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IL NOTIZIARIO DI ANDREA SPEZIALI
www.andreaspeziali.it

 
Tiepolo segreto


Il Teatro Olimpico di Tiepolo: per la prima volta svelati al pubblico sette capolavori di Giandomenico Tiepolo “palladianista”.

Sette straordinari affreschi di Giandomenico Tiepolo (1727-1804) da oltre cinquant’anni anni erano conservati nelle residenze dei proprietari che coraggiosamente li salvarono dalle distruzioni belliche. Oggi gli eredi, convinti dell’opportunità di un godimento pubblico di tali capolavori, li hanno destinati al Palladio Museum. Ad essi viene dedicata una mostra, realizzata grazie alle competenze e alla collaborazione della Soprintendenza di Verona diretta da Fabrizio Magani, che la cura insieme al direttore del Palladio Museum, Guido Beltramini.

In questa vicenda s’intrecciano più storie. Quella della straordinaria arte dei Tiepolo, in grado di trasformare dalla radice la tradizione frescante veneta. Quella della difesa del patrimonio artistico negli anni cupi della seconda guerra mondiale. Ma esiste una terza storia che lega in modo indissolubile gli affreschi di Palazzo Valmarana Franco agli studi palladiani: essi infatti sono realizzati due decenni dopo la straordinaria decorazione di Villa Valmarana ai Nani, per il figlio del committente, Gaetano Valmarana. Nella dimora suburbana a poca distanza dalla Rotonda palladiana, per il padre Giustino Valmarana, i Tiepolo celebrano la naturalezza di una vita “moralizzata” in campagna. Vent’anni dopo, in città, a poca distanza dal Teatro Olimpico, il registro è completamente diverso: Tiepolo concepisce per il figlio una riedizione in pittura della magnificente scena del teatro all’antica di Palladio adottando non più il registro lieve e scherzoso della vita agreste ma il linguaggio aulico, monocromo ma nondimeno guizzante, della vicina architettura palladiana.
“Siamo orgogliosi di poter contribuire alla cultura della nostra città – dichiarano Camillo e Giovanni Franco, proprietari degli affreschi – con una parte della storia della nostra famiglia”. Fu fra l’altro Fausto Franco, zio dei generosi proprietari e Soprintendente ai Monumenti, a seguire il salvataggio degli affreschi di famiglia nel 1945. Dieci anni dopo lo stesso Franco, insieme – fra gli altri – a Rodolfo Pallucchini, Anthony Blunt, Rudolf Wittkower e André Chastel, fu fra i tredici fondatori del primo Consiglio scientifico del Centro palladiano, coordinato da Renato Cevese.

“Si tratta di una iniziativa lodevole e assai opportuna – dichiara Fabrizio Magani – in considerazione delle effettive distruzioni che gli affreschi di Tiepolo hanno subito a Vicenza durante la guerra. È importante quindi che oggi divenga fruibile al pubblico una parte importantissima del Tiepolo sopravvissuto”.

Le opere saranno allestite nella Sala delle Arti al piano nobile di palazzo Barbarano, in continuità con le sale espositive del Palladio Museum. “In questo modo – dichiara Howard Burns, presidente del Consiglio scientifico del Centro palladiano – il museo ribadisce la propria natura di autentico ‘museo della città’, luogo dello studio ma anche della conservazione dei reperti della memoria urbana nei suoi aspetti più significativi”.



scritto 18/11/2017 20:40:37 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico
 
