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Expo Shanghai 2010 Milan Week 16-23 giugno

Fabio Novembre at Milan Week Shanghai Expo 2010

Expo Shanghai 2010 Milan Week 16-23 giugno “Milan Creative City” Parte Prima

16 giugno 2010

Torno in una ShangHai appena grigietta, calda ma non soffocante, per l'inaugurazione della Settimana di Milano che ha come titolo e tema “Milan Creative City”, presso il Padiglione Italia all'Expo 2010.

Gli inviti sono arrivati appena in tempo, e la mattina del 16 giugno insieme all'amico JiangShan, Art Director del True Color Museum di SuZhou e a Jay e Max, giovani professionisti e appassionati dell'Italia e della cultura Italiana, siamo pronti per essere prelevati da un bus che ci portera' dritti al Padiglione. L'organizzazione e' perfetta, il clima di piacevole convivialita'.

Abbiamo un appuntamento presso il Padiglione con il designer Fabio Novembre, per discutere di una sua collaborazione futura in terra cinese, e siamo incuriositi di vedere che cosa e come il Padiglione italiano offre ai suoi visitatori.

JiangShan, addentro alla scena culturale di ShangHai, mi confida che si sente dire in giro che molto probabilmente la struttura del Padiglione Italia ha molte probabilita' di diventare una delle cinque strutture permanenti del post Expo. Arrivati al Padiglione capisco il perche': in effetti la struttura, ancorche' meno originale e appariscente di altre, si presenta come un edificio adatto a mostre ed eventi, lo spazio interno e' razionale, e la costruzione stessa pare destinata ad un uso che va al di la' dei sei mesi di durata dell'Expo. Staremo a vedere.

Voglio ricordare che le citta' di Shanghai e Milano sono gemellate dal 1979, e molti sono gli appuntamenti e gli incontri a livello culturale e imprenditoriale tra le due citta', cuori economici, culturali e finanziari dei rispettivi Paesi.

Quattro anni di vita in Cina mi hanno fatto capire come Milano, come l'Italia del resto, godano di un'intenso apprezzamento da parte del popolo cinese. Qualche anno fa un impressionante 70% dei cinesi intervistati in una apposita indagine, elessero l'Italia come meta preferita per una prima vacanza fuori dai confini nazionali e, se devo citare un “triste” e recente segno di apprezzamento, l'eliminazione della squadra italiana dai mondiali di calcio ha sollevato un ondata di commosso quasi cordoglio da parte dell'enorme tifoseria cinese, espresso anche da una puntata speciale sul canale dedicato allo sport. Io stesso ho ricevuto dispiaciuti sms da parte di parecchi amici e tifosi cinesi.

Appena arrivati sbircio l'interno, mentre una hostess ci scorta verso l'ascensore che ci portera' al terzo piano, la zona di presentazione di “Milan Creative City”.

Mentre da fuori l'edificio mi da un impressione di troppa chiusura, l'interno e' in realta' molto luminoso, con una spaziosissima hall centrale e stanze periferiche che avro' modo di visitare piu' tardi. Su di un lato creazioni della moda, un'altro intero lato e' coperto dagli strumenti musicali e dai sedili di una orchestra. Vicino alla scala mobile che sale verso i piani superiori c'e' una riproduzione in sezione di una volta di Duomo, che io dico essere quello di Firenze. Tutto intorno molti visitatori con espressione curiosa, meravigliata e soddisfatta. L'ascensore si chiude e saliamo al terzo piano.

Qui ci fanno dono di una guida di Milano in cinese, una piu' piccola pubblicazione sulla Milano Creativa, una mappa della citta' di Milano e del programma musicale che la Scala a preparato per l'occasione. Il cadeau e' apprezzato, cosi come si rimane incuriositi dallo stand cucina, dove e' gia' al lavoro lo chef Alessandro Negrini del ristorante “Il luogo di Aimo e Nadia”, incaricato di preparare uno dei classici del gusto milanese: il risotto. L'opera d'arte culinaria verra' introdotta e spiegata da Paolo Marchi, ideatore e curatore di “Identita' Golose”, con il quale ho il piacere d'intrattenermi insieme agli amici cinesi, curiosi di vedere e di sapere di un alimento come il riso, che per loro e' la quintessenza della cultura culinaria cinese, venga preparato e associato come piatto fondamentale di una citta' conosciuta per il calcio, la moda e il design.

Altre sorprese gustative gli saranno riservate, ma e' ora di andare nella sala auditorium, sta per iniziare la presentazione.

