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ARCHIVE OPHEN VIRTUAL ART
verso l'arte globale tra ricerca, tecnologia e natura.


ARCHIVIO: novembre 2017
 
Betty Danon / Dichiarazione di poetica.




BETTY  DANON



 


partenza dal cerchio
archetipo magico
eterno perfetto totale assoluto
il cerchio si spezza in 
ombra-luce,
conscio-inconscio
yin e yang
si nasconde dietro alle sbarre,
perplessità di fronte 
all'enigma di fondo
cerca il quadrato  
e nei momenti di grazia
appare il mandala  
archetipo universale.

scompare il cerchio
quasi per pudore 
resta il quadrato 
più umano meno perfetto 
si spazza si dilata 
si fa struttura  
si divide in moduli e sottomoduli 
si inserisce tra le sbarre
che si trasformano si spezzano
s'incontrano in un giuoco 
di percezioni visive.

la simbologia dell'inizio
si manifesta nella costante
attrazione degli opposti 
coesistenza-equilibrio 
tra razionale e intuitivo 
definito e imponderabile 
logico e poetico 
programmato e casuale.

fine ultimo:
rarefazione dell'immagine-materia
comunicazione spirituale-cosmica.

Betty Danon 
dichiarazione di poetica 1972





 
Opere presentate alla Galleria  Tiziana Di Caro a Napoli


"Dopo  il periodo iniziale  l’attenzione sarà  essenzialmente  rivolta al rigo musicale con  lavori più concettuali  in cui l’interesse sarà spostato principalmente verso il segno che si fa suono  e anche  natura. Infine, nei primi anni '80, l’uscita volontaria dai circuiti ufficiali  dell'arte, decidendo di lavorare volutamente nell'ombra e condividendo il lavoro con artisti di tutto il mondo attraverso la Mail Art,  la poesia visiva, la performance e  il libro d’artista.  Insomma, arte e vita che s’intrecciano all'unisono, come opportunità di oltrepassare i confini di una usuale concezione, in un percorso creativo davvero ammirevole e ininterrotto  per oltre 33 anni, dal 1969 sino al 2002, diffondendo la sua poetica e il suo pensiero della vita e dell’arte in modo globale".   Sandro  Bongiani
visit.  http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=55502&IDCategoria=1  



Artista concettuale e poeta visiva, Betty Danon arriva da Istanbul a Milano nel 1956. La sua produzione artistica inizia nel 1969 con lavori ispirati alla simbologia Junghiana e prosegue con un profondo interesse nei confronti del suono come origine di tutte le cose. In particolare la sua ricerca sarà rivolta al rapporto tra suono e segno e all’utilizzo del rigo musicale; una presenza costante, dagli anni ’70 in poi, in tutta la sua opera.
Apprezzata dai più prestigiosi musei internazionali, Betty Danon ha partecipato alle edizioni della Biennale di Venezia del 1978 e del 1980. Suoi lavori sono presenti nelle collezioni del MOMA di New York e del MART di Trento e Rovereto dove è anche conservato il suo archivio.




BIOGRAFIA
Betty Danon nasce a Istanbul nel 1927 e si trasferisce a Milano nel 1956. Ha lavorato con il suono e con il segno a partire dalla simbologia junghiana, riducendo cerchio e quadrato a due elementi primari - punto e linea - che si svilupperanno nei lavori futuri.
Ha esposto in Italia e all'estero in numerose mostre personali e collettive, tra le quali vanno ricordate le mostre speciali presentate nelle due edizioni Biennale di Venezia del 1978 e del 1980. Il suo lavoro è documentato su numerose riviste d'arte contemporanea ed è presente in molti archivi d'arte internazionali.
Uscita volontariamente, negli anni '80, dai circuiti convenzionali dell'arte, ha dato negli anni successivi il meglio di sé, condividendo il suo lavoro con artisti di tutto il mondo attraverso la mail art e diffondendo lo spirito creativo del suo pensiero in preziosi atelier di "iniziazione alla creatività", per un pubblico sia professionista che amatoriale.
L'utilizzo del computer, alla fine degli anni '80, le ha permesso di dar vita ai suoi più luminosi colpi d'ala nel campo della poesia visuale, con la creazione di numerosi libri, alcuni dei quali pubblicati in tiratura limitata, altri in pezzi unici.
I suoi lavori sono oggi al MART di Trento e Rovereto, dove è custodito anche il suo archivio , presso The Museum of Modern Art di New York, nel dipartimento di Rare Books della Ohio State University, negli archivi Sackner, e in musei e biblioteche di più di 25 nazioni di tutto il mondo.