RIVOLUZIONE GALILEO. L’arte incontra la scienza

La mostra ha ricevuto la medaglia del Presidente della Repubblica

La mostra ha ricevuto la medaglia del Presidente della Repubblica

Dopo Galileo nulla fu come prima. E non solo nella ricerca astronomica e nelle scienze, ma anche nell’arte. Con lui, il cielo passa dagli astrologi agli astronomi.
La mostra (Padova, Palazzo del Monte di Pietà, dal 18 novembre 2017 al 18 marzo 2018), concepita da Giovanni C.F. Villa per la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo racconta, per la prima volta, la figura complessiva e il ruolo di uno dei massimi protagonisti del mito italiano ed europeo. In un’esposizione dai caratteri del tutto originali, dove capolavori assoluti dell’arte occidentale in dialogo con testimonianze e reperti diversi, consentono di scoprire un personaggio da tutti sentito nominare ma da pochi realmente conosciuto.
Dalla mostra emerge l’uomo Galileo nelle molteplici sfaccettature: dallo scienziato padre del metodo sperimentale al letterato esaltato da Foscolo e Leopardi, Pirandello e Ungaretti, De Sanctis e Calvino. Dal Galileo virtuoso musicista ed esecutore al Galileo artista, tratteggiato da Erwin Panofsky quale uno dei maggiori critici d’arte del Seicento; dal Galileo imprenditore – non solo il cannocchiale ma anche il microscopio o il compasso – al Galileo della quotidianità. Poiché l’uomo, eccezionale per potenza d’intuizione e genio scientifico, lo era anche nei piccoli vizi e debolezze, quali gli studi di viticoltura e la passione per il vino dei Colli Euganei – rifiutando la “vil moneta” baratta i suoi strumenti di precisione con vino “del migliore” – o la produzione e vendita di pillole medicinali.
Per documentare “Rivoluzione Galileo” Giovanni C.F. Villa riunisce in Palazzo del Monte di Pietà a Padova un numero impressionante di opere d’arte, a partire dagli splendidi acquerelli e schizzi dello stesso Galileo, che mostrano la sua altissima qualità di disegnatore. Lo scienziato era del resto un attento osservatore dell’arte, come confermano i commenti salaci su delle tarsie lignee – “prive di morbidezza e fatte di legnetti” – ma anche su Arcimboldo, autore di “capricci che hanno una confusa ed inordinata mescolanza di linee e colori”. L’influenza delle conquiste galileiane e della scienza moderna sulla cultura artistica è evidente già nel primo Seicento: con la minuziosa resa della natura, come testimoniano le straordinarie opere dei Brueghel e di Govaerts, ma anche in una pittura che recepisce immediatamente la prorompente portata delle ‘macchine’ di Galileo.
Nel 1610 Galileo pubblica il Sidereus Nuncius, e un effetto immediato si può scorgere nella celebre Fuga in Egitto di Adam Elsheimer, prima raffigurazione della Via Lattea. E poi in una sequenza di artisti capaci di raffigurare la luna così come vista con il cannocchiale, tanto che una notevole sezione di mostra racconta proprio la scoperta della luna da Galileo fino ai giorni nostri. Anche il genere della natura morta sviluppa nuove formule compositive: i simboli della vanitas lasciano il posto ad una raffigurazione documentaristica legata allo sviluppo delle scienze naturali. E poi un racconto iconografico per capolavori, tra le quali spicca il dipinto del Guercino dedicato al mito di Endimione, con una delle prime raffigurazioni del cannocchiale perfezionato dallo scienziato
pisano. Tra gli anni Venti e Trenta del secolo prende vita una vera e propria “bottega” galileiana, ovvero una generazione di artisti (Artemisia Gentileschi, l’Empoli, Stefano Della Bella, ecc.) in grado di condividere le suggestioni offerte dalla lezione dello scienziato. Come le Osservazioni astronomiche di Donato Creti ora in Pinacoteca Vaticana: straordinarie tele raffiguranti stelle e pianeti ritratti in modo da mostrare l’aspetto che presentano al telescopio, evocando le scoperte galileiane.
Giovanni C.F. Villa porta i visitatori anche dentro alla “costruzione” del mito galileiano in epoca ottocentesca. Si era nel 1841 quando il Granduca Leopoldo II di Lorena costruiva, in Palazzo Torrigiani, la Tribuna di Galileo, straordinario ambiente immaginato quale sintesi iconografica della scienza sperimentale, da Leonardo a Galileo. Dopo il centrale episodio fiorentino di Santa Croce, eternato da Ugo Foscolo, l’Ottocento diviene il secolo dei monumenti dedicati a Galileo. Ecco allora Pisa, Roma, la Loggia degli Uffizi a Firenze per giungere alla trentaseiesima statua dei grandi padovani in Prato della Valle. A sancire il mito di Galileo accanto a quello di Dante, lo scienziato-umanista capace di una rivoluzione epocale per l’umanità ampiamente riverberata nell’arte.
La mostra sviluppa un’ampia sezione d’arte contemporanea che da Previati, Pelizza da Volpedo e Balla giunge fino ad Anish Kapoor, presente in mostra con l’opera di apertura.
Così sette secoli di arte occidentale, intrecciandosi con la scienza, la tecnologia e l’agiografia galileiana, restituiscono compiutamente la parabola umana di Galileo celebrato in una Padova che lo vide protagonista per 18 anni. Ricordati dallo scienziato come i più felici per la libertà concessagli dallo Studio patavino, allora ai vertici della cultura europea. Ed è la stessa Università agli Studi di Padova che, come ha annunciato il suo Rettore, prof. Rosario Rizzuto, ha deciso di affiancare alla Mostra un programma di iniziative, incontri, approfondimenti sulla figura di colui che è stato uno dei suoi più illustri docenti e Maestri.



