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VOCAZIONE VAGABONDO
le emozioni sono come le piante, vanno coltivate. il problema è che oggi siamo talmente sopraffatti da stimoli forti " che non riusciamo a cogliere e ad alimentare le sensazioni piu' semplici. sono le piccole emozioni che danno spessore alla vita. (seneca)

 
La paternità dell’opera d’arte, nel Medioevo, veniva considerata solo dal committente che non dell’artista che l’aveva realizzata.


 Berlusconi come al solito, radioso, assai attento alla questione delle "radici cristiane" e perfino interessato a quelle straordinarie pitture, ha tagliato il nastro inaugurativo assieme a Sua Eminenza Segretario di Stato il Cardinal Bertone della mostra: “Il potere e la grazia, i Santi Patroni dell’Europa” presso il piano nobile di Palazzo Venezia a Roma.

Sgarbi, al suo fianco, illustrava quadro dopo quadro…

“Indiscutibile il valore delle opere esposte che vanno dal San Giorgio del Mantegna, al San Giovanni Battista di Tiziano, al Martirio di San Pietro di Guercino. Una collezione di tesori che raccontano l’impegno e la carità di molti testimoni che con il loro esempio hanno segnato la storia dell’Europa”

 

Michelangelo, Tiziano, El Greco o Mantegna (per citare alcuni grandi artisti), erano  poco considerati nella società: l’artista era  un artigiano con bottega, persona, cioè, la cui abilità era soprattutto manuale.          
Contava solo il committente, il papa, il vescovo, il principe, il nobile, dal quale scaturiva l’iniziativa dell’opera.

I “lavoratori dell’arte” erano direttamente alle dipendenze dei signori.  Conoscevano le tecniche, trucchi e ricette che hanno permesso loro di ammantare le volte delle chiese con stupendi affreschi.

 Gli stessi artisti si occupavano delle grandi pale d’altare potevano all’occorrenza essere impiegati come decoratori di stemmi e vessilli. Le competenze  erano diverse ma  nessuno agiva individualmente, infatti i dipinti vengono “attribuiti” non esistono le “firme.”

E’ solo a partire dal tardo Rinascimento che l’evoluzione della figura dell’artista compie il grande salto: da questo momento in poi, anche l’artista rivendicherà per se il ruolo di intellettuale. (vedi  Caravaggio, nonostante conoscesse bene il gusto estetico dei suoi committenti, scelse dei soggetti popolari, che esprimessero in una dimensione reale e drammatica, alcuni quadri vennero rifiutati dal Clero).

Il mondo dell’arte ha avuto un’infinità di interpreti e di rappresentanti, i quali si sono collocati nella società nei punti più disparati, da quelli più umili a quelli più significativi. 


Una cosa rimane però certa, che dal Rinascimento in poi l’artista inizia a godere di una considerazione nuova.

Nel corso del Rinascimento, anche il luogo dell’artista cambia: non è più quello della bottega, ma quello della corte.  


Alla figura del principe-mecenate, fa da corollario quella dell’artista cortigiano.

E nella corte di un principe l’artista viene a contatto con tutti i maggiori rappresentati dell’intellettualità del tempo: poeti, scrittori, filosofi, matematici, e così via.
Entra quindi a far parte, a pieno diritto, nel novero degli intellettuali del tempo.


 

Dall'8 ottobre al 10 gennaio 2010 “Il potere e la grazia”, I Santi Patroni d’Europa”.

Palazzo Venezia
Via del Plebiscito, 118
tutti i giorni - dalle 10 alle 20 venerdì e sabato - aperta dalle 10 alle 22
€10,00 interi
€ 8,00 ridotto e gruppi



scritto 08/10/2009 19.00.00 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: radici mostra palazzo venezia
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