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I giornali nostrani non sanno davvero cosa sia la dignità. E tantomeno la loro associazione degli editori, la Fieg. Titola l'ADNKronos: “Editoria in grave crisi, nel 2008 perdite in aumento del 100%” (en passant, faccio notare che Repubblica riprendendo il comunicato – tanto per fare un esempio – titola “La crisi si aggrava...” giusto per fare un po' di allarmismo in più, cosa che non guasta e nel quale i giornalisti di regime sono bravissimi) per poi darne un resoconto che snocciola numeri e lagnanze. Ora, se sono passati a miglior vita giornali ed editori seri come quelli inglesi e americani come speri tu, giornalucolo italiano servo del potere – e mi rivolgo alla Fieg e a tutte le grandi testate italiane -, di riuscire a sopravvivere all'informazione libera della Rete? Succhiando altri soldi al pubblico? E infatti, pare che la suddetta Fieg abbia addirittura suggerito il modo (traggo da Repubblica, tanto per fare ancora un esempio): "Nel consueto studio annuale, la Fieg indica anche le misure indispensabili per la ripresa: bisogna agire con decisione, sull'esempio della Francia, e mettere in campo una serie di misure come il credito agevolato per accelerare il meccanismo produttivo; ripristinare il credito d'imposta su carta e investimenti per stimolare innovazioni di processo e prodotto; stimolare la crescita della domanda di prodotti editoriali attraverso la promozione della lettura in scuole e famiglie." Ora, mettersi a paragone con la Francia, significa non avere proprio un briciolo di dignità, in quanto anche lì - come un USA e UK - ci sono giornali seri, credibili, con giornalisti seri e credibili; qui perfino uno Scalfari – tanto per fare un altro esempio - sta dimostrando di tirare la volata a un partito che lui stesso non può non sapere di che razza di gentucola da quattro soldi sia fatto. La finta informazione che poi si rivela solo essere vera propaganda di parte. Per cui, ridicoli giornalucoli italiani, è meglio se i soldi ce li teniamo noi, piuttosto che dare a voi il credito agevolato; la carta torniamo ad utilizzarla per usi più civili che farla imbrattare da voi; e se proprio dobbiamo tornare a far leggere le famiglie, ci sono tanti bei libri in giro, perché andare a perdere il proprio tempo leggendo i giornali?
P. S.: l'ADNkronos, parlando delle misure d'urgenza, scrive: "la reintroduzione del credito di imposta per l'acquisto della carta, sul modello di quanto gia' fatto nel 2004; la previsione di un'ulteriore riduzione di un'aliquota agevolata per l'Iva per il comparto dell'editoria; la detassazione degli utili reinvestiti in misura incrementale rispetto all'anno precedente in campagne pubblicitarie ed iniziative di promozione della lettura; infine l'esclusione del costo del lavoro giornalistico dal calcolo della base imponibile ai fini Irap, imposta che grava in modo iniquo sulle imprese editoriali''. Notare che qui la Francia e le famiglie a differenza dell'articolo di Repubblica non ci sono. Tanto per fare un ennesimo esempio
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