 
MILANO / PERSONALE DI CARLO RAMOUS




LE  SCRITTURE  URBANE  DI CARLO  RAMOUS

Milano - dal 20 al 30 novembre 2017





Dopo il successo della mostra tenutasi alla Triennale di Milano, con più di 12.500 visitatori in poco più di due mesi, il pubblico potrà nuovamente ammirare e toccare con mano le opere dello scultore e pittore meneghino Carlo Ramous (Milano, 2 giugno 1926 – 16 novembre 2003). Un protagonista del secondo Novecento che, grazie all’assidua collaborazione con ingegneri e architetti, ha saputo reinventare la scultura in rapporto agli edifici e ha trovato nello spazio urbano il luogo ideale per le sue opere monumentali. Alcune di queste affascinanti sculture si trovano oggi lungo le strade cittadine e nei luoghi di aggregazione più importanti di Milano: il Giardino della Triennale, il Parco dell’arte dell’Idroscalo, il Giardino Carlo Ramous (fermata M5 San Siro - Ippodromo), Piazza Miani, Piazza della Conciliazione e Piazzale Segrino.



 

Dal 20 al 30 novembre 2017, dalle ore 18.00 alle ore 20.00 (sabato e domenica dalle ore 15.00 alle ore 18.00), in Via Tiziano 11 a Milano (fermata M1 Buonarroti) vi sarà l’apertura straordinaria dello Spazio Ramous, per scoprire e imparare a conoscere tutte le sculture che sono diventate dei punti di riferimento e dei segni culturali dell’identità urbana.  (Sandro Bongiani Arte Contemporanea).



   
         



         SPAZIO  RAMOUS 
         Via Tiziano 11 (20145) – Milano.      
         vernissage: 20 novembre 2017  ore 18.00.       
         email: anteapress@gmail.com  


 
RUGGERO MAGGI / Non Solo Libri, Galleria di Arti Visive - Gallarate



16 - 17 NOVEMBRE 2017
presso la GALLERIA DI ARTI VISIVE DELL’UNIVERSITA’ DEL MELO


CONCLUSASI LA MOSTRA
NON SOLO LIBRI”
CON LA PRESENZA DI RUGGERO MAGGI



Dopo l’inaugurazione all’interno del festival DUEMILALIBRI, termina il 17 novembre 2017, presso la Galleria di Arti Visive dell’Università del Melo, la mostra di Ruggero Maggi Non solo libri che ha inaugurato il nuovo progetto Officina Open, naturale proseguimento di Officina Contemporanea la rete culturale urbana promossa da Fondazione Cariplo nel 2013 con la partecipazione di undici importanti enti e associazioni culturali cittadine.
Officina Open nasce dalla collaborazione tra l’Università del Melo, luogo ospitante delle rassegne espositive, il Museo Maga e l’Assessorato alla Cultura del Comune di Gallarate.

