Vabbè, li ho finiti da tempo ma è altresì tempo di consuntivi. Allora tiriamo le fila del buon
Lansdale.
La saga di
Hap & Leonard innanzitutto, della quale credo di aver completato l'iter spupazzandomi nell'ordine caotico che ho seguito
Il mambo degli orsi (1995 in originale),
Bad chili (1997) e
Capitani oltraggiosi (2001). Quest'ultimo è imbarazzante, in parte rimasticazione di un racconto precedente, in parte ritritatura di
topoi già visti nella saga stessa o in romanzi dello stesso texano. Il mambo è invece serratissimo, fra le migliori prove di questo ciclo, mentre il chili ha scene piuttosto divertenti.
Fuori dall'ambito Hap & Leonard, il/un capolavoro di Lansdale, ovverosia
La notte del drive-in, che in traduzione italiana assomma entrambe le storie omonime (1988 e 1989), di cui la prima è senz'ombra di dubbio pure la migliore. Con la scena del massacro della bambina da far rizzare i peli sulle braccia e da ricordare da vicinissimo scene analoghe del
Signore delle mosche di
William Golding.
Sempre fuori da saghe varie, i primi due romanzi di Lansdale che ho letto, nella primavera/estate del 2006. Nell'ordine,
In fondo alla palude (2000) e
Freddo a luglio (1989). In quest'ultimo si trovano tutta una serie di motivi che precipiteranno nella saga suddetta, mentre nel primo ho trovato magnifico il punto di vista... dal basso.
E da allora è stata quasi un'ossessione.