blog@exibart.com
home inaugurazioni calendario speed-news forum annunci concorsi sondaggi commenti pubblicità contatti
Exibart.platform > onpaper mobile bookshop rss radio tv alert newsletter segnala blog
recensioni > roma milano napoli venezia torino toscana vedi le altre 
rubriche > libri architettura design fashion in fumo decibel vedi le altre 
e-mail    password password persa? registrati ora!


ARTE E FILOSOFIA
alcune riflessioni sull' arte

 
Arte e Filosofia

Ciro D'Alessio, "Disincanto", 2012

  

Filosofia e Arte sono sorelle
segnate da una comune, fondamentale sete,
primordiale e dilacerante:
catturare l’Assoluto.

Non questa o quella cosa determinata,
questo o quell’ aspetto del vasto mondo
ma il mondo nella sua interezza abissale.

Per la Filosofia ciò è cosa nota e chiara.
Anche quando è scettica sull’ Assoluto
essa supera sempre le particolarità,
sprezza le astrazioni,
le unilateralità,
smuove le fissità intellettuali…
Ed in questo voler andare oltre,
in questa sua inquietudine,
mal cela la sua nostalgia
del Tutto.


L’ Arte invece cela e camuffa
il suo desiderio di Assoluto.
Essa ci mette davanti oggetti, persone,
pupazzi, macchie, suoni.
Ma parlandoci di queste povere cose,
non ci parla, ma ci mette davanti,
ci trasporta, anzi, direttamente con i sensi
nella sua dimensione…
Un tuffo nel suo mondo,
dove cogliamo,
ci pare,
in un sol punto,
ed in un solo istante,
 il sangue pulsante di tutto l' Universo!

Ciro D'Alessio.



 
Dove abita la verità?

Ciro D'Alessio

  Dove abita la verità?

Abita dentro di noi?

Come ci hanno insegnato gli antichi padri dell' occidente?

Ed allora, ciò che ci allontana dal mondo esterno,

non ci avvicina forse un po' alla verità, alle forme ideali e pure?

...

Oppure abita fuori di noi

magari proprio nel mondo esterno,

   nel suo palpitare danzante, amorfo,

che ci coivogle in irruenti vortici abissali?

Ed allora le forme silenziose e pure, che si allontanano da tale fremito,

non si allontanano forse anche dalla vita, dalla verità, dalla sua tremenda, incontenibile bellezza?

Ciro D'Alessio



 
i contorni

Ciro D'Alessio, Sprezzatura, 2011.

  I contorni sono il limite,

la frattura tra le cose ed il mondo.

Scompaginarli, sfumarli, negarli 

significa desiderio di abbracciare il tutto,

di lasciarsi abbracciare dal tutto,

di superare la scissione cui siamo condannati.

Accentuare i contorni in maniera esagerata

significa soffrire e disperare soli e prigionieri.

Mettere le figure a posto nei loro contorni netti e puliti,

significa computare il mondo, catalogarlo,

senza disperazione del limite e senza ebbrezza 

del suo, pur ideale, trascendimento!



Ciro D'Alessio



 
Gioire del mondo

Ciro D'Alessio, "Posto al sole" 2010.

 Godersi il mondo, al di là della la pubblicità e dell' industria culturale, è un fatto rivoluzionario.

Prendere il sole in una bianca spiaggia delle Maldive, in un viaggio organizzato da una moderna agenzia, con l’ uso di aerei, navi, aliscafi, jeeps, è piegarsi al sistema dell’ industria culturale, che dispone del nostro tempo, decide per noi cosa è divertente o meno, e illudendoci di divertirci, in effetti si nutre dei nostri risparmi per accrescere il proprio business, e per poi farci tornare al lavoro un po’ più soddisfatti e più ben disposti a sopportare il lavoro quotidiano. Questo tipo di godimento è un alimentare la società che ci inquadra, ci domina, e ci sta portando alla catastrofe.

Ma prendersi lo stesso sole seduti sui gradini dei giardini comunali, sugli scogli del lungomare, dalla finestra di casa, di scuola, dell’ ufficio o dell’ officina, beh questo non è un dire di sì alla società che ci inquadra, ma, più a fondo, un dire di sì al mondo.

