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MOUNTAINS O' THINGS

 
Rosso birmano


L’Unione Federale Birmana ha assunto il nome, nel 1989, di MYANMAR.

Questo è uno stato con una giunta militare al potere che nel 1990 ha indetto libere elezioni per l’Assemblea costituente. La vittoria della Lega nazionale per la democrazia (NLD) ha provocato un colpo di stato dei militari che hanno sospeso l’Assemblea e messo fuori legge tutti i partiti.

I militari hanno imprigionato Aung San Suu Kyi, leader della Lega e premio nobel per la Pace nel 1991, attualmente agli arresti nella sua casa-prigione.

 

Nel 1988 un’importante manifestazione di protesta popolare veniva repressa con il sangue dai militari. Oggi, dopo 45 anni di dittatura, nell’ex Birmania la situazione è esplosiva. Un movimento di protesta, tra cui almeno 15.000 monaci e centomila birmani, è sceso in piazza nell’ex capitale Yangon e in tante altre città del paese per protestare contro la giunta militare chiedendo condizioni migliori di vita.

 

La crisi economica insieme alla frustrazione e al dolore di un popolo si sono manifestati nell’essenza della cultura birmanica: la religione.

I monaci e le monache hanno lasciato i templi e con le loro tonache rosso scuro hanno sfilato per le strade recitando preghiere per la pace, chiedendo di non utilizzare slogan politici.

La rivolta iniziata a fine agosto, gestita inizialmente con cautela da parte del governo, alla fine viene repressa con la violenza e con gli arresti.

A Myanmar le violazioni dei diritti umani nei confronti degli oppositori alla giunta sono diffuse e regolarizzate da leggi criminali come mette in evidenza Amnesty International.

 

Il Consiglio di sicurezza dell’ONU sta elaborando una risoluzione di condanna della giunta militare birmana. Il testo, oltre alla fine della repressione e l’inizio al dialogo, chiede il rilascio dei detenuti, la liberazione del leader dell’opposizione Aung San Suu Kyi e di tutti i prigionieri politici. La bozza fatta circolare da Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, deve essere discussa all’ONU che dovrà coinvolgere anche la Cina, il principale alleato della Birmania.

 

Il Comune di Roma ha indetto il 24 settembre 2007 una manifestazione in Campidoglio per sostenere idealmente il popolo birmano e i monaci buddisti, manifestazione che ha un proseguimento nella marcia della pace il 7 ottobre con la Perugia-Assisi.  

 

 

FREE Burma” è una campagna sostenuta da Blogsfere che invita a tingere di rosso i suoi blog come gesto simbolico, per esprimere solidarietà nella Rete.

 

Blogsfere Network

Free Burma: sit-in per la libertà d’espressione in Birmania

 

La Repubblica - Immagini

Birmania: la protesta non si ferma

 

MTV,l’emittente televisiva di musica italiana e internazionale, partecipa alla giornata di mobilitazione globale “24 ore per la Birmania

 

Blog NO Excuse

 

 



scritto 07/10/2007 15.24.00 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: myanmar birmania monaci buddisti free burma
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