scritto 18/11/2017 20:38:53 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico
 
I nove Sacri Monti prealpini


Nell’ambito del progetto finanziato da Regione Lombardia “Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia: una mostra fotografica per la valorizzazione e come strumento per un nuovo progetto di comunicazione”, ha preso il via a Milano dalla sede di Regione Lombardia (Spazio espositivo, via Galvani 27), l’esposizione fotografica itinerante “Lo Sguardo sui Sacri Monti: I nove Sacri Monti prealpini. Fotografie di Marco Beck Peccoz”.

La mostra, nata da un progetto di Fondazione Paolo VI per il Sacro Monte di Varese e Parrocchia di Santa Maria del Monte in Varese e realizzata grazie al sostegno di Regione Lombardia e alla collaborazione di Regione Piemonte, si presenta come un’esposizione fotografica composta da 57 pannelli sui quali le immagini fotografiche unite a brevi presentazioni storico-artistiche raccontano i nove Sacri Monti prealpini.
L’iniziativa è la naturale prosecuzione del progetto editoriale già avviato dall’Ente di Gestione dei Sacri Monti del Piemonte per la realizzazione di un volume fotografico di qualità, con funzione divulgativa, curato da Silvana editoriale e composto da scatti dello stesso autore.
Marco Beck Peccoz, (Torino, 1968), vive a Milano e dal 1991 lavora come fotografo free-lance per gruppi editoriali italiani ed esteri (come Gruppo L’Espresso, RCS Periodi, Mondadori, Edizioni Conde’nast, La Stampa, Le Monde, Fairchild Publication e molti altri), facendo reportage di viaggio, ritratti, fotografie, d’architettura, vita quotidiana, avvenimenti sportivi, culturali, musicali e pubblicità. Ha pubblicato anche vari libri sul territorio italiano e ritrae “on location” manager di importanti imprese italiane.
Le immagini fotografiche che Peccoz propone in questa mostra sono scorci architettonici e vedute paesaggistiche suggestive che vogliono raccontare in maniera semplice, senza pretese scientifico-documentaristiche, ciò che ha reso i nove Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia sito seriale UNESCO.
Le foto, dedicate a tutti e nove i Sacri Monti, sono coinvolgenti e vogliono suscitare il lato più emotivo dei visitatori, portandoli ad innamorarsi del loro Patrimonio culturale.
Questi luoghi – carichi di storia, arte e spiritualità – attraverso la bellezza e la gradevolezza delle architetture, delle cappelle e dei loro manufatti artistici (affreschi e statue), si integrano perfettamente anche nel contesto naturalistico e paesaggistico di colline, boschi e laghi che fanno loro da cornice.
La scelta di una mostra itinerante, è dettata dall’intrinseca finalità comunicativa e di valorizzazione del progetto stesso: gli spazi espositivi selezionati sono catalizzatori di interesse e collocati al di fuori dei contesti territoriali degli stessi Sacri Monti, affinché il patrimonio culturale possa essere comunicato in modo più diffuso ed attirare nuovi pubblici.
Le prime due sedi ad ospitare la mostra sono lo spazio espositivo di Palazzo Lombardia (ingresso N2 – via Galvani 27), dove la mostra rimarrà aperta con ingresso libero e gratuito sino al 5 gennaio 2018.
E, da domenica 3 dicembre, una seconda edizione sarà visitabile nella prestigiosa sede di Villa Monastero, a Varenna, meraviglia paesaggistica ed architettonico sulle sponde del lago di Como.
La mobilità della mostra nel tempo e nello spazio consente una più ampia divulgazione dei contenuti artisti e paesaggistici di tutti i Sacri Monti su tutto il territorio del Nord Italia sia nella loro unitarietà di sito UNESCO sia nella loro individualità e specificità di bene artistico e paesaggistico legato al territorio locale.