I giorni 16 e 17 novembre negli orari di apertura al pubblico (dalle 16 alle 19 circa) è stato presentato in galleria l'autore delle opere esposte, Ruggero Maggi. L’artista, da sempre abituato a inventare nuovi modi di fare arte, presenta una selezione di libri d’artista dove “ … il libro viene pensato e realizzato come oggetto artistico autonomo, creato per esplorare inediti territori di ricerca, per aprire finestre al di là delle quali si aprono infiniti nuovi mondi. Maggi come artista ha da sempre privilegiato la progettazione e realizzazione del libro come pratica artistica innovativa, lontana dai rigori di opere di grandi dimensioni e capace di innescare una sorta di cortocircuito tra la parola, l’immagine, il supporto, il formato e l’interazione con lo spettatore chiamato a cambiare il suo approccio con il libro e con l’opera d’arte ….” spiega Emma Zanella, curatrice della mostra, nel suo testo critico.


         
    

Ruggero Maggi


Artista e curatore. Dal 1973 si occupa di poesia visiva; dal 1975 di copy art, libri d’artista, arte postale; dal 1976 di laser art, dal 1979 di olografia, dal 1985 di arte caotica sia come artista - con opere ed installazioni incentrate sullo studio del caos, dell’entropia e dei sistemi frattali - sia come curatore di eventi.

Tra le installazioni olografiche: “Una foresta di pietre” (Media Art Festival - Osnabrück 1988) e “Un semplice punto esclamativo” (Mostra internazionale d’Arte Olografica alla Rocca Paolina di Perugia – 1992); tra le installazioni di laser art: “Morte caotica” e “Una lunga linea silenziosa” (1993), “Il grande libro della vita” e “Il peccatore casuale” (1994), “La nascita delle idee” al Museo d’Arte di San Paolo (BR). Suoi lavori sono esposti al Museo di Storia Cinese di Pechino ed alla GAM di Gallarate. Ha inoltre partecipato alla 49./52./54. Biennale di Venezia ed alla 16. Biennale d’arte contemporanea di San Paolo nel 1980.

Nel 2006 realizza “Underwood” installazione site-specific per la Galleria d’Arte Moderna di Gallarate. Nel 2007 presenta come curatore il progetto dedicato a Pierre Restany “Camera 312 – promemoria per Pierre” alla 52. Biennale di Venezia.

Dal 2011 con cadenza biennale (2013/2015/2017) presenta a Venezia con il Patrocinio del Comune di Venezia Padiglione Tibet, progetto esposto successivamente alla Biennale di Venezia, al Museo Diotti di Casalmaggiore (CR) e presso la Biblioteca Laudense di Lodi. Nel 2014 PadiglioneTibet partecipa alla Bienal del Fin del Mundo in Argentina e nel 2016 è presentato al Castello Visconteo di Pavia.




 
LAURA MARMAI / IL MARE INTORNO A NOI




PERSONALE  DI  LAURA  MARMAI


“IL  MARE INTORNO A NOI”
Presentazione di  Nello Ferrigno


Vernissage 3 novembre 2017, ore 18.00
FAI – Via Portacatena, 50  SALERNO


Dal 3 novembre al 30 novembre 2017
Aperti ogni mercoledì e venerdì dalle 18.00 alle 20.00

Viene presentata presso la sede FAI di Salerno la mostra personale di Laura Marmai con una ventina di importanti lavori in ceramica dal titolo: “il mare intorno a noi”, in cui  l’attenzione dell’artista si concentra sul tema del mare mediterraneo diffusore di contatti, bellezza e  amore. 

Scrive Nello Ferrigno in catalogo: “Laura Marmai, friulana, è riuscita a portare nel suo fare ceramica la determinatezza tipica della sua gente, è riuscita a mutare il suo essere  “nordica” con la solarità ed i colori della realtà mediterranea in cui vive da anni: le sue opere, infatti, hanno insite – da una parte - la tradizione vietrese e – dall’altra - il rigore della sua terra”, aggiungendo, “Il suo fare ceramica è un piacere che traspare dai suoi manufatti e che si riflette negli occhi di chi li guarda”.  Infatti, “Laura è dotata di abilità pittoriche e di inventiva plastica, per cui la si può definire un’artista erede di antichi saperi della nostra tradizione ceramica”.  



 



La mostra sarà visitabile a Salerno 
per tutto il mese di novembre 2017





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