essere positivamente e  appassionatamente coinvolti nella  creazione dell’opera. In oltre trent’anni di lavoro ha esposto con mostre e svolto performance  e incontri  in numerose e diverse aree geografiche del  mondo.   

Attualmente vive a Ashiya-City Hyogo in Giappone.





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