I Sacri Monti
Un’altura percorsa da un sentiero ritmato da cappelle: è questo semplice – eppure ricchissimo – scenario, che il visitatore incontrerà raggiungendo uno dei nove Sacri Monti dell’arco alpino, fra Piemonte (Belmonte, Crea, Domodossola, Ghiffa, Oropa, Orta e Varallo) e Lombardia (Ossuccio e Varese), dal 2003 annoverati dall’UNESCO nel Patrimonio dell’Umanità.
Partendo dal fondamentale modello del Sacro Monte di Varallo, la cui genesi risale alla fine del XV secolo, questa tipologia architettonica ha avuto ampia diffusione fra Seicento e Settecento con diverse sfumature, mantenendo tuttavia inalterato il proprio scopo: permettere cioè ai pellegrini di accostarsi ai Misteri della fede cattolica e di visitare, seppur riproposti all’interno di scrigni architettonici con statue e ambientazioni plastiche e dipinte, i luoghi della vita di Cristo, di Maria e dei santi. Uno sforzo corale, sostenuto dal denaro di nobili e di semplici, a cui concorsero le arti di frescanti, scenografi, architetti e plasticatori, con l’intento di dare corpo e materia alla storia sacra.
Nel periodo della Controriforma, con l’incessante sostegno di San Carlo Borromeo, i Sacri Monti trovarono nuova linfa, ergendosi a baluardo dell’ortodossia contro l’avanzata dei princìpi protestanti. Salire oggi lungo questi percorsi sacri significa intraprendere un cammino di arte, devozione e storia, immerso in contesti naturali di straordinaria bellezza.
Questi luoghi – carichi di storia, arte e spiritualità – attraverso la bellezza e la gradevolezza delle architetture, delle cappelle e dei loro manufatti artistici (affreschi e statue), si integrano perfettamente anche nel contesto naturalistico e paesaggistico di colline, boschi e laghi che fanno loro da cornice.

Per informazioni e richiesta di immagini:
328 8377206 – 366 4774873 –
info@sacromontedivarese.it – www.sacromontedivarese.it



scritto 18/11/2017 20:34:56 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico
 
Ecco il LEONARDO DA VINCI da 450 milioni

Leonardo Da Vinci

(ANSA) - NEW YORK, 16 NOV - Con quei 450,3 milioni di dollari si sarebbero potuti acquistare 450 mila iPhone X. Una somma poco più alta del Pil di Tonga (439 milioni) e dei 422 milioni pagati dal Whitney per costruire la sua nuova sede sulla High Line. Un anonimo ma determinato compratore ha sconfitto tre agguerriti rivali in 19 minuti di corsa al rialzo che ha fatto diventare il Salvator Mundi di Leonardo offerto da Christie's l'opera d'arte più costosa della storia. Il quadro raffigurante Gesù salvatore del mondo sarebbe stato stato dipinto in Francia intorno al 1500 per un committente della casa reale. La casa d'aste l'ha definito "l'ultimo Leonardo", intendendo così l'ultimo quadro del maestro della Gioconda ancora di proprietà di un privato. Una campagna di marketing in stile "Da Vinci Code" aveva preceduto la vendita, ma anche polemiche e grane legali. Oggi sul New York Times il critico del giornale Jason Farago ha storto il naso definendo il quadro "un diligente ma non particolarmente notevole dipinto religioso della Lombardia di metà del Cinquecento passato attraverso un torchio di restauri". Secondo Todd Levin, consulente d'arte newyorchese, ieri da Christie's si è consumato "un epico trionfo del branding e del desiderio sul parere dei conoscitori e sulla realtà". Il Salvator Mundi ha una storia complicata: ritrovato ai primi del 2000 e attribuito a discepoli di Leonardo, nel 2005 fu comprato da un consorzio di galleristi per meno di 10.000 dollari e per loro conto restaurato e autenticato come Leonardo. Il debutto nel 2011 alla mostra leonardesca della National Gallery di Londra aveva consolidato la fama. A Christie's il quadro era stato consegnato dal 50enne miliardario russo Dmitry Rybolovlev (il proprietario del Monaco Football Club), che a sua volta lo aveva comprato nel 2013 dal commerciante d'arte francese Yves Bouvier per 127 milioni di dollari. Bouvier aveva pagato il quadro circa 50 milioni di dollari solo qualche mese prima: quando era emersa la notizia, Rybolovlev aveva fiutato una truffa e avviato azione legale. Christie's ha venduto il Leonardo come il lotto n.9 di una vendita di arte moderna e contemporanea: destinata cioè a clienti abituati a sborsare decine di milioni di dollari per un segmento di mercato considerato più vitale dei quello degli "Old Masters". La scommessa ha pagato. Ieri, sotto il martello del battitore, Leonardo ha polverizzato i 60 milioni pagati per "60 Ultime Cene" di Andy Warhol. "E' un momento storico", ha detto il battitore Jussi Pylkkanen quando il Salvator Mundi ha superato il giro di boa dei 300 milioni e uno dei compratori ha proceduto al rialzo a colpi di 30 e poi 20 milioni per sbaragliare gli avversari. Nel salone gremito di vip (tra gli altri il gallerista Larry Gagosian, il collezionista cinese Budi Tek, la moglie di Roman Abramovich, Dasha Zhukova, l'artista Gerhard Richter), l'offerta vincente è arrivata per bocca di Alex Rutter, capo del dipartimento arte contemporanea di Christie's: "E' stato il momento più emozionante della mia carriera", ha dichiarato dopo lo storico colpo di martello finale. (ANSA).

