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VITA DA DILETTANTE
difficoltà, dilemmi e pensieri di un pittore dilettante

 
la fonte del gusto

..mi piace il discorso di Wilde su cosa viene considerato bello e cosa brutto.. positivoLui provoca dicendo che non esiste niente di bello e di brutto ma semplicemente esisteuna cosa fatta bene e una cosa fatta male. Il gusto della persona si evolve con il vivere della persona, con il contesto che le si sviluppa attorno, con le influenze del mondo. Ciò non toglie che la materialità di tutto ciò parta da uno stampo genetico a cui un individuo non può sottrarsi. Resta di fatto per l'uomo di oggi come l'uomo di 1000 anni fa che alcuni denominatori siano gli stessi e perciò da essi siano in parte dipendenti i gusti. Ecco perchè un capolavoro dell'epoca ci piace ancora! Faccio un esempio. Nell'evoluzione del gusto attraverso la luce ed il colore l'occhio tende a riconoscere nell'azzurro il cielo, nel verde l'erba, nel rosso il sangue.. Mentre altre tinte hanno un significato da costruire. ad esempio il nero che da noi è il colore del lutto e il bianco quello della vita, in altre culture avviene il contrario sebbene a noi appaia tanto naturale l'associazione di tale immagine a tal sentimento. Dipende anche da questo se il rosso viene definito un colore aggressivo? Magari anche perchè sono elementi fisiologici necessari e utili al nostro vivere fisico. Come il giallo che trasmette la luce dei raggi solari. O il blu che entra nella psiche della riflessione. Non lo so, ma questo modo di intendere le cose mi piace..



scritto 30/09/2009 09:32:00 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico
 
che ricerca?!

Spesso viene considerata Arte solo il frutto di una lunga ricerca che porta alla negativorealizzazione di un capolavoro. Il capolavoro naturalmente è opera d’Arte. Ciò non toglie che anche la più infima manifestazione di fantasia è pur sempre frutto d’arte. Allora, come distinguere arte di serie A e arte di serie B? ... secondo me, non esiste arte di serie A e arte di serie B, ma strumenti d’espressione migliori o peggiori e la capacità di utilizzarli. La capacità di intuire e di costruire sull’intuizione è una dote innata, ed è strumento d’espressione. Tutte le doti psico-fisiche se prive dell’impulso artistico restano nulle. Se invece trovano energia in un buon motore (Arte), Sono potenzialmente in grado di creare innovazione. Di contro si verifica spesso il contrario: un buon motore abbinato strumenti scadenti. Per creare innovazione e ricerca, tutte queste capacità devono essere comunque portate al limite della conoscenza umana, dove solo ivi può statisticamente essere spiccato il balzo più fruttuoso e innovativo. Oppure si può ipotizzare di provocare innovazione nell’ignoranza del sistema, ma pur sempre spiccando il salto da un lungo trampolino di lancio che metaforicamente rappresenta comunque un percorso di ricerca.

scritto 05/08/2009 16:28:00 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico
 
arte, opere d'arte, capolavori


Con leggerezza affermo che anche copiare possa essere arte. Qualcuno potrebbe offendersi. Eppure non è il risultato che si deve guardare. Poichè due opere identiche possono essere state generate con modalità totalmente differenti. Una tela tagliata quand'è considerata lavoro d'Arte? Certo, è poi quando che per arte si intende l'espressione eccelsa di qualche linguaggio che si rischia di cadere negli equivoci. O no?

scritto 04/05/2009 11:26:19 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico
 
ricerca d'identità

l'espressione informale astratta è l'evoluzione dell'espressione dei tempi moderni. E' la via espressiva che lancia la sfida alle nuove generazioni. Perchè questa tecnica mette di fronte agli artisti un quesito. Lo stesso quesito cui si trovano a fronteggiare i giovani d'oggi. E' possibile crescere e affrontare la vita senza possedere un'identità sociale? senza possedere padre, madre, parenti, legami affettivi, legami di appartenenza, gusti, ricordi di un passato, frammenti di sofferenza, tracce di gioie passate e speranze future. L'informale mette in evidenza questa realtà. La necessità di dialogare nel più breve tempo possibile porta a sintetizzare il linguaggio in ogni sua forma per capitalizzarne tutte le potenzialità espressive, cioè ciò che potrebbe fare benissimo un calcolatore. Ma l'essere umano ha bisogno di nutrire l'anima, di credere in qualcosa, di credere nei legami affettivi, di credere nella salvezza, di appartenere a qualcuno. Insomma di costruire attorno alla sintesi di un linguaggio anche tutte le potenzialità di un'identità che vuole esprimere la sua vitalità. La solitudine e la depressione sono i sottoprodotti di una società capitalistica. Il libero mercato mette in vendita l'anima. Ma l'anima si valorizza con tutto ciò che non è mercato.

scritto 09/07/2007 11:12:26 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico
 
arte e amore, parallellismi

già tento l'inutile parallellismo arte-amore, cercando talvolta di sostenere che forse sono la stessa cosa. Ma le ipotesi mi portano sempre a sconclusionate visioni. Il raffronto però mi sorprende ogni qualvolta lo chiamo in causa, mi suggerisce sempre risposte bizzarre ma sorprendentemente sempre attendibili. Allora la domanda è: amare è sufficiente? essere amati è sufficiente? O sono necessarie entrambe? Sotto questo profilo la risposta è tanto semplice quanto naturale. Nel parallelo mi chiedo, esprimersi con l'Arte è sufficiente? esibirla ed essere apprezzati può essere sufficiente ? O sono necessarie entrambe? la risposta dovrebbe sorgere spontanea come la precedente... o no?



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