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arte e comunicazione dell'era digitale

 
se il visionario timbra il cartellino...

Nell'intervento “Un maxisechermo arreda“ concludendo le mie riflessioni annunciando che mi sarei gustato, e quindi pregustandomi, la visione de "l'arte del sogno" di Gondry.

L'ho veduto, e mi ha lasciato freddo, indifferente, passivo e un po' annoiato.

Ho sempre apprezzato il lavoro di questo talentoso regista. Mi sono lasciato trasportare dai suoi video visionari, ho goduto nel vedere i precedenti lungometraggi. Compreso Human Nature, il bingo bongo intellettualoide che non convinse nessuno, a me affascinò.

Ma quest'ultimo lavoro non mi ha catturato, non mi ha minimamente emozionato, per il semplice fatto che Gondry si è semplicemente limitato a fare Gondry.

La propria poetica è importante, per ogni artista. E' il colino che filtra le emozioni, i pensieri, le utopie. L'impasto personale con quale misceliamo i nostri sogni. Ma poetica non significa autoclonarsi all'infito. Mettere in scena “il proprio stile” in modo seriale, asettico, programmatico. Un uomo di grande fantasia che da oltre un decennio propone le stesse cose, la stessa visione, forse non ha tutta la fantasia che gli si accredita. O forse, a volte, l'artista rimane imprigionato nel proprio impasto, nella propria “formuletta personale” che permette d'esser riconosciuto al primo sguardo.

A volte capita di combattere per anni i mulini a vento, sudare, sbracciarsi, dare capocciate a muri porte e finestre per trasmettere il messaggio del proprio operato, fare capire ed apprezzare la propria visione – metodologia – estetica. Arrivare dunque ad essere considerati, apprezzati, riconosciuti, e non ritrovarsi più nelle proprie cose. Avendo fatto un cammino che ci ha portati lontani dal modo d'esprimerci iniziare, dal pensiero, dall'operatività che abbiamo fatto conoscere e che ci ha portato al “successo”. E sicuramente cambiar rotta, ripartire da zero, fare tabula rasa di tutto e portare avanti altro non è facile. Non è utile, non è richiesto, non è logico. Ma variare, innovare, ribaltare, aggiungere un pizzico di sale, una virgola, una nota, un inciso, questo è rimanere vivi, vitali.



scritto 26/01/2008 11.55.00 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: gondry poetica cinema
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