scritto 18/11/2017 20:33:20 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico
 
CONFCOMMERCIO, DA DOMANI "LIBERTY SVELATO": TRE GIORNI PER RICORDARE SOMMARUGA


(OMNIMILANO) Milano, 19 OTT - Con la manifestazione “Sommaruga e il Liberty Svelato” Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza - a 100 anni dalla sua scomparsa e a 150 anni dalla nascita - ricorda Giuseppe Sommaruga, il maggiore esponente del Liberty milanese, architetto di Palazzo Castiglioni (corso Venezia 47) sede della Confcommercio milanese. Una tre-giorni aperta alla città per scoprire Palazzo Castiglioni. 
L’iniziativa, si spiega in una nota, con la Consulta della Cultura di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza, è promossa con la collaborazione della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la Città metropolitana di Milano e Promo.Ter Unione, il contributo di Fondazione Fiera Milano e Fondo Est e il patrocinio di Regione Lombardia e Comune di Milano.
L’evento si apre domani venerdì 20 ottobre alle 14.15 nella sala Colucci di Palazzo Castiglioni con un convegno sul tema del Liberty - in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la Città metropolitana di Milano - dal titolo “Sommaruga e il Liberty Spiegato”. Il convegno è aperto dal presidente di Confcommercio Carlo Sangalli e dai saluti dei rappresentanti degli enti che patrocinano l’iniziativa di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza: Filippo Del Corno, assessore alla Cultura del Comune di Milano; Cristina Cappellini, assessore a Culture, Identità e Autonomie di Regione Lombardia; Antonella Ranaldi, soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio per la Città metropolitana di Milano. Coordina gli interventi del convegno l’archeologa Valeria Gerli, presidente di GITEC, l’Associazione delle Guide turistiche (aderente a Confcommercio Milano). Intervengono: Andrea Speziali, direttore artistico di Italia Liberty; Maria Antonietta Crippa (ordinario di Storia dell’Architettura presso il Politecnico di Milano); Marco Romano (“Estetica della Città”). La manifestazione “Sommaruga e il Liberty Svelato” prosegue sabato 21 e domenica 22 ottobre con “Undiscovered Castiglioni” con Palazzo Castiglioni aperto alla città: due giorni di visite guidate gratuite a cura di GITEC (registrandosi) con partenze ogni 20 minuti dalle 10 alle 18. Attraverso gli ambienti, il racconto, i filmati, gli oggetti originali, le foto d’epoca della famiglia Castiglioni ed una mostra appositamente realizzata, i visitatori potranno calarsi nell’atmosfera Liberty. Una mostra monografica sulle imprese storiche negli edifici Liberty di Milano permetterà, inoltre, di conoscere e apprezzare ulteriormente il valore che questo stile rappresenta nella storia dell’imprenditoria milanese. 
red

191436 OTT 17


scritto 21/10/2017 15:59:15 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico


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