Prendiamo posto e osserviamo, ci sono diverse personalita' dell'arte e della creativita' italiana e milanese, in prima fila riconosco seduto Elio Fiorucci, designer icona della Moda italiana nel mondo, tra i primi, dal 1967, a trasformare oggetti e capi di tutti i giorni in 'fashion'. Sapro' poi che il giorno dopo, insieme a Fabio Novembre, saranno gli ospiti principali della seconda giornata dedicata ai “Testimoni della Creativita'”. Per onor di cronaca altri appuntamenti rilevanti saranno il 19 giugno “Art and Music”, con la partecipazione dell'Accademia della Scala e di Luciana Serra, poi il 20 giugno sara' la volta del tema “Scientific Research and ICT”, con l'Arduino Project e il MilanLab.

Altre delizie culinarie saranno curate e ammanite durante la settimana da Andrea Berton, poi sara' la volta di Elio Sironi, Pietro Leeman, Giacomo Gallina, Davide Oldani e il Maestro Gualterio Marchesi; la settimana vedra' diversi appuntamenti musicali con l'Orchestra da Camera della Scala.

Fabio Novembre e' oltremodo atteso visto che e' il curatore dello spazio simbolo di Milan Creative City.

Salgono sul palco Massimiliano Finazzer Flory (Assessore alla Cultura del Comune di Milano), Francesco Varriale (Console Italiano a Shanghai), Beniamino Quinteri (Commissario Generale Italiano per l'Expo 2010) e Fabio Novembre. La presentazione verte sopratutto sul riconoscimento delle radici storiche e culturali di una tensione creativa, quella milanese, che punta a coltivare e trasformare idee e progetti in realta'. Massimiliano Finazzer Flory insiste sul concetto di creativita' diffusa, che include e abbraccia campi che vanno dall'architettura al design, dalla moda alla cucina, dalla tecnologia all'arte.

Rifletto sulla vocazione “ricettiva” di Milano, e mi riferisco alla ricezione di genti e idee di ogni dove, che da sempre ne hanno arricchito lo spirito, infondendo energie, creativita'. Fabio Novembre stesso milanese d'adozione, sottolinerea' piu' avanti che si sente molto debitore nei confronti della citta', che sente come generosa con lui. E' vero che la Milano “Gran Milan” ha da sempre saputo accogliere a braccia aperte e dare a chi sa lavorare, a chi ha qualcosa da dire, ma mi pare che qualcosa sia cambiato e spero che questo inizio di secondo decennio del millennio veda la citta' trasformare il suo rapporto con i nuovi milanesi che arrivano da ogni parte del mondo, dando di nuovo il senso di appartenenza a una realta' che accoglie, aiuta e trasforma in risorsa la diversita'. Come gia' altre metropoli hanno saputo fare, in Europa e in altri continenti. Ma non divaghiamo...

Il lavoro di Fabio Novembre, un nastro rosso, un vero fil rouge che circonda lo spazio per tutti i lati e che ha in se emblemi cittadini come la riproduzione di Forme Uniche di Continuita' nello Spazio di Boccioni giusto dietro ad un corridore vestito da Prada (il primo e' Fabio Novembre stesso) che di fronte ha Concetto Spaziale di Lucio Fontana, dalla cui fessura intravede l'Ultima Cena Leonardesca... perche' si puo' correre incontro al futuro quando si ha il senso profondo delle proprie radici, come lo slogan Tradizione/Innovazione sembra volere, ancora una volta, ricordare.

La presentazione in diapositive di Milan Creative City scorre davanti agli occhi, e da milanese mi piacerebbe che molte delle realizzazioni li presentate, siano davvero concretizzate... una su tutte, le piste ciclabili: non bastano mai.

La degustazione del buonissimo risotto, del prosciutto crudo e di altre creazioni culinarie, che cerco affanosamente di spiegare meglio che posso, lascia poi spazio ad un libero girovagare per il Padiglione, e sto con le orecchie tese, per cogliere qualsiasi commento dei miei amici cinesi. Il negozio di souvenir non raccoglie molti consensi, la sala con le proiezioni di immagini delle diverse citta' italiane piace, come piace la statua del Perseo che vince Medusa... c'e' un senso di curiosita' attizzata ma non soddisfatta. Pare anche a me che qualche didascalia in piu', qualche pannello di spiegazioni e introduzioni avrebbe aiutato i visitatori a districarsi in quella marea di immagini, che seppur evocativa, lascia poco spazio al “capire”. Un esempio su tutti e' il pannello dell'Italia divisa per Regioni: una spiegazione sul perche' di quelle line di demarcazione interna, sicuramente avrebbe aiutato i visitatori.

Tra qualche giorno la Seconda parte di “Milan Creative City”

Marco Maurizio Gobbo



scritto 27/06/2010 11:44:00 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: milan creative week shanghai expo shanghai 2010 fabio novembre elio fiorucci
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