Nel “Nuovo mondo Coraggioso” Huxley, immaginando un futuro dove ogni nostra attività e pensiero sarà funzionale all’assetto sociale, prevede che ai neonati venga inculcato l’ odio per ogni forma di gioia o godimento che il mondo ci offre gratis, per la quale non è attivabile un business. Bisogna sempre fare molta attenzione a non confondere il rifiuto di un determinato assetto sociale, col rifiuto del mondo e della vita in toto. Il primo infatti è in genere un fatto che produce progresso, il secondo quasi sempre solo regresso e morte.

L’ arte ha spesso invitato a godere, a gioire del mondo. Essa ci ha insegnato a notare e gioire di aspetti del mondo cui si presta di solito poca attenzione, ed in generale ci ha infuso un atteggiamento positivo nei confronti della vita per cui alla fine ci siamo detti “ beh, dopo tutto, vale la pena di continuare a vivere”.Ora questo atteggiamento è massimamente proficuo di impegno a favore della vita mondana e di un suo miglioramento. Direi che senza quest’ ottimismo di base, questa fiducia nella vita mondana, sarebbe impensabile anche qualsiasi impegno sociale.

Ciro D'Alessio.

 
Arte e natura.


  Se ci atteniamo alle parola "artefatto", artificiale, all' espressione "fatto ad arte", all' arcaico "artatamente", la parola "arte" significa ciò che è antitetico alla natura. L' artefatto si contrappone alla cosa naturale e cioè che è fatto ad arte a ciò che vien fatto naturalmente. Contrapposizione analoga si presenta nella lingua tedesca, dove kunstlerisch, che ha nella sua radice Kunst, arte, significa artificiale, mentre kunstisch significa "artistico" nella moderna concezione del termine.
Ora tra artistico ed artificiale passa una bella differenza, soprattutto alla prima parola si associa una valenza positiva mentre alla seconda, solitamente, negativa.
Eppure se vogliamo indagare il rapporto arte-natura, dobbiamo tenere presente che arte, prima che qualsiasi mimesi, creatività, etc, significa banalmente, innanzitutto e per lo più, ciò che è fatto dall' uomo e che non si presenta in natura.

Difatto quando si studia la storia dell' arte primitiva, si suole prendere in considerazione qualsiasi manufatto umano come esempio di arte e solo in epoca più tarda ci si concentra su quei manufattio che non hanno finalità pratica immediata, riservando a loro il termine "arte", ed escludendo man mano dal campo di indagine della storia dell' arte gli oggetti utili.


Se così stanno le cose, l' arte che prende a proprio tema la natura diviene di estremo interesse; essa infatti prende a proprio tema proprio ciò che è altro da sé e dalla cui scissione è nata. E' come se andasse alla ricerca delle sue antiche origine, o tentasse di ricomporre idealmente la frattura originaria da cui nacque.
Queste infatti le sfuggono per definizione: qualsiasi cosa sia l' arte, non è una cosa naturale. Sembrare naturale, nascondere l' artificio, è un ideale spesso ricorrente, e cela il desiderio dell' arte di impossessarsi in qualche modo della natura, nascondendo il carattere negativo da cui è nata.
Si cela dietro questa desiderio di natura, un desiderio di assoluto. La negazione del prorpio limite, infatti, è l'assoluto. Ciò che riesce a mangiarsi i propri limiti, ad impossessarsi delle proprie condizioni di esistenza, a negare ciò che lo nega, non ha più condizioni, limiti, negazioni ed è infinito ed assoluto.
Ecco perché il correre dietro la natura, checché ciò significhi, è sempre stato un pallino dominante dell' arte, perché raggiungere la natura significa in qualche modo superare se stessa, trascendersi, sublimarsi.

Ciro D'Alessio






sono presenti 42 post - sei nella pagina 2 - vai alla pagina precedente<< - vai alla pagina successiva>>
questo blog è stato visto 819551 volte
 
home blog

IL BLOGGER

blogger: ciro d' alessio
vedi profilo
scrivigli

IL BLOG

indirizzo del blog:
filosofo.blog.exibart.com
generi: arte, cultura generale
tutti i post
feed rss
ARCHIVIO


<< < LUG 19 > >>
L M M G V S D
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30 31        

I MIEI LINK


 






     Exibart.
   Pubblicazione iscritta nel registro della stampa del Tribunale di Firenze con il n. 5069/01.
   Direttore Responsabile: Matteo Bergamini
   Direttore Editoriale: Cesare Biasini Selvaggi
   Direttore Commerciale: Federico Pazzagli - fax: 06/89280543
   Amministrazione: amministrazione@exibart.com -fax: 06/89280277